Gruppo di Visegrád
| Gruppo di Visegrád | |
|---|---|
| (CS) Visegrádská čtyřka / Visegrádská skupina (HU) Visegrádi Együttműködés / Visegrádi négyek (PL) Grupa Wyszehradzka (SK) Vyšehradská skupina / Vyšehradská štvorka | |
| Fondazione | 15 febbraio 1991 |
| Presidente | |
| Membri | |
| Sito web | www.visegradgroup.eu/ |
| Paesi membri | |
|---|---|
| Membri | |
| Ex membri | |
| Statistiche complessive | |
| Superficie | 533 616 km² |
| Popolazione | 64 007 048 |
Il Gruppo di Visegrád (in polacco Grupa Wyszehradzka, in ungherese Visegrádi Együttműködés, in slovacco Višegrádská skupina, in ceco Vyšehradská skupina), noto anche come Visegrád 4 o V4, è un'alleanza culturale e politica di quattro paesi dell'Europa centrale - membri dell'Unione dal 2004 - ai fini dell'avanzamento militare, culturale, economico e della cooperazione energetica; in più il gruppo serve a promuovere l'integrazione dei singoli Stati nell'Unione europea.
Il gruppo trae le sue origini dalle riunioni dei leader della ex-Cecoslovacchia, dell'Ungheria e della Polonia tenutesi nel castello-città ungherese di Visegrád il 15 febbraio 1991. Visegrád fu scelto come luogo dell'incontro nel 1991 come allusione al Congresso medioevale di Visegrád nel 1335 tra Giovanni I di Boemia, Carlo I d'Ungheria e Casimiro III di Polonia. Dopo lo scioglimento della Cecoslovacchia nel 1993, la Repubblica Ceca e la Slovacchia divennero membri indipendenti del gruppo, aumentando così il numero di membri da tre a quattro. Tutti e quattro i membri del gruppo Visegrád hanno aderito all'Unione europea il 1º maggio 2004.
Storia
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Il Gruppo di Visegrád (pronuncia: "viscegrad") si è costituito a seguito di un vertice dei capi di Stato e di governo di Cecoslovacchia, Ungheria e Polonia tenutosi nella piccola cittadina ungherese di Visegrád, posta sulle rive del Danubio, già luogo di conservazione della Sacra Corona Apostolica di Santo Stefano d'Ungheria e corte del grande sovrano rinascimentale Mattia Corvino, il 15 febbraio 1991. L'incontro si era svolto per stabilire e rafforzare la cooperazione fra questi tre stati (divenuti quattro il 1º gennaio del 1993 con la divisione consensuale della Cecoslovacchia), allo scopo di promuovere l'integrazione unitaria del gruppo nell'Unione europea. Questo tipo di approccio fallì e si passò presto a rapporti diretti tra Bruxelles e i singoli stati candidati.
Tutti i membri del Gruppo di Visegrád sono entrati nell'Unione europea il 1º maggio 2004, l'unico paese tra questi ad aver adottato l'euro è la Slovacchia dal 2009. In origine era prevista la partecipazione al gruppo anche della Romania. Furono i gravissimi scontri etnici avvenuti in Transilvania nella cittadina di Târgu Mureș/Marosvásárhely tra ungheresi e rumeni nel 1990 ad allontanare la Romania di Ion Iliescu dai processi preparatori per la formazione del gruppo di cooperazione.
La cooperazione e l'alleanza fra i quattro diversi stati proseguì comunque nei diversi campi della cultura, dell'educazione, della scienza, nonché in quello dell'economia. Nel 1999 è stato istituito il Fondo Internazionale di Visegrád (in inglese International Visegrad Fund, IVF), un fondo d'investimento e aiuto finanziario con sede a Bratislava, che, in accordo con la decisione dei capi di governo dei paesi membri, dal 2005 ha un budget annuale di 3 milioni di euro. Il gruppo di Visegrád riunisce quattro degli stati post-comunisti più prosperi, che presentano un'economia di mercato relativamente affermata e un tasso di crescita piuttosto alto rispetto alla media europea[1].
Il gruppo acquisì rilevanza politica e visibilità mediatica durante la crisi europea dei migranti nel 2015.[2] I paesi di Visegrád si opposero con forza al sistema di quote dell'UE volto a distribuire i rifugiati siriani dai paesi dell'Europa meridionale, messi sotto pressione, nel resto del continente.[3] La coesione del gruppo diminuì con il calo della rilevanza della questione migratoria negli anni successivi.
Sotto l'influenza del primo ministro ungherese Viktor Orbán, il Gruppo di Visegrád assunse progressivamente il ruolo di blocco di opposizione interna all'Unione europea, caratterizzato da posizioni sovraniste, nazional-conservatrici ed euroscettiche, in particolare sui temi dell'immigrazione, della sovranità nazionale e del rapporto con le istituzioni di Bruxelles. Nel 2015, al vertice dei quattro paesi si trovavano leader politicamente vicini a Orbán o comunque convergenti su numerose questioni strategiche: in Polonia governava Ewa Kopacz fino alle elezioni parlamentari dell'ottobre 2015, vinte dal partito conservatore Diritto e Giustizia (PiS) guidato de facto da Jarosław Kaczyński, alleato politico di Orbán e sostenitore di una visione illiberale e nazionalista dell'Europa;[4] in Slovacchia era primo ministro Robert Fico, leader social-conservatore e fortemente contrario alle quote obbligatorie sui migranti, che sviluppò negli anni successivi rapporti sempre più stretti con il governo ungherese;[5] nella Repubblica Ceca governava invece Bohuslav Sobotka, esponente socialdemocratico più vicino alle posizioni europeiste della Germania di Angela Merkel, ma costretto dalla forte pressione dell'opinione pubblica interna e del presidente Miloš Zeman ad assumere posizioni molto dure contro la redistribuzione obbligatoria dei rifugiati.[6]
In questo contesto Orbán emerse come il leader informale del gruppo e il principale interprete della linea politica visegradiana. La costruzione della barriera anti-migranti al confine serbo-ungherese nel 2015, la retorica contro il multiculturalismo e la critica all'“Europa liberale” contribuirono a trasformare il V4 in un polo alternativo rispetto all'asse franco-tedesco all'interno dell'Unione europea.[7] Negli anni successivi il gruppo fu spesso percepito come il principale centro di aggregazione delle forze sovraniste e conservatrici dell'Europa centro-orientale.[8]
Nel 2018 i tassi di crescita variano dal 3% al 3,8%,[9] attirando investimenti dal resto d'Europa e da altri parti del mondo. Un dinamismo economico utilizzato anche per contare politicamente di più in Europa fino ad arrivare a scelte (dal problema migranti all'involuzione autoritaria di alcune riforme istituzionali sino a una certa insofferenza nei riguardi di Bruxelles)[10] non in linea con i principi di appartenenza all'Unione europea.[9]
La invasione russa dell'Ucraina del 2022 su vasta scala provocò una frattura all'interno del gruppo. Il governo ungherese guidato da Viktor Orbán e il governo slovacco guidato da Robert Fico respinsero ogni tipo di sostegno economico o militare all'Ucraina e si avvicinarono politicamente alle posizioni russe secondo cui la guerra sarebbe stata provocata dalla NATO. D'altra parte, il governo ceco guidato da Petr Fiala e il governo polacco guidato da Donald Tusk figurarono tra i più forti sostenitori del diritto all'auto difesa dell'Ucraina all'aggressione militare russa.[11] Questa divisione fu evidenziata dal vertice di Praga del 2024, nel quale Fiala dichiarò che "non avrebbe senso avere opinioni divergenti sulle cause dell'aggressione russa contro l'Ucraina e sui modi per risolverla".[12] Anche il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski sottolineò che la priorità per la Polonia (il paese più grande del gruppo) avrebbe dovuto essere la collaborazione nell'ambito del Triangolo di Weimar (Polonia, Germania, Francia) e con gli Stati Uniti, piuttosto che con il Gruppo di Visegrád.[13] Questo determinò, l'inacapacità del gruppo di esprimere posizioni comuni in ambito internazionale.
All'inizio del 2026, con l'insediamento in Cechia del governo di Andrej Babiš, esponente dei Patrioti per l'Europa e vicino alle posizioni filo-russe di Viktor Orbán, il Gruppo di Visegrád tentò di rilanciare la cooperazione politica interna e di recuperare una linea comune su alcune questioni internazionali.[2] Tuttavia, le profonde divergenze emerse dopo l'invasione russa dell'Ucraina e il progressivo riavvicinamento della Polonia al Triangolo di Weimar continuarono a limitare la capacità del gruppo di esprimere posizioni unitarie e di incidere come blocco compatto all'interno dell'Unione europea.
Ispirazione storica
[modifica | modifica wikitesto]La scelta di riunirsi, il 15 febbraio 1991, nella città ungherese di Visegrád è dovuta ad un incontro ivi avvenuto nel 1335 tra i sovrani Carlo I d'Ungheria, Casimiro III di Polonia e Giovanni I di Boemia. Carlo I d'Ungheria e Giovanni I concordarono sulla necessità di creare nuove vie commerciali che evitassero il centro di Vienna e di ottenere accessi più veloci ai diversi mercati europei. Un secondo incontro si svolse sempre a Visegrád nel 1339.
Dati
[modifica | modifica wikitesto]Tutti i paesi del Gruppo di Visegrad fanno parte dell'Unione europea dal 2004, ma per ora solo la Slovacchia ha anche adottato l'euro come moneta, a partire dal 2009, mentre le altre nazioni non hanno ancora deciso una data per l'eventuale adozione.
| Nome | Superficie (km²) |
Popolazione (abitanti) |
Valuta | |
|---|---|---|---|---|
| Polonia | 312 685 | 38 073 745 | Złoty | |
| Repubblica Ceca | 78 866 | 10 467 542 | Corona ceca | |
| Slovacchia | 49 035 | 5 389 180 | Euro | |
| Ungheria | 93 030 | 10 076 581 | Fiorino ungherese | |
| Gruppo di Visegrad | 533 616 | 64 007 048 | ||
Partecipanti
[modifica | modifica wikitesto]- Donald Tusk, Primo Ministro della Polonia
- Andrej Babiš,Primo Ministro della Repubblica Ceca
- Robert Fico, Primo Ministro della Slovacchia
- Péter Magyar, Primo Ministro dell'Ungheria
Presidenza del Gruppo
[modifica | modifica wikitesto]La presidenza del gruppo V4 cambia annualmente nel mese di giugno.[14]
1999-2000 Presidenza ceca
2000-2001 Presidenza polacca
2001-2002 Presidenza ungherese
2002-2003 Presidenza slovacca
2003-2004 Presidenza ceca
2004-2005 Presidenza polacca
2005-2006 Presidenza ungherese
2006-2007 Presidenza slovacca
2007-2008 Presidenza ceca
2008-2009 Presidenza polacca
2009-2010 Presidenza ungherese
2010-2011 Presidenza slovacca
2011-2012 Presidenza ceca
2012-2013 Presidenza polacca
2013-2014 Presidenza ungherese
2014-2015 Presidenza slovacca
2015–2016 Presidenza ceca
2016-2017 Presidenza polacca
2017-2018 Presidenza ungherese
2018-2019 Presidenza slovacca
2019–2020 Presidenza ceca
2020-2021 Presidenza polacca
2021-2022 Presidenza ungherese
2022-2023 Presidenza slovacca[15]
2023–2024 Presidenza ceca
2024-2025 Presidenza polacca
Sede
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Il gruppo non ha una sede fissa. L'unica sede è quella del Fondo Internazionale di Visegrad, a Bratislava, e ogni paese membro ospita le riunioni in vari edifici. L'Ungheria le ospita nel palazzo in stile neomoresco del Vigadó, nel cuore di Budapest non lontano dal Parlamento.[16]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Jana Vargovčíková, Le Groupe de Visegrad, 20 ans après, Politique étrangère, Vol. 77, No. 1 (Printemps 2012), pp. 147-159.
- 1 2 Il ritorno del Gruppo di Visegrád, su Il Post, 8 gennaio 2026. URL consultato il 15 maggio 2026.
- ↑ (EN) This is how the Visegrad Group works – DW – 02/07/2019, su dw.com. URL consultato il 7 giugno 2024.
- ↑ Jarosław Kaczyński, su Encyclopaedia Britannica. URL consultato il 15 maggio 2026.
- ↑ Slovakia rejects EU migrant quota system, su Reuters, 7 settembre 2015. URL consultato il 15 maggio 2026.
- ↑ Why Central Europe is so opposed to quotas, su BBC News, 22 settembre 2015. URL consultato il 15 maggio 2026.
- ↑ How Viktor Orbán reshaped Europe's politics, su Politico. URL consultato il 15 maggio 2026.
- ↑ Jana Vargovčíková, Le Groupe de Visegrad, 20 ans après, in Politique étrangère, vol. 77, n. 1, 2012, pp. 147–159.
- 1 2 Visegrad, la crescita record dell'Ue contro la Ue, su repubblica.it, 12 febbraio 2018. URL consultato il 15 agosto 2018.
- ↑ Visegrad, chi sono e cosa vogliono i paesi del Club ribelle d'Europa, su panorama.it, 23 giugno 2018. URL consultato il 15 agosto 2018.
- ↑ (EN) Rikard Jozwiak, The Visegrad Group: When 2 + 2 Doesn't Equal 4, in Radio Free Europe/Radio Liberty, 28 febbraio 2024. URL consultato il 7 giugno 2024.
- ↑ Central European countries show deep rifts on Ukraine war at V4 meeting, su Euronews, AP, 27 febbraio 2024. URL consultato il 2 giugno 2024.
- ↑ Aleksandra Krzysztoszek, Polish FM: close ties with US, revising Weimar Triangle key amid Russia threat, su Euractiv, 25 aprile 2024. URL consultato il 2 giugno 2024.
- ↑ (EN) Presidency Programs, su visegradgroup.eu. URL consultato il 12 agosto 2022.
- ↑ (EN) Programme of the Slovak Presidency of the Visegrad Group (July 2022 – June 2023), su visegradgroup.eu. URL consultato il 12 agosto 2022.
- ↑ (EN) Secretariat, su International Visegrad Fund. URL consultato il 12 aprile 2026.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Gruppo di Visegrád
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN, CS, HU, PL, SK) Sito ufficiale, su visegradgroup.eu.
- Gruppo di Visegrád, su Vocabolario Treccani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- (EN) Visegrad Group, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- Sito ufficiale del Fondo di Investimento Internazionale di Visegrád, su visegradfund.org.
- Sito ufficiale del Quartetto Europeo, su european-quartet.com. URL consultato l'8 settembre 2018 (archiviato dall'url originale l'8 dicembre 2015).
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 132696726 · ISNI (EN) 0000 0001 2161 2709 · LCCN (EN) n2003057971 · GND (DE) 4398309-1 · J9U (EN, HE) 987007427940505171 |
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