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Péter Magyar

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Péter Magyar
Péter Magyar nel 2026

Primo ministro dell'Ungheria
In carica
Inizio mandato9 maggio 2026
PresidenteTamás Sulyok
Ágnes Forsthoffer
(ad interim)
András Baka
PredecessoreViktor Orbán

Membro dell'Assemblea nazionale
In carica
Inizio mandato9 maggio 2026
LegislaturaX
Gruppo
parlamentare
TISZA
CircoscrizioneBudapest — III

Europarlamentare
Durata mandato16 luglio 2024 –
8 maggio 2026
LegislaturaX
Gruppo
parlamentare
PPE
CircoscrizioneUngheria
Sito istituzionale

Presidente del Partito del Rispetto e della Libertà
In carica
Inizio mandato22 luglio 2024
Vice presidenteMárk Radnai
Zoltán Tarr
Ágnes Forsthoffer
PredecessoreAttila Szabó

Vicepresidente del Partito del Rispetto e della Libertà
Durata mandato12 aprile 2024 –
22 luglio 2024
PresidenteAttila Szabó
PredecessoreErzsébet Somodi
SuccessoreMárk Radnai
Zoltán Tarr
Ágnes Forsthoffer

Dati generali
Partito politicoPartito del Rispetto e della Libertà (dal 2024)
In precedenza:
Fidesz (2002-2024)
Titolo di studioLaurea in giurisprudenza
Università
ProfessioneAvvocato
FirmaFirma di Péter Magyar

Péter Magyar (Budapest, 16 marzo 1981) è un politico, avvocato e attivista ungherese, Primo ministro dell'Ungheria dal 9 maggio 2026. Esponente del Partito del Rispetto e della Libertà, di cui è presidente dal 22 luglio 2024, in precedenza è stato altresì europarlamentare per l'Ungheria dal 2024 al 2026. Dal 2002 al 2024 fece parte del partito Fidesz e durante la sua militanza fu uno dei collaboratori più stretti del leader Viktor Orbán[1]. In seguito annunciò la sua intenzione di passare ad un nuovo partito in opposizione alla coalizione Fidesz-KDNP di Orbán, di cui denunciò la corruzione ed il clientelismo, e decise di aderire al Partito del Rispetto e della Libertà (TISZA), assumendone la leadership in vista delle elezioni europee del 2024 e delle elezioni nazionali del 2026.

Studi e inizio dell'attività politica

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Svolse i suoi studi a Budapest e, nell'ambito del programma Erasmus, a Berlino, presso l'Università Humboldt, conseguendo poi la laurea presso la facoltà di Giurisprudenza dell'Università Cattolica Pázmány Péter nel 2004. Iniziò la sua carriera forense presso il tribunale della capitale e, dopo aver superato gli esami di abilitazione, lavorò nel campo della consulenza legale internazionale, assistendo multinazionali in investimenti in Ungheria nei settori societario, commerciale e della concorrenza.

Come praticante avvocato partecipò altresì al processo delle vittime della polizia durante forti proteste scoppiate nel 2006, fornendo loro assistenza e rappresentanza legale pro bono. Tali manifestazioni, infatti, furono causate dal blocco alle manifestazioni che la polizia impose arbitrariamente a piazza Kossuth, che lo stesso Magyar e Gergely Gulyás, un rilevante esponente di Fidesz (a cui Magyar in seguito aderì), iniziarono a sfidare regolarmente nel dicembre dello stesso anno, annunciando ogni venerdì delle manifestazioni, puntualmente rifiutate. Lo stallo terminò quando, nel febbraio 2007, alcuni politici di Fidesz abbatterono il cordone. Anni dopo, la polizia riconobbe con una delibera che il blocco aveva limitato in modo sproporzionato la libertà di riunione.

Nel 2007 Péter Magyar fu altresì segretario e membro del consiglio dell'associazione Ne féljetek! (Non abbiate paura!), fondata per aiutare le vittime delle violenze della polizia nell'autunno del 2006 ed il cui nome fu anche riportato in auge in occasione della sua campagna elettorale del 2026.

Nel 2009 si trasferì a Bruxelles con sua moglie Judit Varga (conosciuta nel 2005 e sposata l’anno successivo), in quanto lei era divenuta consigliera politica di János Áder, allora europarlamentare. Dal 2010 Magyar proseguì la sua carriera come collaboratore del ministero degli affari esteri e del commercio.

Nel 2011, durante la presidenza ungherese dell'UE, entrò come diplomatico specialista nella Rappresentanza permanente dell'Ungheria presso l'Unione europea. Tra i suoi compiti vi era la tutela degli interessi del governo ungherese di Orbán nel processo legislativo dell'UE, in particolare nei settori dei trasporti, dell'energia, nonché del diritto societario e della concorrenza.

Dal 2015, come diplomatico responsabile di gruppo presso l'ufficio del primo ministro Orbán, si occupò dei rapporti tra il governo ungherese e il Parlamento Europeo, gestendo questioni legali, finanziarie, di mercato dei capitali, di bilancio, commerciali e di politica di sviluppo.

Dal settembre 2018 diresse la Direzione Legale UE della Banca Ungherese per lo Sviluppo. Dal 2019 al 2022 fu invece amministratore delegato del Diákhitel Központ.

Dal 27 giugno 2022 fu poi amministratore delegato della Good Farming Kft., posseduta dal fondo privato europeo per l'agricoltura e l'industria alimentare. Il fondo finanziario era stato originariamente creato e finanziato dallo stato ungherese tramite la Exim Bank, con l'obiettivo di acquistare terreni agricoli all'estero per l'industria alimentare ungherese a partire dal 2021. Lo scandalo scaturito dal caso portò alle proteste di diversi politici slovacchi, tra cui lo stesso Robert Fico, e per questo Péter Szijjártó (al tempo ministro degli affari esteri) annunciò la revoca della decisione. Successivamente, l'azienda operò come gestore patrimoniale.

Nell'agosto 2022 divenne membro del consiglio di amministrazione della Magyar Közút Nonprofit Zrt. Nell’aprile 2023 entrò nel consiglio di amministrazione del Volánbusz, azienda di trasporti. Dal novembre 2023 è proprietario e amministratore delegato registrato della LLM Tanácsadó és Befektetési Zrt, società acquisita da Dániel Császár, ex vice segretario di Stato dell'ufficio del Primo ministro Viktor Orbán.

Il 10 febbraio 2024 infine, dopo un lungo periodo di insofferenze derivanti dall’esperienza in prima persona con il sistema politico a guida Fidesz a seguito delle dimissioni del Presidente della Repubblica Novák e del ritiro dalla vita pubblica della sua ex-moglie Judit Varga (con cui aveva divorziato un anno prima), Magyar rassegnò le dimissioni da tutte le cariche statali e posizioni in aziende pubbliche in una dichiarazione di grande risonanza, in protesta contro la gestione governativa e del caso della grazia concessa.

La separazione da Orbán ed il successo alle elezioni europee

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Magyar e Orbán si stringono la mano durante una seduta del Parlamento europeo, nel 2024.
Un raduno in favore di Magyar a Siófok, nel 2025.

Nel febbraio 2024 il nome di Magyar tornò al centro dell'attenzione in relazione al caso della grazia concessa dalla Presidente Katalin Novák a Endre Kónya, coinvolto in uno scandalo di pedofilia a Bicske. Magyar infatti, che era sposato al tempo con la ministra della giustizia Judit Varga (che aveva presentato la grazia alla Presidente), divenne infatti un inatteso protagonista secondario della vicenda che portò alle dimissioni della Presidente Novák, dato che questi, poco dopo le dimissioni sia della Novák, sia della Varga a causa delle forti proteste di piazza, si dimise a sua volta dalle posizioni ricoperte in aziende a partecipazione statale e formulò dure critiche contro alcuni membri del governo, segnatamente avverso il ministro Rogán Antal, che secondo le sue affermazioni sarebbe in larga misura responsabile dell'erosione dello stato di diritto in Ungheria. Inoltre espresse numerose critiche al governo in un'intervista sul canale YouTube "Partizán", dove raccontò, sulla base di esperienze personali, le sue preoccupazioni e presunti gravi abusi legati al sistema politico. Il video raggiunse un milione di visualizzazioni in un giorno.

In seguito, il successivo 15 marzo annunciò il lancio del suo nuovo movimento politico, Talpra, Magyarok! (traducibile come In piedi, ungheresi!), in un evento sull'Andrássy út, dove parlò altresì di una società “artificialmente divisa”, di partiti politici di opposizione che in realtà sarebbero controllati dal governo e interessati a vantaggi economici, e dello spostamento di gran parte del patrimonio statale in fondazioni vicine a Fidesz.

Magyar annunciò poi la creazione di una nuova forza politica "non aggirabile e non comprabile", presentando un programma politico in 12 punti. Il partito, che non era ancora formalmente costituito il 13 marzo 2024, veniva già stimato al 13% di popolarità, salito ad oltre il 20% il 16 marzo. Alla manifestazione iniziale parteciparono, secondo stime preliminari, oltre cinquantamila persone. Il 6 aprile 2024 infine, convocò una manifestazione in piazza Kossuth, dove davanti a centinaia di migliaia di partecipanti annunciò la partecipazione alle imminenti elezioni europee del 9 giugno.

Il 10 aprile 2024, abbandonata l’idea di fondare un nuovo partito (sia per il poco tempo a disposizione che per il fatto che tale operazione avrebbe potuto essere ostacolata dal governo), annunciò che avrebbe partecipato alle elezioni europee del 2024 con un partito già esistente dal 2020 ma quiescente, il Partito del Rispetto e della Libertà (TISZA). Alle elezioni il partito ottenne il secondo maggior numero di seggi dopo Fidesz–KDNP: con il 29,53% dei voti conquistò 7 seggi e portò all’elezione di Magyar alla carica di europarlamentare. Egli decise poi di far di aderire al gruppo di centro-destra del PPE la sua formazione.[2]

Il 22 luglio 2024 Magyar fu eletto presidente del Partito del Rispetto e della Libertà, mentre l’allora presidente Szabó divenne presidente onorario e fondatore.

Elezione a Primo ministro e fine dell'era Orbán

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Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni parlamentari in Ungheria del 2026 e Governo Magyar.
Magyar tiene un discorso in occasione della prima seduta dell’Assemblea nazionale ungherese presso Piazza Kossuth, 9 maggio 2026.
Magyar con la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.

Nel corso del 2025 il Partito del Rispetto e della Libertà (TISZA) consolidò la propria posizione come principale forza di opposizione al governo guidato da Viktor Orbán, beneficiando del crescente consenso urbano, del malcontento economico e delle tensioni tra Budapest e le istituzioni dell'Unione europea. Magyar impostò la propria campagna elettorale su tre assi principali, in netta opposizione alla linea politica di Orbán: ripristino dello stato di diritto, lotta alla corruzione e pieno riallineamento dell'Ungheria alle politiche euro-atlantiche.[3]

In vista delle elezioni parlamentari del 2026, TISZA si presentò dunque come la principale alternativa di governo a Fidesz-KDNP. Grazie ad un'affluenza eccezionalmente elevata, considerata da numerosi osservatori come una delle più alte dalla fine del regime comunista[3], il partito di Magyar ottenne una schiacciante vittoria, conquistando la maggioranza qualificata dei due terzi dei seggi nell'Assemblea nazionale e superando la coalizione guidata da Fidesz, riuscendo così a superare la soglia necessaria per modificare la Costituzione e le numerose leggi organiche introdotte durante i governi Orbán.[3]

Nel discorso successivo alla vittoria, Magyar annunciò l'intenzione di rafforzare il ruolo del Paese nell'Unione europea e nella NATO, sbloccare i fondi europei congelati e avviare riforme istituzionali in materia di indipendenza della magistratura, libertà dei mass media e trasparenza amministrativa.[3]

Il rivale Viktor Orbán riconobbe subito la sconfitta, definendola un "risultato doloroso", e si congratulò con lo stesso Magyar[3], il quale fu incaricato di formare il nuovo governo dal presidente della Repubblica il successivo 15 aprile. Magyar assunse infine la carica di Primo ministro dell'Ungheria il 9 maggio 2026, ponendo fine a 16 anni continuativi di governo di Orbán.

Dal 2006 al 2023 è stato sposato con Judit Varga, in seguito ministro della giustizia nel quarto e nel quinto governo Orbán. Da lei ha avuto tre figli: Levente (2009), Lóránt (2013) e Miklós (2015). I due divorziarono nel 2023.

Sempre in quell'anno Magyar conobbe Evelin Vogel, con la quale ebbe una relazione fino all'estate del 2024. Nel 2024 iniziò una relazione con Ilona Szabó, che in precedenza aveva lavorato come sua assistente.

È il pronipote dell'ex-Presidente Ferenc Mádl.

  1. ↑ Il più promettente oppositore di Orbán in Ungheria è un suo ex alleato, su Il Post, 7 aprile 2024. URL consultato il 23 settembre 2025.
  2. ↑ Ue: l'oppositore di Viktor Orban si unisce al Ppe, su euronews, 18 giugno 2024. URL consultato il 23 settembre 2025.
  3. 1 2 3 4 5 Magyar trionfa in Ungheria con maggioranza assoluta: cade Orban dopo 12 anni, su Il Fatto Quotidiano, 12 aprile 2026. URL consultato il 25 aprile 2026.

Altri progetti

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Voci correlate

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Collegamenti esterni

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Predecessore Primo ministro dell'Ungheria Successore
Viktor Orbán dal 9 maggio 2026 in carica
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