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Città metropolitana di Firenze

Coordinate: 43°46′17″N 11°15′15″E
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Città metropolitana di Firenze
città metropolitana
Città metropolitana di Firenze – Stemma
Città metropolitana di Firenze – Bandiera
Città metropolitana di Firenze – Veduta
Città metropolitana di Firenze – Veduta
Palazzo Medici Riccardi, sede della città metropolitana, 2006
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Toscana
Amministrazione
Capoluogo Firenze
Sindaco metropolitanoSara Funaro (PD) dal 24-6-2024
Data di istituzione1º gennaio 2015[1]
Territorio
Coordinate
del capoluogo
43°46′17″N 11°15′15″E
Altitudine50 m s.l.m.
Superficie3 514 km²
Abitanti987 944[2] (30-6-2026)
Densità281,15 ab./km²
Comuni41 comuni
Province confinantiPistoia, Prato, Bologna (Emilia-Romagna), Ravenna (Emilia-Romagna), Forlì-Cesena (Emilia-Romagna), Arezzo, Siena, Pisa, Lucca
Altre informazioni
Cod. postale50100
Prefisso055, 0571
Fuso orarioUTC+1
ISO 3166-2IT-FI
Codice ISTAT248[3]
TargaFI
Cartografia
Città metropolitana di Firenze – Localizzazione
Città metropolitana di Firenze – Localizzazione
Città metropolitana di Firenze – Mappa
Città metropolitana di Firenze – Mappa
Posizione della città metropolitana di Firenze all'interno della Toscana
Sito istituzionale

La città metropolitana di Firenze è una città metropolitana italiana della Toscana, con capoluogo Firenze. Conta 987 944 abitanti[2] distribuiti in 41 comuni.

Istituita dalla legge n. 56 del 7 aprile 2014,[1] dal 1º gennaio 2015 è subentrata alla soppressa provincia di Firenze, succedendole in tutti i rapporti attivi e passivi e assumendone le funzioni, oltre a quelle proprie attribuite alle città metropolitane dalla medesima legge.[1] Il suo territorio coincide con quello dell'ex provincia.[1]

Confina a nord con la Città metropolitana di Bologna e con la provincia di Prato, a nord-est con le province di Ravenna e Forlì-Cesena, a est e sud-est con la provincia di Arezzo, a sud con la provincia di Siena, a ovest con le province di Pisa, Lucca e Pistoia.

La sede istituzionale è Palazzo Medici Riccardi, a Firenze, già sede della Provincia dal 1874 e dal 2015 sede della Città metropolitana e del Consiglio metropolitano.[4]

Geografia fisica

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Il territorio della città metropolitana si estende per circa 3 514 km² nella parte centro-settentrionale della Toscana ed è caratterizzato da una morfologia prevalentemente collinare: il 68,7% della superficie è classificato come collina, il 26,8% come montagna e il 4,5% come pianura.[5]

La porzione settentrionale e nord-orientale comprende le aree montuose dell'Appennino tosco-emiliano e le conche e vallate del Mugello e dell'alta Val di Sieve, mentre a sud e a sud-ovest prevalgono i sistemi collinari del Chianti, della Val di Pesa e della Val d'Elsa. La fascia centrale è occupata dalla conca di Firenze e dalla pianura che si sviluppa lungo il corso dell'Arno, principale asse idrografico del territorio.[6] Il reticolo idrografico appartiene prevalentemente al bacino dell'Arno, che attraversa l'area metropolitana da est a ovest ricevendo, tra gli affluenti principali presenti nel territorio, la Sieve, il Bisenzio, la Pesa e l'Elsa.[6]

La varietà morfologica dell'area è riflessa anche nella pianificazione paesaggistica regionale, che distingue nel territorio fiorentino diversi ambiti, tra cui quelli di Firenze-Prato-Pistoia, del Mugello, della Val d'Elsa, del Chianti e del Val d'Arno superiore.[7]

Palazzo Medici Riccardi, sede della Provincia di Firenze dal 1874 e della città metropolitana dal 2015

I precedenti amministrativi e la nascita della provincia

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L'organizzazione amministrativa di un territorio facente capo a Firenze precede di diversi secoli la nascita della provincia moderna. Già nel 1418 la Repubblica di Firenze istituì la magistratura dei Cinque del Contado e del Distretto, con competenze sul territorio soggetto alla città.[8] Durante il Granducato di Toscana l'organizzazione territoriale fu più volte modificata, fino alle riforme amministrative dell'età lorenese e alle circoscrizioni istituite negli ultimi anni dello Stato granducale.

Dopo l'annessione della Toscana al Regno di Sardegna e durante il processo di unificazione italiana, nel 1860 fu istituito il Compartimento fiorentino, presieduto da Luigi Guglielmo Cambray-Digny.[8] Il relativo Consiglio compartimentale operò fino al 1865; la documentazione prodotta dall'organo è conservata nell'Archivio storico della Provincia di Firenze, oggi appartenente alla Città metropolitana.[9]

La provincia in senso propriamente postunitario nacque con l'estensione alla Toscana del nuovo ordinamento amministrativo del Regno d'Italia, definito dalla legge 20 marzo 1865, n. 2248. Il sistema organizzava il territorio statale in province, circondari, mandamenti e comuni e attribuiva alla provincia un consiglio elettivo e una deputazione provinciale, inizialmente presieduta dal prefetto.[8][10] Il primo Consiglio provinciale di Firenze entrò in carica il 5 ottobre 1865; ne fecero parte, tra gli altri, Bettino Ricasoli, Tommaso Corsi e Cambray-Digny, mentre la presidenza fu affidata a Ubaldino Peruzzi.[8]

La Provincia ebbe inizialmente sede in una parte di Palazzo Galli Tassi, tra via Pandolfini e Borgo degli Albizi. Il 29 settembre 1874 acquistò dallo Stato per 500.000 lire Palazzo Medici Riccardi, che divenne sede del Consiglio e degli uffici provinciali, continuando contemporaneamente a ospitare la Prefettura.[8][11]

La riforma dell'ordinamento provinciale entrata in vigore alla fine degli anni Ottanta dell'Ottocento separò maggiormente l'amministrazione elettiva provinciale dalla rappresentanza periferica dello Stato: il prefetto cessò di presiedere la deputazione provinciale, che iniziò a eleggere autonomamente il proprio presidente, mentre al prefetto rimase la presidenza della Giunta provinciale amministrativa.[8][12]

Le trasformazioni territoriali del Novecento

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Il territorio provinciale dopo il distacco della Romagna toscana

Nei primi decenni del XX secolo la provincia di Firenze possedeva un'estensione sensibilmente maggiore di quella poi ereditata dalla città metropolitana. Essa comprendeva infatti territori successivamente assegnati alle province di Forlì, Pisa, Pistoia e Prato.

La prima grande modifica avvenne nel 1923, quando il circondario di Rocca San Casciano, comprendente gran parte della cosiddetta Romagna toscana, fu distaccato dalla provincia di Firenze e aggregato alla provincia di Forlì. Il provvedimento riguardò i comuni di Bagno di Romagna, Dovadola, Galeata, Modigliana, Portico e San Benedetto, Premilcuore, Rocca San Casciano, Santa Sofia, Sorbano, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Tredozio e Verghereto.[13]

Nel 1925 un nuovo riordino comportò il trasferimento alla provincia di Pisa dei comuni di Castelfranco di Sotto, Montopoli in Val d'Arno, San Miniato, Santa Croce sull'Arno e Santa Maria a Monte.[14] Nello stesso anno fu istituito il circondario di Prato, formato da sette comuni della provincia fiorentina.[15]

Nel 1927 il circondario di Pistoia, insieme al comune di Tizzana, venne a sua volta distaccato per costituire la nuova provincia di Pistoia.[16] Il medesimo riordinamento soppresse inoltre i circondari come livello amministrativo.[17]

Restarono invece nella provincia di Firenze Firenzuola, Marradi e Palazzuolo sul Senio, comuni appenninici storicamente appartenenti alla Romagna toscana e geograficamente collocati sul versante romagnolo dell'Appennino.

L'ordinamento fascista e il secondo dopoguerra

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Parallelamente alle modifiche territoriali, durante il fascismo mutò profondamente anche l'organizzazione istituzionale della provincia. Il processo di soppressione degli organi elettivi locali culminò con la legge 27 dicembre 1928, n. 2962, che sostituì il consiglio e la deputazione provinciale con un rettorato e un preside, entrambi di nomina governativa.[18]

Il sistema rappresentativo venne ripristinato dopo la caduta del regime. In seguito alla liberazione di Firenze, l'11 agosto 1944 il Comitato Toscano di Liberazione Nazionale si insediò a Palazzo Medici Riccardi e ricostituì la deputazione provinciale, in applicazione dell'ordinamento transitorio introdotto nell'aprile precedente. Primo presidente della ricostituita amministrazione fu Mario Augusto Martini.[8] Durante la fase transitoria presidente e deputazione continuarono a essere nominati dal prefetto.

Il ritorno a organi provinciali integralmente elettivi avvenne con la legge 8 marzo 1951, n. 122. Le prime elezioni provinciali del dopoguerra si svolsero il 10 giugno 1951 e il successivo 10 luglio il nuovo Consiglio elesse presidente Mario Fabiani, già sindaco di Firenze, che rimase alla guida della Provincia fino al 1962.[8][19] Gli succedette Elio Gabbuggiani, in carica fino al 1970.[8]

L'istituzione delle regioni a statuto ordinario nel 1970 modificò nuovamente il quadro dei rapporti tra i diversi livelli territoriali. Una definizione organica del ruolo delle province arrivò con la legge 8 giugno 1990, n. 142, che ne riconobbe l'autonomia statutaria e finanziaria e ne ridefinì le funzioni quale ente intermedio tra comuni e regioni.[8][20]

Dalla provincia all'area metropolitana

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La legge n. 142 del 1990 rappresentò anche il primo passaggio legislativo verso la futura città metropolitana. Essa individuò infatti Firenze fra le principali aree metropolitane italiane, insieme a Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Roma, Bari e Napoli, prevedendo per tali territori forme amministrative sovracomunali specifiche.[21] Le disposizioni non condussero tuttavia alla costituzione immediata del nuovo ente.

Nel frattempo il territorio della Provincia conobbe l'ultima modifica di particolare rilievo. Il decreto legislativo 27 marzo 1992, n. 254 istituì la provincia di Prato, comprendente i comuni di Prato, Cantagallo, Carmignano, Montemurlo, Poggio a Caiano, Vaiano e Vernio, fino ad allora appartenenti alla provincia di Firenze.[22] L'ente pratese fu istituito giuridicamente il 16 aprile 1992, mentre il primo presidente e il primo Consiglio provinciale furono eletti nel 1995.[23]

Nel 1997 la Regione Toscana istituì inoltre il Circondario Empolese Valdelsa, quale articolazione territoriale per l'esercizio decentrato di alcune funzioni e servizi sovracomunali nell'area occidentale della provincia.[8]

Il riconoscimento costituzionale delle città metropolitane giunse con la riforma del titolo V della Costituzione del 2001. Il nuovo articolo 114 incluse espressamente le città metropolitane, insieme a comuni, province, regioni e Stato, tra gli enti costitutivi della Repubblica, riconoscendone l'autonomia statutaria, i poteri e le funzioni secondo i principi costituzionali.[24]

Istituzione della città metropolitana

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La concreta istituzione della città metropolitana avvenne con la legge n. 56 del 7 aprile 2014, cosiddetta legge Delrio. La legge costituì la Città metropolitana di Firenze nel territorio della preesistente provincia, insieme ad altri nove enti metropolitani nelle regioni a statuto ordinario.[25]

Durante il 2014 si svolse la fase costituente del nuovo ente. In applicazione della legge, il sindaco del comune capoluogo assunse di diritto la funzione di sindaco metropolitano, mentre il Consiglio metropolitano venne configurato come organo elettivo di secondo grado, scelto dai sindaci e dai consiglieri comunali del territorio.[25] Le prime elezioni del Consiglio metropolitano fiorentino si tennero il 28 settembre 2014.[26]

Il nuovo Consiglio avviò quindi la predisposizione dello statuto dell'ente. La proposta fu approvata dal Consiglio metropolitano il 10 dicembre e definitivamente adottata dalla Conferenza metropolitana, composta dai sindaci dei comuni del territorio, il 16 dicembre 2014. Alla seduta parteciparono 36 dei 42 sindaci allora appartenenti al territorio metropolitano e il testo fu approvato all'unanimità.[27]

Il 1º gennaio 2015 la Città metropolitana subentrò formalmente alla provincia di Firenze, succedendole a titolo universale nei rapporti attivi e passivi e acquisendone patrimonio, personale e risorse strumentali.[25] La sede istituzionale rimase Palazzo Medici Riccardi, che aveva ospitato l'amministrazione provinciale dal 1874.[11]

Al nuovo ente furono attribuite, oltre alle funzioni già esercitate dalla Provincia e non trasferite ad altre amministrazioni, specifiche funzioni metropolitane: l'adozione del piano strategico triennale, la pianificazione territoriale generale, la strutturazione coordinata dei sistemi di gestione dei servizi pubblici, la mobilità e viabilità, la promozione dello sviluppo economico e sociale e il coordinamento dei sistemi di informatizzazione e digitalizzazione.[25]

Il quadro delle competenze fu ulteriormente precisato dalla Regione Toscana con la legge regionale 3 marzo 2015, n. 22, che attuò il riordino delle funzioni provinciali previsto dalla riforma statale. Una parte delle competenze precedentemente esercitate dalla Provincia e dalla stessa Città metropolitana, tra cui diversi settori dell'agricoltura, della formazione professionale e dell'ambiente, venne trasferita alla Regione secondo le modalità stabilite dalla legislazione regionale.[28]

Evoluzione dell'ente metropolitano

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Il primo sindaco metropolitano fu Dario Nardella, in quanto sindaco di Firenze. Durante il primo mandato furono completati l'assetto amministrativo derivante dal passaggio dalla Provincia e l'adozione dei principali strumenti statutari e regolamentari dell'ente.

La composizione territoriale, inizialmente di 42 comuni, scese a 41 dal 1º gennaio 2019 in seguito alla fusione dei comuni di Barberino Val d'Elsa e Tavarnelle Val di Pesa nel nuovo comune di Barberino Tavarnelle.

Nel 2024, con l'elezione di Sara Funaro a sindaca di Firenze, la stessa assunse di diritto anche la carica di sindaca metropolitana, divenendo la prima donna a ricoprire tale funzione nell'area fiorentina.[29] Il nuovo Consiglio metropolitano fu eletto il 6 ottobre 2024 e si insediò il successivo 23 ottobre per il mandato 2024-2029.[30]

Gonfalone provinciale
Stemma

La Città metropolitana ha mantenuto lo stemma già appartenente alla provincia di Firenze, nella versione concessa con decreto del presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro del 19 gennaio 1999.[31] Lo scudo riprende le due forme cromatiche storiche del giglio di Firenze ed è:

«Partito di rosso e d'argento, al giglio fiorentino dell'uno nell'altro.»

Nella rappresentazione ufficiale dell'ente lo scudo è accompagnato dagli ornamenti esteriori previsti per l'emblema e sormontato dalla corona, dalla quale si dipartono un ramo di quercia e uno di alloro.[31] La composizione conserva quindi il principio araldico già impiegato dallo stemma provinciale, nel quale il tradizionale giglio rosso in campo d'argento è affiancato, con colori invertiti, dal giglio d'argento in campo rosso.

Il regolamento metropolitano stabilisce che lo stemma costituisca anche il logo istituzionale dell'ente e sia riprodotto sugli atti, sui documenti e sulla corrispondenza ufficiale.[31]

Gonfalone

Il gonfalone ufficiale della città metropolitana è anch'esso quello assegnato alla Provincia di Firenze con il decreto del presidente della Repubblica del 19 gennaio 1999 e successivamente assunto dal nuovo ente.[31] La blasonatura è:

«Drappo di seta bianca, rettangolare, scalinato di sette pezzi in fondo, frangiato di rosso, caricato in cuore dello stemma della Città metropolitana. Il drappo sarà appeso con cordoni rossi ad un’asta coperta di velluto rosso bullettato d’oro, cimata da un giglio di Firenze d’oro.»

Il gonfalone è custodito presso la sede della Città metropolitana ed è esposto nella sala del Consiglio metropolitano e in occasione delle cerimonie alle quali l'ente partecipa ufficialmente. Durante le manifestazioni celebrative e commemorative è accompagnato dalla sciarpa tricolore, listata a lutto in occasione delle cerimonie funebri.[31]

Bandiera

La bandiera è costituita da un drappo rettangolare bianco, caricato al centro dello stemma metropolitano.[31]

Monumenti e luoghi d'interesse

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Lo stesso argomento in dettaglio: Centro storico di Firenze.

Il patrimonio storico e artistico della città metropolitana è distribuito in modo capillare tra il capoluogo e i centri del Mugello, della Val di Sieve, del Chianti, della Valdelsa e dell'Empolese. Nel territorio ricade il Centro storico di Firenze, iscritto nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO nel 1982 e caratterizzato da un'eccezionale concentrazione di architetture medievali e rinascimentali, tra cui la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, il battistero di San Giovanni, Palazzo Vecchio, gli Uffizi, Palazzo Pitti, Ponte Vecchio e le principali basiliche cittadine.[34]

Particolarmente rilevante è inoltre la presenza delle residenze medicee. Dei quattordici elementi che compongono il sito seriale Ville e giardini medicei in Toscana, iscritto dall'UNESCO nel 2013, dieci si trovano nel territorio della città metropolitana: la villa di Cafaggiolo, la villa del Trebbio, la villa di Careggi, la villa Medici di Fiesole, la villa di Castello, la villa della Petraia, il Giardino di Boboli, la Villa medicea di Cerreto Guidi, il giardino di Pratolino e la villa di Poggio Imperiale.[35] Il complesso testimonia il modello di residenza principesca sviluppato dai Medici fra il XV e il XVII secolo e il rapporto tra architettura, giardino e paesaggio che ebbe larga influenza sulla cultura delle corti europee.[35]

Architetture religiose

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Il principale nucleo di architetture religiose è concentrato nel capoluogo. Nel centro storico fiorentino si trovano la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, con la Cupola del Brunelleschi, il Campanile di Giotto e il vicino battistero, oltre alle basiliche di Santa Croce, Santa Maria Novella, San Lorenzo, Santo Spirito e San Miniato al Monte. Questi complessi, insieme a numerosi conventi, cappelle e oratori, costituiscono una parte essenziale del sito UNESCO del centro storico di Firenze.[34]

Nella periferia meridionale di Firenze sorge la Certosa del Galluzzo, fondata nel 1342 per volontà di Niccolò Acciaiuoli. Il complesso, fortemente trasformato tra il XV e il XVI secolo, comprende la chiesa di San Lorenzo, il chiostro grande, la sala capitolare, il refettorio e gli ambienti destinati alla vita monastica; nella pinacoteca sono conservate le lunette con episodi della Passione dipinte da Pontormo nel 1523.[36]

Nel comune di Vaglia, sulla sommità di Monte Senario, sorge il Santuario di Monte Senario, uno dei principali luoghi legati alla nascita dell'Ordine dei Servi di Maria. Secondo la tradizione dell'ordine, nel 1233 i sette fondatori si ritirarono sul monte conducendovi vita eremitica; al nucleo originario si aggiunsero nel corso dei secoli la chiesa di Santa Maria, il convento, il chiostro, la cappella dei Sette Santi e quella del Santissimo Sacramento. Il complesso conserva inoltre opere sei e settecentesche e un coro ligneo del XVIII secolo.[37]

Nella parte orientale del territorio, nel comune di Reggello, si trova l'Abbazia di Vallombrosa, fondata nel 1036 da Giovanni Gualberto e divenuta centro dell'ordine vallombrosano. Il complesso assunse progressivamente la conformazione attuale tra il tardo Medioevo e l'età moderna; la torre risale al XVI secolo, mentre la facciata della chiesa è seicentesca e l'apparato decorativo interno fu completato prevalentemente nel secolo successivo.[38]

Alla medesima tradizione monastica appartiene la badia di San Michele Arcangelo a Passignano, nel comune di Barberino Tavarnelle. Il monastero vallombrosano è racchiuso da una cinta fortificata quattrocentesca con torri angolari e conserva, tra le opere principali, l'Ultima cena affrescata da Domenico Ghirlandaio nel refettorio intorno al 1476. La chiesa abbaziale fu in larga parte ricostruita dalla seconda metà del XVI secolo.[39]

Nel Mugello, fra le testimonianze del romanico locale, è particolarmente rilevante la pieve di Sant'Agata, nel comune di Scarperia e San Piero, edificio del XII secolo a tre navate sostenute da grandi colonne.[40]

Nell'Empolese uno degli edifici religiosi più rappresentativi è la collegiata di Sant'Andrea a Empoli, sorta in epoca medievale e caratterizzata dalla facciata a marmi bianchi e verdi riconducibile alla tradizione del romanico fiorentino. L'edificio costituisce il principale polo religioso di piazza Farinata degli Uberti ed è affiancato dal Museo della Collegiata, nel quale sono conservate opere provenienti dal complesso e da altre chiese del territorio.[41]

Architetture civili

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Il patrimonio civile del capoluogo comprende alcuni dei principali esempi dell'architettura medievale e rinascimentale italiana. Fra questi figurano Palazzo Vecchio, sviluppatosi a partire dalla fine del XIII secolo come sede delle magistrature cittadine, il complesso degli Uffizi, Palazzo Pitti, Palazzo Medici Riccardi, Palazzo Strozzi e Palazzo Rucellai, oltre a numerose logge, torri e residenze nobiliari comprese nel sito UNESCO del centro storico.[34]

Una componente particolarmente diffusa del patrimonio metropolitano è costituita dalle ville medicee. Nel Mugello sorgono la Villa medicea di Cafaggiolo, a Barberino di Mugello, e la Villa medicea del Trebbio, nel territorio di Scarperia e San Piero, entrambe appartenenti al nucleo più antico delle residenze extraurbane della famiglia. Nell'area fiorentina si trovano invece le ville di Careggi, Castello, Petraia e Poggio Imperiale, mentre a Fiesole sorge l'omonima villa Medici. Nell'Empolese, la Villa medicea di Cerreto Guidi, costruita per iniziativa di Cosimo I de' Medici a partire dal 1556 come residenza legata anche all'attività venatoria, è caratterizzata dalle monumentali rampe in laterizio tradizionalmente attribuite a Bernardo Buontalenti.[35][42]

Nel comune di Vaglia si estende il Parco Mediceo di Pratolino, vasto complesso monumentale realizzato nel XVI secolo per Francesco I de' Medici e Bianca Cappello. Alla sua progettazione e decorazione parteciparono, tra gli altri, Bernardo Buontalenti, Bartolomeo Ammannati, Vincenzo Danti e Giambologna, autore del monumentale Colosso dell'Appennino. Della sistemazione medicea sono sopravvissuti la cappella, la grotta di Cupido, le scuderie, le gamberaie e altri manufatti idraulici e decorativi; nel XIX secolo l'impianto fu trasformato in parco paesaggistico e la Paggeria divenne la cosiddetta Villa Demidoff. Il complesso, di proprietà della Città metropolitana, fa parte dal 2013 del sito seriale UNESCO delle ville e dei giardini medicei.[43]

A Montelupo Fiorentino, alla confluenza della Pesa con l'Arno, sorge la Villa medicea dell'Ambrogiana, grande residenza granducale legata storicamente alla rete delle proprietà medicee. Il complesso, esteso su un'area di circa 60 000 m², era dotato di un approdo sul fiume ed ebbe nei secoli destinazioni differenti da quella residenziale originaria.[44]

Tra le architetture civili dei centri minori spicca il Palazzo Pretorio di Certaldo, costruito fra il XII secolo e i successivi ampliamenti quattrocenteschi. Dal 1415 al 1784 fu sede del vicariato della Valdelsa e della Val di Pesa; sulla facciata e negli ambienti interni sono conservati numerosi stemmi dei vicari che vi esercitarono le proprie funzioni, compresi esemplari riconducibili alla produzione robbiana.[45]

Architetture militari

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Il sistema difensivo storico di Firenze è testimoniato dai tratti superstiti della cinta muraria, dalle porte cittadine e dalle due principali fortezze medicee: la Fortezza da Basso, edificata nel XVI secolo sul settore settentrionale della città, e il Forte di Belvedere, posto sul versante collinare a sud dell'Arno. Entrambe fanno parte del tessuto monumentale compreso nel sito UNESCO del centro storico fiorentino.[34]

Nel Mugello il principale esempio di edificio con funzioni contemporaneamente civili e difensive è il Palazzo dei Vicari di Scarperia. Il nucleo originario risale alla fondazione trecentesca del centro fortificato e un lato dell'edificio coincide con le mura occidentali dell'abitato. Dopo l'istituzione del vicariato nel 1415 il palazzo divenne sede dei rappresentanti del governo fiorentino; la facciata e il cortile conservano numerosi stemmi dei vicari, fra cui esemplari in terracotta invetriata riconducibili alle botteghe dei Della Robbia. L'edificio fu ampiamente restaurato e modificato dopo il terremoto del 1542.[40]

A Vinci il nucleo fortificato più importante è il Castello dei Conti Guidi, sorto a partire dal XII secolo e passato definitivamente sotto il controllo fiorentino nel 1254. La rocca, caratterizzata dalla cinta muraria e dall'alta torre, è oggi una delle sedi del Museo Leonardiano.[46]

Tra gli elementi monumentali non strettamente riconducibili a singoli edifici assumono particolare rilievo il sistema delle piazze e dei ponti storici di Firenze. Piazza della Signoria, con la Loggia dei Lanzi, costituisce uno dei principali spazi civili del centro storico, mentre Ponte Vecchio rappresenta la testimonianza più nota del sistema storico di attraversamento dell'Arno; allo stesso contesto appartengono Ponte Santa Trinita e gli assi urbani sviluppatisi fra il nucleo medievale e quello rinascimentale.[34]

Un ruolo autonomo rivestono i giardini monumentali. Il Giardino di Boboli, sviluppato alle spalle di Palazzo Pitti, costituisce uno dei principali esempi di giardino storico italiano ed è compreso sia nel centro storico di Firenze sia nel sito seriale delle ville e dei giardini medicei.[35] Anche il Parco di Pratolino conserva importanti opere scultoree e idrauliche, fra le quali il Colosso dell'Appennino del Giambologna, grotte artificiali, bacini e manufatti dell'originario sistema di giochi d'acqua cinquecentesco.[43]

Siti archeologici

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Fiesole conserva il principale complesso archeologico monumentale del territorio metropolitano. L'Area archeologica di Fiesole documenta le diverse fasi dell'insediamento etrusco e romano e comprende i resti del tempio etrusco-romano, del teatro romano e delle terme. Il vicino museo civico archeologico raccoglie reperti provenienti dalla città e dal territorio, con testimonianze che si estendono dall'epoca etrusca all'età romana, longobarda e altomedievale.[47]

Nell'area dell'Empolese sono presenti ulteriori testimonianze di età preromana e romana. Il sistema archeologico di Montelupo Fiorentino comprende l'area della Villa romana del Vergigno, inserita nel sistema museale comunale, e reperti provenienti dal territorio che documentano una frequentazione dalla preistoria alla protostoria e dalle epoche etrusca e romana fino all'alto Medioevo.[48]

Nel territorio di Capraia e Limite, il sito di Montereggi documenta invece un insediamento sviluppatosi in posizione strategica rispetto alla navigazione sull'Arno, frequentato almeno dall'età del Ferro e caratterizzato nelle fasi etrusche classica ed ellenistica da una rilevante funzione legata agli scambi fluviali; gli scavi hanno individuato anche testimonianze di frequentazione di epoca romana.[49]

Aree naturali

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Il patrimonio storico e monumentale è strettamente connesso con alcune delle principali aree naturali protette del territorio.

A Vallombrosa, intorno all'omonima abbazia, si estende la Riserva naturale statale biogenetica di Vallombrosa, gestita dal Reparto Carabinieri Biodiversità. La foresta occupa quasi 1 300 ettari sul versante fiorentino del Pratomagno, a quote comprese approssimativamente fra 530 e 1 440 m s.l.m., ed è caratterizzata soprattutto da storiche abetine di abete bianco, faggete e altre formazioni forestali. Vallombrosa ebbe inoltre un ruolo centrale nello sviluppo della selvicoltura italiana: nel 1869 vi fu istituito il primo Istituto superiore forestale, successivamente trasferito a Firenze.[50]

All'estremità occidentale della città metropolitana si estende una parte del Padule di Fucecchio, una delle principali zone umide interne della Toscana. La porzione ricadente nel comune di Fucecchio costituisce parte dell'omonima riserva naturale regionale ed è inserita, insieme alle altre porzioni del sistema palustre, nella rete Natura 2000 e nella zona umida di importanza internazionale riconosciuta ai sensi della Convenzione di Ramsar.[51]

Nel Chianti fiorentino si trova inoltre l'area naturale protetta di Badia a Passignano, nel comune di Barberino Tavarnelle. Estesa per circa 364 ettari attorno al complesso monastico, comprende boschi, coltivi, percorsi di crinale e testimonianze della viabilità storica e costituisce un esempio della stretta relazione tra patrimonio storico e paesaggio agrario chiantigiano.[52]

Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[53]

Al 1º gennaio 2025 la città metropolitana contava 989 460 residenti distribuiti in 41 comuni.[54] La distribuzione della popolazione presenta una marcata concentrazione nell'area urbana centrale: il comune di Firenze raccoglieva il 36,6% dei residenti metropolitani, mentre un ulteriore 29,6% risiedeva nei comuni limitrofi al capoluogo. Il 17,6% della popolazione viveva nei comuni dell'Empolese Valdelsa, il 6,4% nell'Unione montana del Mugello, il 5,5% nell'Valdarno e Valdisieve e il 4,2% nell'Unione comunale del Chianti Fiorentino.[54]

Nel periodo 2020-2025 l'andamento demografico non è stato uniforme nei diversi settori del territorio metropolitano. A fronte di comuni con una popolazione sostanzialmente stabile o in lieve aumento, numerosi centri della fascia appenninica e alcuni comuni dell'area fiorentina hanno registrato una diminuzione dei residenti. Tra le variazioni più significative rilevate dalla Città metropolitana figuravano il calo di Marradi (-4,7%), Bagno a Ripoli (-2,4%), Palazzuolo sul Senio (-2,3%) e Scarperia e San Piero (-2,2%), mentre incrementi si registravano, tra gli altri, a Pelago (+2,8%) e San Godenzo (+2,4%).[54]

I dati anteriori al 2015 devono essere interpretati tenendo conto delle modificazioni territoriali dell'ente predecessore: fino al 1992 la provincia di Firenze comprendeva anche i comuni successivamente confluiti nella provincia di Prato, mentre dal 2015 il territorio della città metropolitana coincide con quello della provincia fiorentina soppressa.

Etnie e minoranze straniere

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Al 1º gennaio 2025 i cittadini stranieri residenti nella città metropolitana erano 136 343, pari al 13,8% della popolazione complessiva.[54] L'incidenza risultava superiore sia alla media nazionale, pari al 9,2%, sia a quella toscana, pari al 12%. Nel corso dei sei anni precedenti la quota della popolazione straniera si era mantenuta sostanzialmente stabile, intorno al 13% del totale.[54]

La presenza straniera non era distribuita uniformemente sul territorio. Le incidenze più elevate sul totale della popolazione comunale si registravano a Campi Bisenzio, con circa il 22%, a Empoli, con il 18%, e a Fucecchio, con il 17%; valori più contenuti, intorno al 7%, interessavano invece Rufina, Reggello, Gambassi Terme, Marradi e Palazzuolo sul Senio.[54]

Le principali cittadinanze presenti nell'area metropolitana erano quella cinese, pari al 18% della popolazione straniera, quella rumena, con il 13%, e quella albanese, con il 12%. Complessivamente l'81% dei residenti stranieri proveniva da paesi non appartenenti all'Unione europea.[54] La presenza cinese risultava particolarmente rilevante nei comuni occidentali dell'area metropolitana: a Campi Bisenzio i residenti con cittadinanza cinese rappresentavano il 12,9% della popolazione complessiva, a Cerreto Guidi l'8,7% e a Fucecchio l'8,1%.[54]

La tradizione religiosa del territorio è storicamente legata al cattolicesimo, che ha esercitato un ruolo rilevante nello sviluppo storico, artistico e istituzionale di Firenze e dei centri circostanti. Dal punto di vista dell'organizzazione ecclesiastica, il territorio metropolitano non coincide con una sola circoscrizione diocesana, ma è ripartito fra più diocesi della Regione ecclesiastica Toscana.

La parte più consistente del territorio fa capo all'Arcidiocesi di Firenze, sede metropolitana della relativa provincia ecclesiastica. Secondo l'annuario della Conferenza Episcopale Italiana, l'arcidiocesi si estende su 2 205 km² e comprende 313 parrocchie, con una popolazione complessiva di oltre 824 000 abitanti.[55]

Una parte dei comuni e delle località dell'area metropolitana appartiene invece alla Diocesi di Fiesole, suffraganea di Firenze, che comprende 218 parrocchie distribuite su un territorio di 1 300 km².[56] Alcuni comuni dell'area occidentale rientrano inoltre nella Diocesi di San Miniato: in particolare, parrocchie di Fucecchio e Cerreto Guidi appartengono a tale diocesi.[57]

La presenza cattolica è testimoniata anche da numerosi complessi religiosi di rilevanza storica e artistica, tra cui la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, la basilica di Santa Croce, la Basilica di Santa Maria Novella, il Santuario di Montesenario e numerose pievi e abbazie diffuse nel Mugello, nel Chianti e nell'Empolese Valdelsa. Gli edifici di maggiore rilievo sono trattati nelle rispettive sezioni dedicate ai monumenti e ai luoghi d'interesse.

Nel territorio sono inoltre presenti comunità appartenenti ad altre confessioni cristiane e ad altre religioni. A Firenze si trovano, tra le altre, la storica comunità ebraica, raccolta attorno alla Sinagoga di Firenze, comunità evangeliche e ortodosse e comunità musulmane. In assenza di rilevazioni ufficiali omogenee sull'appartenenza religiosa dell'intera popolazione metropolitana, non è tuttavia possibile quantificarne con precisione la consistenza complessiva.

Tradizioni e folclore

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Il territorio della città metropolitana conserva numerose tradizioni popolari e religiose, alcune delle quali strettamente legate alla storia di Firenze e altre radicate nei centri dell'area metropolitana.

Tra le manifestazioni più note figura lo Scoppio del carro, celebrato a Firenze la mattina della domenica di Pasqua. Il rito, documentato come una delle più antiche tradizioni popolari fiorentine, prevede che il Brindellone, un grande carro cerimoniale trainato da buoi e accompagnato dal Corteo storico della Repubblica Fiorentina, raggiunga piazza del Duomo. Durante il canto del Gloria nella cattedrale, una colombina meccanica percorre un filo dall'altare maggiore al carro, provocandone l'accensione. La cerimonia conserva un forte significato devozionale legato al cosiddetto fuoco santo e alla tradizione secondo la quale alcune pietre provenienti dal Santo Sepolcro sarebbero state riportate a Firenze da Pazzino de' Pazzi.[58] Alla vigilia di Pasqua le stesse pietre, conservate nella chiesa dei Santi Apostoli, vengono tradizionalmente impiegate per l'accensione del fuoco benedetto destinato alla celebrazione del giorno successivo.[59]

Un'altra ricorrenza tradizionale della città di Firenze è la Festa della Rificolona, celebrata principalmente il 7 settembre, vigilia della Natività di Maria. La manifestazione è caratterizzata da sfilate di lanterne di carta colorata, dette rificolone, e richiama l'antica consuetudine dei pellegrini e dei contadini provenienti dalle campagne circostanti che raggiungevano la basilica della Santissima Annunziata in occasione della festività mariana dell'8 settembre, illuminando il cammino con lanterne.[60]

Particolare rilievo assume anche la festa patronale di san Giovanni Battista, patrono di Firenze, celebrata il 24 giugno. Le celebrazioni comprendono manifestazioni civili, religiose e storiche e culminano tradizionalmente con i fochi di San Giovanni, lo spettacolo pirotecnico serale sull'Arno. Nei giorni precedenti viene inoltre riproposta l'antica cerimonia dell'incoronazione del Marzocco, simbolo della città.[61]

Al di fuori del capoluogo, fra le manifestazioni religiose di maggiore continuità figura la Rievocazione storica della Passione di Cristo di Grassina, nel comune di Bagno a Ripoli, che si svolge la sera del Venerdì santo. La rappresentazione comprende una Via Crucis attraverso il centro abitato e scene della Passione interpretate sulla collina del Calvario da centinaia di figuranti e abitanti della località.[62]

Istituzioni, enti e associazioni

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Assistenza sanitaria

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L'assistenza sanitaria pubblica nel territorio metropolitano è assicurata principalmente dall'Azienda USL Toscana Centro, dall'Azienda ospedaliero-universitaria Careggi e dall'Azienda ospedaliero-universitaria Meyer. L'Azienda USL Toscana Centro opera su un territorio più ampio di quello metropolitano, comprendendo anche le aree di Pistoia e Prato, mentre Careggi e Meyer costituiscono aziende ospedaliero-universitarie autonome del Servizio sanitario della Toscana.[63]

L'Azienda USL Toscana Centro è stata istituita nel 2016 mediante l'accorpamento delle precedenti aziende sanitarie locali di Firenze, Empoli, Prato e Pistoia. Nel territorio della città metropolitana l'assistenza territoriale è organizzata nelle zone-distretto di Firenze, Fiorentina Nord-Ovest, Fiorentina Sud-Est, Mugello ed Empolese Valdarno Inferiore.[64]

L'Ospedale di Santa Maria Nuova a Firenze

Tra i principali presidi ospedalieri dell'Azienda USL Toscana Centro presenti nel territorio metropolitano figurano l'Ospedale di Santa Maria Nuova, l'Ospedale Piero Palagi e il Nuovo ospedale di San Giovanni di Dio a Firenze; l'ospedale Santa Maria Annunziata a Bagno a Ripoli; l'Ospedale Serristori a Figline e Incisa Valdarno; l'ospedale del Mugello a Borgo San Lorenzo; l'ospedale San Giuseppe a Empoli; l'ospedale Santa Verdiana a Castelfiorentino e l'ospedale San Pietro Igneo a Fucecchio.[64]

Qualità della vita

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Le rilevazioni sulla qualità della vita riferite al territorio fiorentino hanno registrato nel tempo risultati variabili nelle classifiche elaborate da Il Sole 24 Ore e da Legambiente. I dati antecedenti al 2015 si riferiscono alla provincia di Firenze, mentre quelli successivi sono generalmente riferiti all'area corrispondente alla città metropolitana.

Anno Qualità della vita (Il Sole 24 Ore) Rapporto Ecosistema Urbano (Legambiente)
2007 11ª posizione (-3)[65] 40ª posizione[66]
2008 12ª posizione (-1) 17ª posizione (+23)[67]
2009 14ª posizione ex aequo (-2)[68] 38ª posizione (-21)
2010 16ª posizione (-2)[69] 45ª posizione (-7)
2011 7ª posizione (+9)[70] 48ª posizione (-3)
2012 18ª posizione (-11)[71] 44ª posizione (+4)
2013 7ª posizione (+11)[72] 54ª posizione (-10)
2014 16ª posizione (-9)[73] 60ª posizione (-6)
2015 4ª posizione (+12)[74] 43ª posizione (+17)
2016 6ª posizione (-2)[75] 67ª posizione (-24)
2017 12ª posizione (-6) 51ª posizione (+16)
2018 22ª posizione (-10) 33ª posizione (+18)
2019 15ª posizione (+7) 24ª posizione (+9)
2020 27ª posizione (-12) 24ª posizione (=)
2021 11ª posizione (+16) 29ª posizione (-5)

Geografia antropica

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Comuni metropolitani

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Comuni più popolosi

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Posizione Comune Abitanti[2] Stemma
1 Firenze 360 096
2 Empoli 49 416
3 Scandicci 49 312
4 Sesto Fiorentino 48 708
5 Campi Bisenzio 47 459
6 Bagno a Ripoli 25 091
7 Figline e Incisa Valdarno 23 055
8 Fucecchio 22 624
9 Pontassieve 20 167
10 Lastra a Signa 19 645

Infrastrutture e trasporti

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Il territorio della città metropolitana di Firenze è interessato da numerose infrastrutture stradali e ferroviarie, prime fra tutte l'autostrada del Sole (A1), l'autostrada A11, la strada statale 66 Pistoiese, la strada statale 67 Tosco-Romagnola, la Strada di Grande Comunicazione Firenze-Pisa/Livorno e il Raccordo autostradale 3 Firenze-Siena. Di stretta competenza figura la gestione delle strade provinciali.

I servizi di trasporto pubblico locale sono svolti prevalentemente a cura della società Autolinee Toscane. Dell'estesa rete di tranvie provinciali quali le linee per Peretola e Prato, la Firenze-Fiesole o la linea Tranvia del Chianti non rimane oggi nulla. Il 14 febbraio 2010 è stata inaugurata la linea tramviaria "T1 Leonardo" Villa Costanza (Scandicci) - Alamanni Stazione SMN. Il 16 luglio 2018 la linea T1 è stata prolungata fino all'Ospedale di Careggi e dall'11 febbraio 2019, è in servizio anche la linea "T2 Vespucci" che dall'Aeroporto Amerigo Vespucci di Peretola, arrivava in Piazza dell'Unità Italiana. Dal 2025 il tracciato è stato prolungato fino a Piazza San Marco. Il servizio della tramvia di Firenze è gestito da GEST. Al momento sono allo studio le nuove linee tramviarie per Bagno a Ripoli, Rovezzano, Le Piagge, Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino.

Nella città metropolitana di Firenze ricadono inoltre numerosi tratti di ferrovie statali di competenza RFI.

Amministrazione

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Sindaci metropolitani

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Sindaco metropolitano Mandato Partito Carica
Inizio Fine
1 Dario Nardella 1º gennaio 2015 26 giugno 2024 Partito Democratico Sindaco metropolitano
2 Sara Funaro 26 giugno 2024 in carica Partito Democratico Sindaca metropolitana
  1. 1 2 3 4 Legge 7 aprile 2014, n. 56 - Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni, su Normattiva. URL consultato il 18 settembre 2026.
  2. 1 2 3 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  3. ↑ Codici delle città metropolitane al 1º gennaio 2015 - istat.it
  4. ↑ Palazzo Medici Riccardi, su cittametropolitana.fi.it, Città metropolitana di Firenze. URL consultato il 18 settembre 2026.
  5. ↑ Documento unico di programmazione 2026-2028 (PDF), su cittametropolitana.fi.it, Città metropolitana di Firenze. URL consultato il 18 settembre 2026.
  6. 1 2 Analisi degli ambiti produttivi (PDF), su cittametropolitana.fi.it, Provincia di Firenze. URL consultato il 18 settembre 2026.
  7. ↑ Piano di indirizzo territoriale con valenza di piano paesaggistico, su regione.toscana.it, Regione Toscana. URL consultato il 18 settembre 2026.
  8. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 Ministero della cultura, Sistema informativo unificato per le soprintendenze archivistiche (SIUSA), Provincia di Firenze, scheda storico-istituzionale.
  9. ↑ Città metropolitana di Firenze, Archivi provinciali, inventario dell'Archivio del Consiglio compartimentale 1860-1865 e dell'Archivio della Provincia di Firenze 1865-1980.
  10. ↑ Legge 20 marzo 1865, n. 2248, Per l'unificazione amministrativa del Regno d'Italia, allegato A.
  11. 1 2 Città metropolitana di Firenze, Palazzo Medici Riccardi, scheda storico-istituzionale.
  12. ↑ Legge 30 dicembre 1888, n. 5865, e legge 10 febbraio 1889, n. 5921.
  13. ↑ Regio decreto 4 marzo 1923, n. 544.
  14. ↑ Regio decreto-legge 15 novembre 1925, n. 2011, art. 2.
  15. ↑ Regio decreto 15 novembre 1925, n. 2013.
  16. ↑ Regio decreto-legge 2 gennaio 1927, n. 1, art. 1.
  17. ↑ Regio decreto-legge 2 gennaio 1927, n. 1, Riordinamento delle circoscrizioni provinciali.
  18. ↑ Legge 27 dicembre 1928, n. 2962, Riforma dell'amministrazione provinciale.
  19. ↑ Legge 8 marzo 1951, n. 122, Norme per la elezione dei Consigli provinciali.
  20. ↑ Legge 8 giugno 1990, n. 142, Ordinamento delle autonomie locali.
  21. ↑ Legge 8 giugno 1990, n. 142, artt. 17-21.
  22. ↑ Decreto legislativo 27 marzo 1992, n. 254, Istituzione della provincia di Prato.
  23. ↑ Provincia di Prato, Storia, scheda storico-istituzionale.
  24. ↑ Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, art. 1.
  25. 1 2 3 4 Legge 7 aprile 2014, n. 56, Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni, art. 1.
  26. ↑ Città metropolitana di Firenze, Documenti – Elezioni del Consiglio metropolitano, documentazione elettorale del 2014.
  27. ↑ Città metropolitana di Firenze, deliberazione della Conferenza metropolitana n. 1 del 16 dicembre 2014, Statuto della Città metropolitana di Firenze. Approvazione.
  28. ↑ Regione Toscana, legge regionale 3 marzo 2015, n. 22, Riordino delle funzioni provinciali e attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56.
  29. ↑ Città metropolitana di Firenze, Sara Funaro nuova Sindaca di Firenze e della Città Metropolitana, 25 giugno 2024.
  30. ↑ Città metropolitana di Firenze, Insediamento del nuovo Consiglio della Città Metropolitana di Firenze, 17 ottobre 2024.
  31. 1 2 3 4 5 6 Città metropolitana di Firenze, Regolamento per l'uso del gonfalone della Città metropolitana di Firenze, approvato con deliberazione del Consiglio metropolitano n. 13 del 2016.
  32. ↑ Elenco delle ricompense conferite ai benemeriti in occasione del terremoto calabro-siculo 28 dicembre 1908 con RR. decreti 7 e 21 luglio, 9 agosto, 23 settembre 1910; 23 febbraio, 16 marzo, 27 maggio 1911, in Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia, n. 130 del 3 giugno 1911.
  33. ↑ Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 130 del 3 giugno 1911, su gazzettaufficiale.it, 3 giugno 1911. URL consultato il 15 giugno 2026.
  34. 1 2 3 4 5 UNESCO World Heritage Centre, Historic Centre of Florence, World Heritage List, sito n. 174.
  35. 1 2 3 4 UNESCO World Heritage Centre, Medici Villas and Gardens in Tuscany, World Heritage List, sito n. 175, elenco e cartografia dei quattordici elementi del sito seriale.
  36. ↑ Comune di Firenze e Città metropolitana di Firenze, portale turistico ufficiale FeelFlorence, Certosa del Galluzzo.
  37. ↑ Comune di Vaglia, Convento di Montesenario, scheda del patrimonio culturale comunale.
  38. ↑ Comune e Città metropolitana di Firenze, portale turistico ufficiale FeelFlorence, Abbazia di Vallombrosa.
  39. ↑ Comune di Barberino Tavarnelle, Abbazia di San Michele Arcangelo Badia a Passignano, scheda del patrimonio culturale.
  40. 1 2 Comune e Città metropolitana di Firenze, portale turistico ufficiale FeelFlorence, Scarperia, uno dei borghi più belli d'Italia.
  41. ↑ Comune di Empoli, Collegiata di Sant'Andrea, scheda del patrimonio culturale comunale.
  42. ↑ Comune e Città metropolitana di Firenze, portale turistico ufficiale FeelFlorence, Villa Medicea di Cerreto Guidi.
  43. 1 2 Città metropolitana di Firenze, Parco Mediceo di Pratolino – Luoghi, storia, attrazioni, dai Medici ai Demidoff.
  44. ↑ Ministero della cultura, Cultura, Franceschini: Recupero villa Ambrogiana è progetto nazionale, 4 novembre 2021.
  45. ↑ Comune e Città metropolitana di Firenze, portale turistico ufficiale FeelFlorence, Palazzo Pretorio - Certaldo.
  46. ↑ Museo Leonardiano di Vinci, Castello dei Conti Guidi, scheda storico-museale.
  47. ↑ Ministero della cultura, Museo civico archeologico - Scavi e teatro romano, scheda dei luoghi della cultura.
  48. ↑ Comune di Montelupo Fiorentino, Regolamento del sistema museale Museo Montelupo, artt. 18-21.
  49. ↑ Comune di Montelupo Fiorentino e Comune di Capraia e Limite, documentazione relativa alla valorizzazione del sito archeologico di Montereggi.
  50. ↑ Arma dei Carabinieri, Reparto Carabinieri Biodiversità di Vallombrosa, documentazione sulla Riserva naturale statale biogenetica di Vallombrosa.
  51. ↑ Regione Toscana, Riserva naturale regionale Padule di Fucecchio, documentazione istituzionale sulle riserve naturali regionali.
  52. ↑ Comune di Barberino Tavarnelle, Area Naturale Protetta Badia a Passignano.
  53. ↑ Dati tratti da:
  54. 1 2 3 4 5 6 7 8 Documento unico di programmazione 2026-2028 (PDF), su cittametropolitana.fi.it, Città metropolitana di Firenze. URL consultato il 18 settembre 2026.
  55. ↑ Arcidiocesi di Firenze, su chiesacattolica.it, Conferenza Episcopale Italiana. URL consultato il 18 settembre 2026.
  56. ↑ Diocesi di Fiesole, su chiesacattolica.it, Conferenza Episcopale Italiana. URL consultato il 18 settembre 2026.
  57. ↑ Vicariati e unità pastorali, su sanminiato.chiesacattolica.it, Diocesi di San Miniato. URL consultato il 18 settembre 2026.
  58. ↑ Scoppio del carro, su cultura.comune.fi.it, Comune di Firenze. URL consultato il 18 settembre 2026.
  59. ↑ Fuoco santo, su cultura.comune.fi.it, Comune di Firenze. URL consultato il 18 settembre 2026.
  60. ↑ Le Rificolone del Quartiere 5, su quartieri.comune.fi.it, Comune di Firenze, 3 settembre 2026. URL consultato il 18 settembre 2026.
  61. ↑ I festeggiamenti del Santo Patrono 2026, su portalegiovani.comune.fi.it, Comune di Firenze. URL consultato il 18 settembre 2026.
  62. ↑ Cinquecento figuranti, la Via crucis e le scene recitate sul Calvario: a Grassina rivive la magia della Rievocazione Storica del Venerdì Santo, su comune.bagno-a-ripoli.fi.it, Comune di Bagno a Ripoli, 1º aprile 2026. URL consultato il 18 settembre 2026.
  63. ↑ Carta dei Servizi, su aou-careggi.toscana.it, Azienda ospedaliero-universitaria Careggi. URL consultato il 18 settembre 2026.
  64. 1 2 Mappa del sito, su uslcentro.toscana.it, Azienda USL Toscana Centro. URL consultato il 18 settembre 2026.
  65. ↑ Qualità della vita 2007, su ilsole24ore.com. URL consultato il 30 settembre 2014 (archiviato il 19 giugno 2018).
  66. ↑ Ecosistema urbano 2007 (PDF), su legambientepiemonte.it, legambiente.it, p. 6. URL consultato il 30 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2014).
  67. ↑ Ecosistema urbano 2008 (PDF), su legambiente.it, p. 14. URL consultato il 30 settembre 2014 (archiviato il 23 ottobre 2013).
  68. ↑ Qualità della vita 2009, su ilsole24ore.com. URL consultato il 30 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 31 luglio 2013).
  69. ↑ Qualità della vita 2010, su ilsole24ore.com. URL consultato il 21 gennaio 2011 (archiviato dall'url originale il 1º dicembre 2017).
  70. ↑ Qualità della vita 2011, su ilsole24ore.com. URL consultato il 30 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2013).
  71. ↑ Qualità della vita 2012, su ilsole24ore.com. URL consultato il 30 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 20 maggio 2013).
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  73. ↑ Qualità della vita 2014, in Il Sole 24 ORE. URL consultato l'11 luglio 2017 (archiviato dall'url originale il 14 settembre 2015).
  74. ↑ Qualità della vita 2015, in Il Sole 24 ORE. URL consultato l'11 luglio 2017 (archiviato dall'url originale il 31 gennaio 2017).
  75. ↑ La qualità della vita in Italia, la Classifica Vivibilità 2016 | Il Sole 24 Ore, in Il Sole 24 ORE. URL consultato l'11 luglio 2017 (archiviato dall'url originale il 19 giugno 2018).

Voci correlate

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