Milano, 27 febbraio 2015 - 11:43

Fendi, debutto nell’alta moda

L’amministratore delegato Pietro Beccari: �Siamo i migliori, vogliamo sia chiaro a tutti. Dopo questa collezione ci saranno le pellicce Fendi. Poi tutte le altre�. Smentisce l’offerta d’acquisto per il Colosseo Quadrato e dice: �Ci offriamo per riparare la Barcaccia a nostre spese�

di Daniela Monti

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Dopo Valentino, Armani, Versace, Giambattista Valli. E dopo Dolce e Gabbana (che per� hanno percorso una strada tutta loro, lontano da Parigi, capitale dell’haute couture) un’altra maison italiana — almeno d’origine, anche se di propriet� francese — entra nel drappello dei marchi super lusso che credono nel presente, e nel futuro, dell’alta moda. � Fendi, che il prossimo luglio debutter� nella capitale francese con la sua prima collezione di Haute Fourrure, alta pellicceria, un gioco di parole che fonde l’ haute couture, appunto, con il materiale che la casa romana maneggia da sempre meglio degli altri: la pelliccia.

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Fendi e Lagerfeld, 50 anni di moda

Si tratta di una svolta importante, di un nuovo mercato e di nuove opportunit� che si aprono. Ma � anche un escamotage per trarsi d’impaccio. Quest’anno, infatti, Fendi festeggia i 50 anni di collaborazione con Karl Lagerfeld: entrato in casa Fendi nel 1965, lo stilista tedesco non se n’� pi� andato, riuscendo, ad ogni collezione, a rinnovare quel suo approccio alla pelliccia cos� fuori dagli schemi da tradursi in pura invenzione. � stato Lagerfeld per Fendi a inventarsi la pelliccia rasata, stropicciata, maltrattata. Ha cio� preso in mano un materiale usato da sempre e l’ha trasformato in qualcosa d’altro. �Ma Lagerfeld detesta guardarsi indietro, detesta festeggiare gli anniversari�, racconta Pietro Beccari, amministratore delegato di Fendi. Che fare, dunque, per celebrare un cos� lungo sodalizio senza cadere nel nostalgico? L’idea dell’Haute Fourrure, continua Beccari, � nata cos�: �Sei mesi fa, durante un pranzo a Parigi, a casa di Karl�. E se fin qui siamo quasi nell’anedottica, si capisce bene che dietro il debutto parigino si nasconde una chiara strategia per lo sviluppo della maison. �Occuparci di alta moda ci consentir� di investire ancora di pi� sulla sperimentazione di nuove tecniche, completamente originali, per trattare la pelle. Dopo questa nostra collezione, ci saranno le pellicce di Fendi e poi le altre�, dice deciso Beccari. Una forte operazione d’immagine, dunque. Un modo per allungare il passo sulla concorrenza.

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Fendi e la rivolta contro �il mercatino delle pulci�

Sar� una collezione continuativa? Beccari non si sbilancia. �Come dice Karl: facciamo questo e poi vediamo�. � certo, per�, che dopo la sfilata di Parigi partir� un trunk show — cio� una serie di appuntamenti con i clienti su invito — che toccher� New York, Tokyo, Londra, Monaco. C’� entusiasmo da fendi. Beccari parla di un periodo d’oro per la maison, �forse per gli altri il 2015 sar� un anno in cui i fatturati rallentano, ma non per noi�.

Nell’atelier romano di Fendi, ci sono 40 artigiani che gi� lavorano sulla collezione. �Il 70% delle nostre pellicce � fatto qui e siamo gli unici al mondo a poter contare su un atelier cos� importante ed esperto�, aggiunge Beccari che smentisce l’offerta di 50 milioni di euro per l’acquisto del Colosseo Quadrato di Roma, di cui si era vociferato nei giorni scorsi. Nel bellissimo Palazzo della Civilt� Fendi riunir� presto tutti i suoi laboratori ed uffici. Ma niente proposta d’acquisto: �Non l’abbiamo mai fatta, qualcuno ha voluto tirarci dentro una partita che non ci riguarda�, assicura l’ad che due anni fa ha siglato con il comune di Roma l’affitto per 15 anni dello storico edificio romano. Si sbilancia, invece, parlando di un altro monumento romano, la fontana della Barcaccia in Piazza di Spagna, danneggiata da vandali olandesi nei giorni scorsi, durante la trasferta in Italia della squadra del Feyenoord. �Ho chiamato in Comune — dice Beccari —. Ci siamo offerti di riparare il monumento completamente a nostre spese�.

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