Papers by martina pantarotto

Franchino Gaffurio e Milano. L’arte della musica in epoca sforzesca, a cura di R. Dell'Acqua e F. R. Rossi, 2023
Il lavoro presenta, dal punto di vista paleografico-codicologico, i risultati di
un’indagine plur... more Il lavoro presenta, dal punto di vista paleografico-codicologico, i risultati di
un’indagine pluriennale condotta nell’ambito del progetto SNF Polifonia Sforzesca: The Motet Cycles in the Milanese Libroni between Liturgy, Devotion, and Ducal Patronage (Schola Cantorum Basiliensis FHNW, 2018-2020), dedicato ai quattro Libroni di Franchino Gaffurio della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano. Viene illustrata l’analisi condotta sul Librone 1 che ha permesso di chiarire le varie fasi progettuali e compositive che hanno visto al lavoro, in più tappe, Gaffurio e altri due copisti. La conoscenza approfondita della scrittura e dei modi grafici di Franchino Gaffurio, sviluppata grazie allo studio dei manoscritti della sua biblioteca privata, autografi e non, e seguita nel corso dei 50 anni della sua vita professionale, ha permesso di combinare elementi biografici, paleografici, culturali e archivistici per ricostruire la complessa attività del ‘cantiere gaffuriano’ della Cappella del Duomo.
The paper presents, from a palaeographic-codicological point of view, the results of a multi-year investigation conducted as part of the project SNF Polifonia Sforzesca: The Motet Cycles in the Milanese Libroni between Liturgy, Devotion, and Ducal Patronage (Schola Cantorum Basiliensis FHNW, 2018-2020), dedicated to the four Gaffurius’s Libroni of the Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano. The analysis conducted on Librone 1 has made possible to clarify the various design and compositional phases that saw Gaffurio and two other copyists at work in several stages. The in-depth knowledge of Franchino Gaffurio’s
writing and graphic methods, developed through the study of the manuscripts in his private library, autograph and otherwise, and followed over the course of the 50 years of his professional life, combine biographical, palaeographical, cultural and archival elements to reconstruct the complex activity of the ‘Gaffurio building site’ of the Duomo Chapel.
Città, cattedrali, biblioteche al passaggio tra Tardoantico e Alto Medioevo : il caso di Verona : Atti del Convegno internazionale di studio dell’Associazione italiana dei Paleografi e Diplomatisti (Verona, 16-18 settembre 2021), 2025
Un percorso tra i più antichi testimoni presenti nei 35 volumi della Collezione i Manoscritti Dat... more Un percorso tra i più antichi testimoni presenti nei 35 volumi della Collezione i Manoscritti Datati d'Italia
Profili di copisti. A cura di T. De Robertis e D. Panno-Pecoraro, Firenze, SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2025, 2025
This paper presents Giovanni Castaldi da Fano as a scribe and illustrator. Two
codices (BAV, Otto... more This paper presents Giovanni Castaldi da Fano as a scribe and illustrator. Two
codices (BAV, Ottob. Lat. 1417 and Jena, Thüringer Universitäts- und Landesbibliothek,
Ms. G. B. q. 21) bear his name in the colophon, and in the Vatican manuscript
the drawings are also signed. This has made it possible to attribute to him three other
illustrated manuscripts (Brescia, Biblioteca Queriniana D.VI.16; Roma, Biblioteca
Corsiniana, Rossi 19; BAV, Chig., H.VI.204), allowing us to outline the figure of
a minor humanist and not insignificant artist active in Fano in the third quarter of
the 15th century.

Dated manuscripts are mss that have explicit reference to their making, and thus include informat... more Dated manuscripts are mss that have explicit reference to their making, and thus include information on multiple areas of craftsmanship, involving not only copyists but also notators, illuminators, and bookbinders. Sometimes the illuminator is also a copyist: this paper will deal with the intersection of decoration and writing in the mss of the 14th-15th centuries. The category of copyist illuminators includes first-rate artistic personalities, well known and studied, as well as half-known or completely obscure figures; in parallel, the nature of decoration is also on differentiated levels, ranging from the absolute prominence of pictorial masterpieces to humble calligraphy. The research aims to
1) investigate the different ways in which the illuminator’s signature was indicated and the motives and circumstances of their affixing, the possible conditionings operated by the context, i.e. book type, patronage or tradition;
2) relate the two activities indicated in the binomial scripsi / miniavi, examining the graphic types of text manuscripts and signature.

The phenomenon of medieval Sacred Representations has aroused the interest of the scholarly commu... more The phenomenon of medieval Sacred Representations has aroused the interest of the scholarly community for centuries, and recent works devoted to them have highlighted their incredible wealth of information, not only on the poetic and literary level, as performance literature bordering on laudes, cantari and theater, but also from an anthropological, social, pedagogical approach.
The focus of our investigation is not so much the content (the text) but the container (the manuscript that carries it), which in many cases falls into the category of the dated manuscript, a manuscript that has an explicit indication regarding the copyist or the date or place of its packaging, the colophon or, if there is the name of copyist, the subscription.
The presence of a good number of dated manuscripts of Sacre Rappresentazioni makes it possible to clarify who were those who bore the burden of transcription, for what purposes, under what circumstances of work, and for whom or what these manuscripts were intended. Examination of the archaeological record also makes it possible to ascertain their actual circulation and use, clarifying the spheres of a transmission-tradition soon entrusted to the printed book.
in Catalogazione, storia della scrittura, storia del libro. I “Manoscritti datati d’Italia” vent’anni dopo, a cura di T. De Robertis, Nicoletta Giovè Marchioli, 2017
Convivenze difficilistabili sodalizi: i manoscritti composti all'interno del corpus di datati. Il... more Convivenze difficilistabili sodalizi: i manoscritti composti all'interno del corpus di datati. Il corpus dei manoscritti datati d'Italia, che conta ormai 24 volumi all'attivo, offre un panorama privilegiato per chi sia interessato alla produzione manoscritta del Quattrocento. Il nostro intervento non coinvolge l'intero corpus, ma intende concentrarsi su una categoria 'speciale' di manoscritti, quella dei compositi. Negli ultimi anni si è avviata una interessante e proficua discussione intorno alla definizione di manoscritto composito; intendiamo come tale un manoscritto in cui sotto la stessa coperta siano legate diverse unità, dotate originariamente d'autonomia propria

in Ritratto di Gaffurio, a cura di Davide Daolmi, 2017
Nella sua lunga vita e intensa attività, Franchino Gaffurio (1451-1522), responsabile della schol... more Nella sua lunga vita e intensa attività, Franchino Gaffurio (1451-1522), responsabile della schola cantorum del Duomo di Milano dal 1484 alla morte, insegnante al Ginnasio milanese istituito da Ludovico il Moro e appassionato teorico della musica, ebbe a che fare con molti libri: alcuni manoscritti autografi, altri commissionati o fatti copiare sotto la sua stretta sorveglianza, oppure studiati e postillati di suo pugno; altri ancora assemblati e costruiti per rispondere alle sue esigenze, raccordando e riutilizzando materiale preesistente. Accanto a questi vi sono gli incunaboli e le cinquecentine delle sue stesse opere e altri volumi a stampa da lui acquistati, nonché edizioni altrui curate da lui stesso. Tutti questi volumi recano spesso la traccia della presenza del proprietario, se non in note di acquisto o possesso o sottoscrizioni autografe, in postille marginali. La ricostruzione della biblioteca di Gaffurio è l'obiettivo delle mie ricerche, ma appare ancora una meta piuttosto lontana, perché il patrimonio bibliografico del maestro è disperso in tutto il mondo e solo l'esame autoptico permette di stabilire con certezza alcuni dati necessari e inequivocabili. Nel frattempo viene qui offerto un elenco dei manoscritti e dei libri a stampa riconducibili a Franchino Gaffurio (l'asterisco indica che il volume è stato direttamente esaminato), corredati da almeno un'indicazione bibliografica recente. Per molti di essi viene segnalato il riscontro con l'inventario dei libri della Biblioteca della chiesa dell'Incoronata di Lodi (cui Gaffurio lasciò parte dei suoi volumi), elenco redatto nel 1518 (Motta 1907). Molti dei libri ricollegabili all'attività e alla vita di Gaffurio recano una data: di confezione, di stampa, di acquisto... costellano dunque l'esperienza del musico dagli anni giovanili fino alla vecchiaia e offrono moltissimi spunti di indagine, in buona parte ancora inesplorati. Una doverosa premessa riguarda martina pantarotto Franchino Gaffurio e i suoi libri
Il Santo, 2017
NOTE DI LETTURA Il volume ventisettesimo della Collana Manoscritti Datati d'Italia, dedicato alla... more NOTE DI LETTURA Il volume ventisettesimo della Collana Manoscritti Datati d'Italia, dedicato alla Biblioteca Capitolare di Padova, a cura di Leonardo Granata, rappresenta un'altra importante tessera nel quadro di ricerche dedicate al patrimonio manoscritto della città veneta, in quanto, per un verso, costituisce l'ideale prosecuzione dei volumi dei Manoscritti Datati già relativi a istituzioni padovane 1 , per l'altro, si inserisce nel panorama di cataloghi generali della città veneta, dedicati ai manoscritti del Seminario, della Bi
Scrineum. Saggi e materiali on line di scienza del documento medieval, 2005
Iscrizione dalla terza cerchia delle mura comunali di Firenze
Un terzo testimone del libellus de sancto Philastrio: il Passionario della Biblioteca Comunale di Trento 1566

Da alcuni anni i fondi rari della Biblioteca della Custodia di Terra Santa a Gerusalemme sono ogg... more Da alcuni anni i fondi rari della Biblioteca della Custodia di Terra Santa a Gerusalemme sono oggetto di un progetto-valorizzazione dal significativo titolo 'Libri ponti di pace', animato e sostenuto dall'Università Cattolica di Milano: è proprio sul filo di questa idea che si è cercato qui di testimoniare come anche alcuni antichi manoscritti francescani lombardi testimonino i fitti rapporti con la Città Santa. Gerusalemme è presente nei manoscritti francescani in molti modi. In questa occasione vedremo di riconoscerne il profilo, gli edifici e le suggestioni religiose osservando non le parole, bensì le immagini e l'indissolubile rapporto che esse instaurano con il testo scritto. I modelli iconografici che circolavano in ambito francescano, negli ultimi anni del Medioevo, rispondevano ad un programma didattico-devozionale realizzato in primis mediante la parola (pensiamo ai sermoni dei predicatori dell'epoca, così vividi e coloriti grazie al ricorso agli exempla, ma anche grazie all'uso di un linguaggio misto che permette l'irruzione del parlato). Negli stessi anni il fermento e i movimenti che si coagulano intorno alla Imitatio Christi si concretizzano in azione con la proposta forte del pellegrinaggio a Gerusalemme, da cui derivano le cronache di viaggio, ma anche il tentativo di riprodurre questa esperienza con varie forme di romitaggio o pellegrinaggio locale. Entro questa didattica per immagini abbiamo anche un ulteriore tramite, che è un tramite potente, perché domesticus e quotidiano, quello dei manoscritti d'uso liturgico.
Recensione a Conoscere il manoscritto: esperienze, progetti, problemi: dieci anni del Progetto Codex in Toscana. Atti del Convegno internazionale (Firenze, 29-30 giugno 2006), a cura di MICHAELANGIOLA MARCHIARO - STEFANO ZAMPONI
Tres digiti scribunt, totum corpus laborat. Il faticoso cammino della scrittura a mano tra memoria e futuro

Catalogazione, storia della scrittura, storia del libro. I manoscritti datati d'Italia vent'anni dopo
A cura di Teresa De Robertis e Nicoletta Giovè Marchioli. Un codice datato è un libro manoscritto... more A cura di Teresa De Robertis e Nicoletta Giovè Marchioli. Un codice datato è un libro manoscritto che presenta almeno un riferimento certo ed esplicito alla sua origine (la data e/o l’indicazione del luogo di copia, il nome del copista, come anche del miniatore). Questi dati, normalmente presenti in ogni libro a stampa, sono invece rari nei codici. È evidente perciò che i cataloghi che raccolgono notizie e fotografie relative a questi ‘speciali’ manoscritti costituiscono uno strumento indispensabile, anche in funzione comparativa, per lo studio di tutti gli aspetti del libro e della scrittura, destinato non solo a codicologi e paleografi, ma anche a chiunque utilizzi i codici per le sue ricerche (filologi, storici della lingua, della miniatura ecc.). Il censimento e la catalogazione dei manoscritti datati in scrittura latina conservati nelle biblioteche d’Italia segue le linee di un progetto internazionale avviato a Parigi nel 1953 dal «Comité International de Paléographie Latine (CIPL)» e tuttora attivo in molte nazioni europee. A vent’anni dalla ripresa dell’iniziativa italiana, con ventisette volumi pubblicati nella collana «Manoscritti datati d’Italia» e oltre 3000 codici descritti, studiosi di paleografia, codicologia, storia dei testi e della miniatura riflettono sul contributo che questo genere di cataloghi e questi manoscritti hanno dato o possono dare alla conoscenza della scrittura e del libro medievali. A dated manuscript is a handwritten book that has at least one explicit reference to its origin (date and / or indication of the place where it was copied, the name of the scribe or of the artist who has decorated it). These data, normally found in printed books, are rare in manuscripts. It is evident, therefore, that the catalogues that include descriptions and photographs relating to these ‘special’ manuscripts are an indispensable tool, even in comparative function, for the study of all aspects of the book and of the writing, not only for codicologists and palaeographers, but even for anyone using the codices for researchs on the history of texts, language, book decoration, etc. The census and the cataloguing of dated manuscripts in Latin script in Italian libraries follow the lines of an international project launched in Paris in 1953 by the «Comité International de Paléographie Latine (CIPL)» and still active in many European countries. Twenty years after the resumption of the Italian initiative, with twenty seven volumes published in the «Manoscritti datati d’Italia» series and over 3000 described codices, paleographers, philologists, art historians reflect on the contribution that this kind of catalogues and manuscripts have given or can give to the knowledge of the medieval books and writings.
Nuovi manoscritti appartenuti al Convento osservante di San Francesco grande di Padova
Medioevo E Rinascimento Annuario Del Dipartimento Di Studi Sul Medioevo E Il Rinascimento Dell Universita Di Firenze, 2008
Archivio della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, Sez. Musicale (I-Mfd), Librone 1 (olim MS 2269), Digitization
Polyphonic choirbook prepared in Milan for use by the Duomo chapel under the direction of Franchi... more Polyphonic choirbook prepared in Milan for use by the Duomo chapel under the direction of Franchinus Gaffurius. Copied by three scribes, including Gaffurius (see the Inventory). It contains hymns, Magnificats, and especially motets (including motet cycles and motetti missales); additionally, a Te Deum, some Marian antiphons, and various other liturgical items. The identified composers include Gaffurius, former members of the Sforza chapel (Loyset Compère, Gaspar van Weerbeke, and Johannes Martini), and such earlier composers as Gilles Binchois, Jean Pullois, and possibly Guillaume Du Fay (see the Catalogue). For fuller description, see PANTAROTTO 2019.

Catalogazione, storia della scrittura, storia del libro. I manoscritti datati d'Italia vent'anni dopo
A cura di Teresa De Robertis e Nicoletta Giovè Marchioli. Un codice datato è un libro manoscritto... more A cura di Teresa De Robertis e Nicoletta Giovè Marchioli. Un codice datato è un libro manoscritto che presenta almeno un riferimento certo ed esplicito alla sua origine (la data e/o l’indicazione del luogo di copia, il nome del copista, come anche del miniatore). Questi dati, normalmente presenti in ogni libro a stampa, sono invece rari nei codici. È evidente perciò che i cataloghi che raccolgono notizie e fotografie relative a questi ‘speciali’ manoscritti costituiscono uno strumento indispensabile, anche in funzione comparativa, per lo studio di tutti gli aspetti del libro e della scrittura, destinato non solo a codicologi e paleografi, ma anche a chiunque utilizzi i codici per le sue ricerche (filologi, storici della lingua, della miniatura ecc.). Il censimento e la catalogazione dei manoscritti datati in scrittura latina conservati nelle biblioteche d’Italia segue le linee di un progetto internazionale avviato a Parigi nel 1953 dal «Comité International de Paléographie Latine (C...
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Papers by martina pantarotto
un’indagine pluriennale condotta nell’ambito del progetto SNF Polifonia Sforzesca: The Motet Cycles in the Milanese Libroni between Liturgy, Devotion, and Ducal Patronage (Schola Cantorum Basiliensis FHNW, 2018-2020), dedicato ai quattro Libroni di Franchino Gaffurio della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano. Viene illustrata l’analisi condotta sul Librone 1 che ha permesso di chiarire le varie fasi progettuali e compositive che hanno visto al lavoro, in più tappe, Gaffurio e altri due copisti. La conoscenza approfondita della scrittura e dei modi grafici di Franchino Gaffurio, sviluppata grazie allo studio dei manoscritti della sua biblioteca privata, autografi e non, e seguita nel corso dei 50 anni della sua vita professionale, ha permesso di combinare elementi biografici, paleografici, culturali e archivistici per ricostruire la complessa attività del ‘cantiere gaffuriano’ della Cappella del Duomo.
The paper presents, from a palaeographic-codicological point of view, the results of a multi-year investigation conducted as part of the project SNF Polifonia Sforzesca: The Motet Cycles in the Milanese Libroni between Liturgy, Devotion, and Ducal Patronage (Schola Cantorum Basiliensis FHNW, 2018-2020), dedicated to the four Gaffurius’s Libroni of the Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano. The analysis conducted on Librone 1 has made possible to clarify the various design and compositional phases that saw Gaffurio and two other copyists at work in several stages. The in-depth knowledge of Franchino Gaffurio’s
writing and graphic methods, developed through the study of the manuscripts in his private library, autograph and otherwise, and followed over the course of the 50 years of his professional life, combine biographical, palaeographical, cultural and archival elements to reconstruct the complex activity of the ‘Gaffurio building site’ of the Duomo Chapel.
codices (BAV, Ottob. Lat. 1417 and Jena, Thüringer Universitäts- und Landesbibliothek,
Ms. G. B. q. 21) bear his name in the colophon, and in the Vatican manuscript
the drawings are also signed. This has made it possible to attribute to him three other
illustrated manuscripts (Brescia, Biblioteca Queriniana D.VI.16; Roma, Biblioteca
Corsiniana, Rossi 19; BAV, Chig., H.VI.204), allowing us to outline the figure of
a minor humanist and not insignificant artist active in Fano in the third quarter of
the 15th century.
1) investigate the different ways in which the illuminator’s signature was indicated and the motives and circumstances of their affixing, the possible conditionings operated by the context, i.e. book type, patronage or tradition;
2) relate the two activities indicated in the binomial scripsi / miniavi, examining the graphic types of text manuscripts and signature.
The focus of our investigation is not so much the content (the text) but the container (the manuscript that carries it), which in many cases falls into the category of the dated manuscript, a manuscript that has an explicit indication regarding the copyist or the date or place of its packaging, the colophon or, if there is the name of copyist, the subscription.
The presence of a good number of dated manuscripts of Sacre Rappresentazioni makes it possible to clarify who were those who bore the burden of transcription, for what purposes, under what circumstances of work, and for whom or what these manuscripts were intended. Examination of the archaeological record also makes it possible to ascertain their actual circulation and use, clarifying the spheres of a transmission-tradition soon entrusted to the printed book.