Vino e pane (miniserie televisiva)
| Vino e pane | |
|---|---|
| Paese | Italia |
| Anno | 1973 |
| Formato | miniserie TV |
| Genere | drammatico, storico |
| Puntate | 4 |
| Durata | 260 min (complessiva) |
| Lingua originale | italiano |
| Rapporto | 1,33:1 |
| Crediti | |
| Regia | Piero Schivazappa |
| Soggetto | dal romanzo omonimo di Ignazio Silone |
| Sceneggiatura | Giovanni Guaita, Giuseppe Lazzari, Piero Schivazappa |
| Interpreti e personaggi | |
| |
| Fotografia | Davide Altschüler |
| Montaggio | Giancarlo Cersosimo |
| Musiche | Peppino De Luca |
| Scenografia | Mischa Scandella |
| Costumi | Marilù Alianello |
| Produttore | Irma Clementel |
| Casa di produzione | Rai |
| Prima visione | |
| Dall' | 11 marzo 1973 |
| Al | 1º aprile 1973 |
| Rete televisiva | Programma Nazionale |
Vino e pane è una miniserie televisiva italiana, diretta da Piero Schivazappa, tratta dal romanzo omonimo di Ignazio Silone e andata in onda in quattro puntate sul Programma Nazionale della Rai dall'11 marzo al 1º aprile 1973.[1]
Trama
[modifica | modifica wikitesto]Tra il 1935 e il 1936, alla vigilia della Guerra d'Etiopia, Pietro Spina, militante comunista che era stato costretto a emigrare per motivi politici, ritorna clandestinamente in Italia, spinto dalla nostalgia per la sua terra. La notizia giunge ad alcuni suoi amici, che si organizzano per aiutarlo: in particolare Nunzio Sacca, medico, lo soccorre malato nel fienile dove si è rifugiato. Con l'aiuto dei suoi vecchi amici, Nunzio trova a Pietro una copertura: egli si traveste da prete assumendo l'identità di don Paolo Spada, sacerdote in convalescenza, e in questa veste si trasferisce in Abruzzo, tra le montagne marsicane. Durante il viaggio verso il luogo della convalescenza, viene fermato in un paesino, per confessare una ragazza, Bianchina, morente a seguito di un aborto clandestino. Il falso don Paolo, non potendo amministrare il sacramento, la rassicura e le promette che penserà a lei.
Arrivato a Pietrasecca, luogo della convalescenza, la lettura di libri sacri e di storia religiosa lo riavvicinano alla sua terra e alla tradizione cristiana. Nel frattempo Bianchina è "miracolosamente" guarita e lo raggiunge a Pietrasecca: Pietro le assegna il compito di portare un messaggio ai compagni di partito a Roma. A Pietrasecca intanto il protagonista conosce un'altra ragazza, Cristina, decisa a entrare in noviziato: ella diventa confidente del protagonista sia nelle vesti di "don Paolo" sia nelle vesti di "Pietro", in quanto nei suoi quaderni inizia a scrivere immaginari dialoghi con la ragazza.
Al ritorno di Bianchina, il protagonista decide di recarsi a Roma, dove abbandona momentaneamente il travestimento e incontra gli altri attivisti comunisti, rendendosi però conto con amarezza che essi non sono migliori della dittatura che combattono; i dissensi con i compagni lo portano all'espulsione dal partito. Nel frattempo il protagonista ritrova Uliva, un ex membro del partito cacciato perché avverso allo stalinismo, con il quale ha una vivace discussione sul senso della libertà e della lotta rivoluzionaria con l'amico, amareggiato e disilluso nei confronti dell'ideologia rivoluzionaria e militante. Poche ore dopo l'incontro, giunge a Pietro la notizia del suicidio di Uliva.
Il rischio di venire scoperto a Roma è troppo alto, quindi Pietro torna nelle vesti di don Paolo e si reca di nuovo in Abruzzo. Il suo arrivo a Pietrasecca coincide con i giorni della dichiarazione di guerra all'Etiopia: assiste così alle celebrazioni trionfali del regime, la cui propaganda fa breccia anche tra la povera gente. Conosce quindi Luigi Murica, giovane comunista, diventato a forza infiltrato della Polizia di Roma e tornato nella sua terra per sfuggire a questa situazione per lui insostenibile. Pochi giorni dopo, Luigi viene arrestato e muore in carcere.
A questo punto Pietro viene informato di essere stato scoperto e fugge sulle montagne. Cristina, preoccupata che Pietro non riesca a sostenere le difficoltà della scalata, lo rincorre portando con sé viveri e coperte pesanti. È però già sera e non riesce a trovare Pietro: sente invece il minaccioso ululare dei lupi, che vede stringersi attorno a lei. Cristina, intuito quale sarà il suo destino di morte, chiude gli occhi e si fa il segno della croce.
Distribuzione
[modifica | modifica wikitesto]Girato a colori, venne trasmesso in bianco e nero per la prima visione, e a colori nelle repliche successive al 1977. È stato pubblicato per la prima volta in DVD in un'edizione con copertina cartonata destinata soltanto alle edicole.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Sceneggiati e Fiction 1970–1973, su Rai Teche.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Giuseppe Bocconetti, Le facce difficili di «Vino e pane», in Radiocorriere TV, anno 50, n. 12, ERI, 1973, pp. 30-34.
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Vino e pane, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
- (EN) Vino e pane, su IMDb, IMDb.com.