Trespass (Genesis)
| Trespass album in studio | |
|---|---|
| Artista | Genesis |
| Pubblicazione | 23 ottobre 1970 |
| Durata | 42:43 |
| Dischi | 1 |
| Tracce | 6 |
| Genere | Rock progressivo |
| Etichetta | Charisma (Regno Unito) Impulse!, MCA (Stati Uniti) |
| Produttore | John Anthony |
| Registrazione | Trident Studios, Londra (giugno-luglio 1970) |
| Formati | LP, MC, CD, download digitale |
| Copertina | Paul Whitehead (Cleen Mashine Studio) |
| Genesis - cronologia | |
| Recensione | Giudizio |
|---|---|
| AllMusic | |
| Ondarock | Consigliato |
Trespass è il secondo album in studio del gruppo musicale britannico Genesis, pubblicato il 23 ottobre 1970 dalla Charisma Records.[1]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Dopo il limitato riscontro commerciale dell'album d'esordio From Genesis to Revelation e la rescissione del contratto con la Decca, i Genesis lavorarono a un nuovo repertorio che avrebbe portato a un diverso orientamento musicale. In questa fase il gruppo rinnovò anche la propria formazione con l'ingresso del batterista John Mayhew al posto di Jonathan Silver e ottenne un contratto con la Charisma, per la quale realizzò il secondo album in studio, Trespass, prodotto da John Anthony. Il disco presentò composizioni più articolate e strutture più estese rispetto all'esordio.[2]
La preparazione dell'album si sviluppò attraverso un lungo periodo di composizione e prove, durante il quale i Genesis elaborarono il materiale che sarebbe confluito nel disco, in parte già sperimentato nelle esibizioni dal vivo. I brani mostrarono un progressivo allontanamento dalle precedenti strutture del pop-rock, con composizioni di maggiore durata, prive della tradizionale forma della canzone "strofa-ritornello", e caratterizzate da ampie sezioni strumentali.[3] L'impiego del Mellotron contribuì alla definizione delle sonorità dell'album, richiamando anche l'influenza dei primi King Crimson, più volte riconosciuta successivamente dagli stessi Genesis.[4] Questi elementi contribuirono ad avvicinare il gruppo al rock progressivo, delineando la direzione musicale che avrebbe inizialmente caratterizzato i lavori successivi.
L'evoluzione musicale intrapresa dal gruppo trovò un corrispettivo anche nell'immaginario associato all'album. La copertina realizzata da Paul Whitehead raffigura un paesaggio dai toni pastorali attraversato da uno squarcio prodotto da un coltello: secondo quanto ricordato dai membri dei Genesis, l'illustrazione fu modificata dopo l'inserimento nella scaletta definitiva di The Knife, ritenuto un brano rappresentativo del lato più aggressivo e drammatico del gruppo. Il contrasto tra l'ambientazione bucolica e l'elemento di rottura divenne così una rappresentazione visiva delle due componenti presenti in Trespass, sospese tra atmosfere liriche e momenti di maggiore tensione.[5][6]
Con Trespass i Genesis cominciano ad affermarsi nell'Europa del Nord, in particolare in Belgio (1ª posizione in classifica) e nei Paesi Bassi, ben prima che in patria.[7]
Contenuto
[modifica | modifica wikitesto]Looking for Someone
[modifica | modifica wikitesto]L'album si apre con Looking for Someone, introdotto dalla voce di Peter Gabriel accompagnata dal solo organo.
Diversamente da altre canzoni dei Genesis incentrate su storie fantastiche, questo brano affronta temi molto più intimi e personali, come la solitudine e la sensazione di sentirsi smarriti.[8] Il protagonista si descrive come perso in un sottovia («lost in a subway»); la sua ricerca di «qualcuno» non è sentimentale ma rappresenta il bisogno disperato di un aiuto o di una guida per uscire dal proprio isolamento.[9]
Nato originariamente come un pezzo soul ideato da Gabriel, il brano fu poi rielaborato dal gruppo verso sonorità folk.[10] In un'intervista del 2016, Anthony Phillips dichiarò che la traccia nacque unendo sezioni distinte e jam in studio, evolvendo dall'impronta pop-soul di partenza fino a diventare una complessa suite progressive.[11]
Secondo Paul Stump, critico musicale e autore britannico noto soprattutto per una delle opere di riferimento sullo sviluppo del rock progressivo, all'interno della composizione è inoltre riconoscibile un richiamo al riff di I Am the Walrus dei Beatles.[12]
Nell'ottobre del 1970, in concomitanza con l'uscita dell'album, Looking for Someone fu scelta come singolo apripista per la promozione del disco, con Visions of Angels inserita come Lato B.[13]
White Mountain
[modifica | modifica wikitesto]White Mountain è la seconda traccia dell'album [14]. Scritta principalmente dal chitarrista Anthony Phillips, la canzone si ispira al romanzo Zanna Bianca (White Fang) di Jack London, avente per protagonista un branco di lupi.[15]
Fang è un lupo che commette il peccato supremo di accedere al luogo sacro dove si trova la "Corona degli Dei" (simbolo del potere sovrano), tabù riservato esclusivamente al Re del branco, One-eye (il Guercio). Inseguito e messo al corrente della propria sorte, Fang affronta il vecchio re leader in un duello per la sopravvivenza e vi soccombe. L'alba vedrà la «montagna bianca tinta di rosso», mentre One-eye nasconde nuovamente il segreto e torna a regnare in pace tra i suoi simili.[16]
Il brano racchiude l'idea guida dell'intera opera. Nel testo compare infatti in modo esplicito la radice del titolo dell'album Trespass:
Il verbo inglese to trespass (trasgredire, violare un confine o entrare indebitamente in un territorio proibito) definisce la mossa drammatica di Fang, trasformando il brano in una chiave di lettura concettuale dell'LP: ogni traccia del disco racconta infatti una forma diversa di "intrusione" o superamento di un limite (politico, interpersonale o sacrale).[17]
Dal punto di vista musicale, il pezzo si distingue per l'intreccio di chitarre acustiche a dodici corde e per l'uso suggestivo del flauto traverso suonato da Peter Gabriel, che anticipa le atmosfere folk-prog tipiche del primo periodo del gruppo.
Visions of Angels
[modifica | modifica wikitesto]Visions of Angels era stato composto e registrato già durante le sessioni del primo album, ma fu escluso perché il gruppo riteneva che il brano non fosse ancora sufficientemente sviluppato. La composizione nacque da un brano per pianoforte di Anthony Phillips, successivamente rielaborato con l'aggiunta di una nuova sezione centrale elaborata dall'intero gruppo, prima di essere inserito in Trespass.[18] Rispetto ad altri brani dell'album presenta una struttura più vicina alla forma canzone tradizionale, basata sull'alternanza tra strofe e ritornello, pur includendo sviluppi strumentali caratteristici del nuovo approccio musicale della formazione.[19][20]
Stagnation
[modifica | modifica wikitesto]La composizione musicale di Stagnation fu sviluppata dall'intero gruppo, mentre il testo fu scritto da Peter Gabriel.[21] Il brano riprende alcune sezioni di The Movement, una lunga composizione mai registrata dai Genesis e sviluppata durante la prima fase della loro carriera, dalla quale furono ricavate idee confluite anche in altri brani successivi.[22] Caratterizzato dall'intreccio tra le chitarre a dodici corde di Phillips e Rutherford, e le parti di pianoforte, organo e Mellotron di Tony Banks, il brano rappresentò uno dei primi esempi dell'approccio compositivo più articolato che avrebbe caratterizzato il gruppo negli anni successivi.[23] Peter Gabriel lo descrisse come una "canzone-viaggio", per la struttura priva di una tradizionale alternanza strofa-ritornello e per la successione di diversi cambiamenti di atmosfera.[24]
Dusk
[modifica | modifica wikitesto]Il brano, inizialmente intitolato Family, era già presente nel demo registrato dai Genesis ai Regent Studios nel 1969, prima di essere rielaborato e incluso in Trespass.[25] La musica fu composta da Phillips e Rutherford, mentre la maggior parte del testo fu scritta da Phillips.[26] Secondo Phillips, il nucleo del brano nacque dal lavoro svolto con Rutherford sulle rispettive chitarre acustiche a dodici corde, una soluzione destinata a caratterizzare il primo stile dei Genesis.[27]
The Knife
[modifica | modifica wikitesto]The Knife è uno dei brani più lunghi e rappresentativi di Trespass, caratterizzato da un'impostazione più aggressiva rispetto alle atmosfere prevalentemente acustiche del resto dell'album. La sezione principale del brano, basata sull'alternanza tra strofe e ritornello, fu composta da Gabriel e Banks, mentre il testo fu scritto sempre da Gabriel ma con Phillips; le restanti parti furono sviluppate dall'intera formazione dei Genesis.[28]
In origine il brano era intitolato The Nice, come omaggio all'omonimo gruppo britannico: la parte di organo di Banks richiamava infatti lo stile del tastierista Keith Emerson sul singolo America.[29] L'influenza di The Nice contribuì alla scelta dei Genesis di sperimentare una composizione dal carattere più energico rispetto ai brani acustici della loro prima fase; Gabriel la descrisse in seguito come uno dei primi esempi della componente più oscura e intensa della musica del gruppo.[24]
La versione pubblicata sull'album dura circa nove minuti, mentre in precedenti esibizioni dal vivo il brano poteva raggiungere durate maggiori.[30] Il testo, scritto da Gabriel come una parodia delle canzoni di protesta, affronta il tema della violenza e del rapporto tra potere e repressione.[23] La sezione parlata in cui un gruppo di soldati spara contro una folla di manifestanti è stata interpretata come un possibile riferimento ai fatti della strage della Kent State University del 1970.[31] The Knife rimase nel repertorio dal vivo dei Genesis anche dopo i successivi cambi di formazione e una versione abbreviata venne occasionalmente utilizzata come bis durante i concerti negli anni ottanta.
Copertina
[modifica | modifica wikitesto]La copertina dell'album è opera dell'artista Paul Whitehead, cui il gruppo commissionerà la grafica di altri due album dopo questo. L'immagine è in realtà il ricalco di un disegno a china realizzato nel 1911 dall'illustratore e scenografo ungherese Willy Pogany (1882-1955) per il libretto del Tannhäuser di Richard Wagner; dalla medesima fonte proviene anche il capolettera gotico del titolo Trespass (che con Tannhäuser ha in comune appunto l'iniziale «T»).[32]
Il cantante dei Genesis Peter Gabriel rivendica a sé l'idea che il disegno di copertina appaia sfregiato da un coltello,[33] allusione al brano The Knife ma anche metafora della compresenza nella musica del gruppo di temi pastorali (espressi nello stile del disegno stesso) e altri più aggressivi, nonché più in generale del contrasto fra eleganza vittoriana e violenza repressa, tipico secondo Gabriel del subconscio inglese; questo tema ricorrerà anche in lavori successivi dei Genesis, come Nursery Cryme e Selling England by the Pound.[33] La composizione grafica finale consiste nel disegno originale di Whitehead fotografato nuovamente per includervi appunto, sul retro, un vero coltello conficcato.
Tracce
[modifica | modifica wikitesto]Testi e musiche di Tony Banks, Peter Gabriel, Anthony Phillips e Mike Rutherford.
- Lato A
- Looking for Someone – 7:00
- White Mountain – 6:44
- Visions of Angels – 6:50
- Lato B
- Stagnation – 8:45
- Dusk – 4:15
- The Knife – 8:55
Crediti
[modifica | modifica wikitesto]Formazione
[modifica | modifica wikitesto]- Peter Gabriel – voce solista, flauto, fisarmonica, tamburello, grancassa
- Anthony Phillips – Chitarra a dodici corde, chitarra elettrica, dulcimer martellato, cori
- Tony Banks – organo, pianoforte, Mellotron, chitarra, cori
- Mike Rutherford – chitarra acustica a 12 corde, basso elettrico, chitarra classica, violoncello, cori
- John Mayhew – batteria, percussioni, cori
Personale tecnico
[modifica | modifica wikitesto]- John Anthony – produzione
- Robin Geoffrey Cable – ingegneria del suono
- Paul Whitehead (Cleen Mashine Studio) – grafica e copertina
Accoglienza e classifiche
[modifica | modifica wikitesto]Sebbene l'album non sia entrato immediatamente nella classifica ufficiale britannica (UK Albums Chart), trovò comunque un primo riscontro positivo nelle graduatorie stilate dalle riviste musicali specializzate dell'epoca: entrò infatti nella Top 30 del settimanale Sounds al 27º posto (raggiungendo la 19ª posizione la settimana successiva) e toccò la 16ª posizione nella classifica del Melody Maker.[13]
Il disco ottenne tuttavia un inaspettato e notevole successo commerciale in Belgio, dove arrivò fino al 1º posto in classifica, spingendo la band a intraprendere il suo primo tour internazionale nel gennaio del 1972.[34]
Il debutto nella UK Albums Chart avvenne soltanto nel 1984, in occasione di una riedizione a prezzo economico targata Virgin Records, che portò l'album fino al 98º posto.[35]
Classifiche settimanali
[modifica | modifica wikitesto]| Classifica (1971–1984) | Posizione massima |
|---|---|
| Belgio[8] | 1 |
| Regno Unito[36] | 98 |
| Classifica (2021–2024) | Posizione massima |
|---|---|
| Grecia[37] | 33 |
| Ungheria[38] | 35 |
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Mic Smith, Get 'Em Out By Friday. Genesis: The Official Release Dates 1968-78 (PDF), su genesis-movement.org, maggio 2017, pp. 18-24. URL consultato il 28 settembre 2023.
- ↑ Franco Zanetti, Genesis, Trespass ha 55 anni: la storia dell'album, su Rockol, 23 ottobre 2025. URL consultato il 27 luglio 2026.
- ↑ Irene Noli, 50 anni di Trespass, una vita con i Genesis, su Radio Capital. URL consultato il 27 luglio 2026.
- ↑ Philip Dodd (a cura di) e Genesis - Genesis - Revelations, De Agostini, 18 ottobre 2007
- ↑ Genesis, Genesis: Chapter & Verse, Weidenfeld & Nicolson, 2007.
- ↑ Philip Dodd (a cura di) e Genesis, Genesis - Revelations, De Agostini, 2007.
- ↑ Armando Gallo, Genesis - I Know What I Like, D.I.Y. Books, 1979
- 1 2 Mario Giammetti, Genesis: Tutti gli album, tutte le canzoni, Il Castello, 2020, p. 38, ISBN 978-88-276-0158-7.
- ↑ (EN) Armando Gallo, Genesis: I Know What I Like, DIY Books, 1980, p. 29.
- ↑ Trespass (cofanetto Genesis 1970-1975), 2007, 24:15–24:38.
- ↑ (EN) Paul Sexton, How Anthony Phillips Went From Genesis To Revelation, su Louder, 23 ottobre 2016. URL consultato il 28 luglio 2026.
- ↑ (EN) Paul Stump, The Music's All That Matters: A History of Progressive Rock, Quartet Books, 1997, p. 175, ISBN 0-7043-8036-6.
- 1 2 (EN) Note di copertina, Trespass (Cofanetto 1970–1975), Virgin Records, 2007, p. libretto interno.«Registrato ai Trident Studios di Londra (giugno-luglio 1970). Prodotto da John Anthony, ingegnere del suono Robin Geoffrey Cable. Remastering 5.1 SACD/DVD a cura di Nick Davis e Tony Cousins. Grafica di Paul Whitehead.»
- ↑ Mario Giammetti, Genesis: Tutti i dettagli di un'eredità musicale, Edizioni Segno, 2013, ISBN 978-8861348882.
- ↑ (EN) GENESIS Trespass reviews, su Prog Archives. URL consultato il 28 luglio 2026.
- ↑ (EN) Edward Macan, Rocking the Classics: English Progressive Rock and the Counterculture, Oxford University Press, 1997, ISBN 978-0195098884.
- ↑ Daryl Easlea, Without Frontiers: The Life & Music of Peter Gabriel, Omnibus Press, 2014, ISBN 978-1780387154.
- ↑ Mario Giammetti, The Musical Box - Le canzoni dei Genesis dalla A alla Z, Arcana, Roma 2010, pp. 63-64, ISBN 978-88-6231-126-7
- ↑ Daryl Easlea, Genesis: The Complete Guide, Omnibus Press, 1992, pp. 32-33.
- ↑ Paul Hegarty e Martin Halliwell, Beyond and Before: Progressive Rock Since the 1960s, Continuum, 2011, p. 59.
- ↑ Note di copertina di Genesis 1970-1975, Genesis, Virgin Records, 2007.
- ↑ Mario Giammetti, The Musical Box - Le canzoni dei Genesis dalla A alla Z, Arcana, Roma 2010, p. 65, ISBN 978-88-6231-126-7
- 1 2 Daryl Easlea, Genesis: The Complete Guide, Omnibus Press, 1992, p. 33.
- 1 2 Trespass (cofanetto Genesis 1970-1975), 2007.
- ↑ Note di copertina di Genesis 1970–1975, [[{{{artista}}}]], {{{etichetta}}}, 2008, note di copertina e interviste ai membri del gruppo.
- ↑ Mario Giammetti, Genesis 1967 to 1975 – The Peter Gabriel Years, Kingmaker, 2020, p. 67.
- ↑ (EN) The Geese & The Ghost interview, su Anthony Phillips Official Website. URL consultato il 28 luglio 2026.
- ↑ Mario Giammetti, The Musical Box - Le canzoni dei Genesis dalla A alla Z, Arcana, Roma 2010, p. 67, ISBN 978-88-6231-126-7
- ↑ Note di copertina di Genesis 1970-1975, Genesis, Virgin Records, 2007, p. 34.
- ↑ Chris Welch, Genesis: The Complete Guide, 2011, p. 30.
- ↑ (EN) "Tin Soldiers and Nixon Coming": Musical Framing and Kent State, su Chapman University Historical Review. URL consultato il 20 gennaio 2014.
- ↑ (EN) Tannhauser - A Dramatic Poem, su Enchanted Booklet, 3 giugno 2018. URL consultato il 14 maggio 2019.
- 1 2 Interviste ai Genesis per il cofanetto CD/DVD Genesis 1970-1975
- ↑ Mario Giammetti, Genesis: Tutti gli album, tutte le canzoni, Il Castello, 2020, p. 36, ISBN 978-88-276-0158-7.
- ↑ (EN) Genesis, su Official Charts Company. URL consultato il 28 luglio 2026.
- ↑ (EN) Genesis, su Official Charts Company. URL consultato il 28 luglio 2026.
- ↑ (EN) Official IFPI Charts - Top-75 Albums Sales Chart (Combined) - Week: 44/2021, su ifpi.gr, IFPI Greece. URL consultato il 15 novembre 2021 (archiviato dall'url originale il 15 novembre 2021).
- ↑ (HU) Album Top 40 slágerlista – 2024. 20. hét, su MAHASZ. URL consultato il 28 luglio 2026.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Armando Gallo, Genesis - I Know What I Like, D.I.Y. Books, 1979, ISBN 978-0-9604036-0-8
- Philip Dodd (a cura di) e Genesis - Genesis - Revelations, De Agostini, 18/10/2007, ISBN 88-418-4164-8
- Mario Giammetti, Musical Box - Le canzoni dei Genesis dalla A alla Z, Arcana, Roma 2010, ISBN 978-88-6231-126-7
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Bruce Eder, Trespass, su AllMusic, All Media Network.
- (EN) Trespass, su Discogs, Zink Media.
- (EN) Trespass, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
