Cortometraggi di Ari Aster
Questa pagina tratta dei cortometraggi realizzati dal regista Ari Aster.
Herman's Cure-All Tonic (2008)
[modifica | modifica wikitesto]- Regista: Ari Aster
- Sceneggiatore: Anayat Fakhraie
- Produttore: Robert Konowalow
- Fotografia: Michael Garcia
- Montaggio: Lashawn McGhee
- Scenografia: Brittany Hauselmann
- Direzione artistica: Nara Yoon
- Costumista: Julia Bly
- Casa produttrice: AFI Conservatory
- Cast: Christina Mason (vecchia signora), Joan McCrea (Mrs. Wexler), Guy Perry (Harold), Sam Wilson (Herman)
Trama
[modifica | modifica wikitesto]Un farmacista, Herman, è costantemente criticato e messo sotto pressione da una cliente abituale, la signora Wexler, e dal padre. Un giorno scopre che dal padre, mentre dorme, fuoriesce un liquido verde dall'ombelico. Una volta messo il liquido in delle boccette vuote e lavato a terra le appoggia per un attimo alla cassa e la Wexler, scambiandolo per il solito prodotto, pretende di comprarlo, trattandolo per l'ennesima volta male. Herman, stufo di lei, accetta di darglielo. Il giorno dopo la Wexler torna da lui e si dimostra gentile e chiede un nuovo rifornimento perché lo fa sentire bene. Decide così di andare dal padre, non vediamo cosa succede, sentiamo solo le sue urla. Ogni giorno la Wexler, sempre gentile, va da lui a prendere il farmaco e Herman è felice e tranquillo. Un giorno va dal padre e, sconvolto per quello che vede, decide che le scorte sono terminate. La Wexler furiosa chiede di averne e durante una discussione va dal padre che lo scopre legato e con strumenti che estraggono liquidi dall'ombelico ormai esaurito e pieno di sangue. La Wexler è terrorizzata e guarda Herman dietro di lui. Vediamo Herman tranquillo a vendere di nuovo il prodotto e la Wexler anche lei è legata e le viene estratto del liquido.
The Strange Thing About the Johnsons (2011)
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- Regista: Ari Aster
- Sceneggiatore: Ari Aster
- Produttore: Alejandro De León
- Fotografia: Paweł Pogorzelski
- Montaggio: Brady Hallongren
- Musica: Brendan Eder
- Scenografia: Nathan W. Bailey
- Costumista: Malcolm Bacani, Dakota Keller
- Cast: Billy Mayo (Sidney Johnson), Brandon Greenhouse (Isaiah Johnson), Angela Bullock (Joan Johnson), Danièle Watts (Marianne), Carlon Jeffery (Isaiah da piccolo), Ari Aster (cameo come voce dell'audiolibro)
Trama
[modifica | modifica wikitesto]Lo scrittore Sidney Johnson coglie per sbaglio suo figlio di dodici anni, Isaiah, nell'atto di masturbarsi. Imbarazzato, si scusa e lo rassicura che si tratta di qualcosa di perfettamente naturale, senza avere idea che il figlio si stesse masturbando su una sua fotografia.
Quattordici anni dopo, durante il banchetto nuziale di Isaiah, sua madre Joan scopre il figlio intento di nascosto ad avere un rapporto orale con Sidney, visibilmente non consenziente; incapace di accettare ciò che ha visto, Joan continuerà a far finta di niente anche davanti alle situazioni più palesi. Il marito dal canto suo le lascia una propria autobiografia di 300 pagine, Cocoon Man, scritta in segreto, in cui racconta oltre un decennio di abusi sessuali subiti per mano del figlio. Isaiah però scopre per primo il libro e lo brucia, costringendo poi il padre terrorizzato a eliminare ogni file di Cocoon Man dal suo PC.
Tempo dopo, i Johnson ospitano una festa, a cui partecipano anche Isaiah e sua moglie. Dopo la fine della serata, Isaiah insiste per rimanere con una scusa e cerca il padre, ma quest'ultimo è chiuso a chiave in bagno ad ascoltare un audiolibro di auto-aiuto; infuriato, Isaiah sfonda la porta e lo stupra. La mattina seguente, Sidney prende una copia segreta di Cocoon Man nascosta sotto le assi del pavimento, ma, scoperto da Isaiah, scappa in strada, dove muore investito.
Dopo il funerale, Joan affronta infine il figlio, che diventa violento, costringendola a ucciderlo per autodifesa. Distrugge poi l'ultima copia di Cocoon Man.
Produzione
[modifica | modifica wikitesto]Il film è stato la tesi di laurea di Aster all'AFI Conservatory, la scuola di specializzazione dell'American Film Institute che frequentava.[1] L'idea era nata qualche anno prima, quando assieme ad alcuni amici, tra cui Brandon Greenhouse, Isaiah nel film, aveva discusso di argomenti considerati "troppo tabù per essere esplorati, e così siamo arrivati a tabù che non erano nemmeno tabù, perché erano semplicemente inconcepibili, e il più popolare era quello di un padre molestato dal figlio".[2]
Aster ha descritto le conseguenze della scelta di quel tema per il film come "una strada tutta in salita",[1] siccome:
Il tema del film ha anche reso difficile ottenere finanziamenti per il progetto.[2][4] La famiglia protagonista è diventata afroamericana dopo il coinvolgimento di Greenhouse come interprete di Isaiah.[2] Tra gli altri compagni di corso del regista che hanno lavorato al film ci sono stati Alejandro De León, Brady Hallongren, Nathan W. Bailey e Paweł Pogorzelski.
Il film è stato girato in pellicola 35mm.[5] Le riprese sono durate sei giorni, più altri due di riprese aggiuntive.[4]
La pellicola rappresenta la prima collaborazione tra Ari Aster e il direttore della fotografia Paweł Pogorzelski che lavorerà nei successivi corti di Aster (tranne TDF Really Works e Beau) e nei suoi film (tranne Eddington).
Distribuzione
[modifica | modifica wikitesto]La prima proiezione pubblica del film è stata allo Slamdance Film Festival il 22 gennaio del 2011.[4] Nel novembre dello stesso anno, il corto è trapelato online, venendo caricato su siti di video sharing come WorldStarHipHop e YouTube.[2][6]
Accoglienza
[modifica | modifica wikitesto]Dopo la sua apparizione su Internet, il cortometraggio è diventato virale in poche settimane, fatto dovuto, secondo Malcolm Harris dell'HuffPost, al suo essere «in egual modo provocazione, attuale e, soprattutto, divisivo».[2][7] Ivan Kander del sito Short of the Week ha notato come nella sezione commenti del video su YouTube si potesse «trovare davvero di tutto, da lodi sperticate fino al più nauseato sprezzo». [5] Oltre che per le situazioni mostrate, il film è stato oggetto di controversie per la sua rappresentazione di una famiglia afroamericana da parte di un regista bianco.[6][7] Aster ha risposto: "Il colore della famiglia non è importante. Abbiamo certamente ipotizzato che scegliere attori neri per un film che affronta temi così trasgressivi avrebbe creato scalpore, e sarebbe una bugia dire che non eravamo titubanti, soprattutto perché molte persone ci sconsigliavano di prendere questa decisione." [8]
Malcolm Harris, un afroamericano sopravvissuto all'incesto e agli abusi sessuali infantili, ha scritto sull'Huffington Post che la performance di Mayo è stata "brillante". Ha scritto: "Dovremmo applaudire il fatto che qualcuno abbia finalmente mostrato vero coraggio nel porre la domanda: "E se? E se questi strani eventi stessero accadendo dietro le porte chiuse degli Smith, dei Rosenberg, dei Mortimer, degli Herrera? E se queste strane cose stessero accadendo a me?"[9]
TDF Really Works (2011)
[modifica | modifica wikitesto]- Regista: Ari Aster
- Sceneggiatore: Ari Aster
- Direttore della fotografia: Will Emery
- Montaggio: Ari Aster, Reid Chavis, Will Emery
- Compagnia di produzione: Faux Beef Productions
- Cast: Ari Aster, Reid Chavis, Will Emery.
Trama
[modifica | modifica wikitesto]Strutturato come una parodia grottesca e satirica di uno spot pubblicitario televisivo, il cortometraggio presenta un fittizio dispositivo chiamato Tino's Dick Fart (TDF). Il finto commerciale illustra l'invenzione promossa dal protagonista Tino, una pompa da applicare all'apparato genitale maschile per permettere di emettere ed espellere peti sonori in modo controllato. Tra grafiche assurde, diagrammi pseudo-scientifici e l'entusiasmo sopra le righe tipico dei format di telepromozione, il filmato mostra gli improbabili benefici del prodotto, alternandoli a sinistri disclaimers e a toni umoristici surreali e disturbanti che sconfinano nel body horror.
Produzione
[modifica | modifica wikitesto]Il cortometraggio, pubblicato dopo il primo progetto di Aster, The Strange Thing About the Johnsons, è stato prodotto da Faux Beef Productions.[10]
Beau (2011)
[modifica | modifica wikitesto]- Regista: Ari Aster
- Sceneggiatore: Ari Aster
- Produttore: Alejandro De Leon, Robert Powell
- Musiche: Cesar Ochoa
- Direttore della fotografia: Will Emery
- Scenografa: Anne Costa
- Cast: Billy Mayo (Beau), Logan Atkinson (donna indifesa/prostituta traditrice), Casey Desmond (Bum Freak), David Rogge (Boy Toy), Ari Aster (fanatico dei concerti / Voice Talent), Alejandro De Leon (Kolgaan, il collezionista di chiavi), Lindsay MacKay, Christopher Dreisbach
Trama
[modifica | modifica wikitesto]Beau, un uomo ansioso e paranoico di mezza età, si prepara a fare visita alla madre, ma viene bloccato in casa da una serie di eventi sempre più inquietanti e bizzarri. Dopo aver scoperto che le chiavi della porta d'ingresso e il suo bagaglio sono stati misteriosamente rubati dal pianerottolo, l'uomo si ritrova impossibilitato a uscire. La situazione precipita rapidamente nell'incubo: mentre Beau tenta angosciosamente di gestire l'isolamento all'interno del proprio appartamento, una presenza minacciosa ed elusiva si aggira tra le stanze, trasformando la sua paranoia in un crescendo di follia e claustrofobia.
Produzione
[modifica | modifica wikitesto]Il cortometraggio è stato prodotto da Alejandro De Leon per Faux Beef Productions, produttore e casa di produzione già familiari al regista. Tutto il progetto è stato girato un'unica giornata.[11]
Opere derivate
[modifica | modifica wikitesto]Ari Aster ha basato su questo cortometraggio il film del 2023 Beau ha paura.
Munchausen (2013)
[modifica | modifica wikitesto]- Regista: Ari Aster
- Sceneggiatore: Ari Aster
- Produttore: Alejandro De Leon
- Musicista: Daniel Walter
- Direttore della fotografia: Pawel Pogorzelski
- Scenografa: Bonnie Bacevich
- Direttrici artistiche: Maya Levy ed Emma Toll
- Compagnia di produzione: Invicta Film
- Cast: Bonnie Bedelia (la madre), Liam Aiken (il ragazzo), Rachel Brosnahan (la ragazza), Richard Riehle (il dottore), David Purdham (il padre), Seth W. Owen (il professore di matematica), Miles Cooper (tipo pomposo), John Wilhovsky (il padre della ragazza), Andrea Leithe (la madre della ragazza), Malcolm Bacani (il fotografo)
Trama
[modifica | modifica wikitesto]Un ragazzo è intento a preparare i bagagli per la sua imminente partenza per il college. Tuttavia la madre iperprotettiva non se la sente di separarsi da lui, e dopo aver immaginato i brillanti traguardi professionali e personali che suo figlio potrebbe raggiungere una volta partito e che lo allontanerebbero da lei, decide di posticiparne la partenza a tutti i costi e avvelena il suo cibo con un medicinale. Lui ha la nausea e viene messo a letto, ma il medicinale fa fin troppo effetto e la notte la madre viene svegliata dalle urla di dolore del figlio: pur non rivelando dell'avvelenamento, fa chiamare un dottore, senza riuscire a migliorare la situazione. In pena e in preda al rimorso, la madre cerca di fargli ingerire in segreto un antidoto al medicinale, ma il ragazzo non migliora e, durante un'altra visita del dottore, collassa e muore mentre cerca di rassicurarla.
Produzione
[modifica | modifica wikitesto]Il cortometraggio, ispirato ai film Pixar Up (2009), in particolar modo alla sua scena iniziale, è stato finanziato attraverso Kickstarter nel 2012, raccogliendo oltre 16.000 dollari.[12][13]
Il titolo del film fa riferimento alla sindrome di Münchhausen per procura, un disturbo mentale che affligge genitori o tutori, spingendoli a simulare o a provocare una malattia ai propri figli per farli credere ammalati e attirare l'attenzione su di sé.
Distribuzione
[modifica | modifica wikitesto]Il cortometraggio è stato presentato in anteprima nel settembre 2013 al Fantastic Fest di Austin, Texas.[14] È stato pubblicato online il 21 febbraio 2015 su YouTube da Vice.[15]
Riconoscimenti
[modifica | modifica wikitesto]Il compositore delle musiche del film, Daniel Walter, è stato candidato ai Jerry Goldsmith Awards del 2014 in qualità di migliore colonna sonora originale per un cortometraggio.
Basically (2014)
[modifica | modifica wikitesto]- Regista: Ari Aster
- Sceneggiatore: Ari Aster
- Produttori: Ari Aster, Ahsen Nadeem
- Montaggio: Ari Aster
- Musicista: Brendan Eder
- Direttore della fotografia: Pawel Pogorzelski
- Scenografa: Bonnie Bacevich
- Cast: Rachel Brosnahan (Shandy Pickles), Amy Lyndon (mamma di Shandy), Grant Rosenmeyer (Cooper), Jeremiah Blakely (Todd)
Trama
[modifica | modifica wikitesto]Una solare giovane attrice parla dei suoi problemi mentre passeggia per la sua lussuosa villa, passando dai problemi con la madre alcolizzata a quelli sentimentali.
Produzione
[modifica | modifica wikitesto]Il cortometraggio, sesto diretto da Aster, è stato prodotto da lui stesso con Ahsen Nadeem. Protagonista del cortometraggio è una quasi sconosciuta Rachel Brosnahan, futura protagonista della serie televisiva La fantastica signora Maisel e celebre per aver dato il volto al personaggio dei fumetti DC Comics Lois Lane nel film del DC Universe Superman del 2025.
The Turtle's Head (2014)
[modifica | modifica wikitesto]- Regista: Ari Aster
- Sceneggiatore: Ari Aster
- Soggetto: Zach Phillips
- Produttore: Ari Aster, Ahsen Nadeem
- Montaggio: Ari Aster
- Musicista: Brendan Eder
- Direttore della fotografia: Pawel Pogorzelski
- Scenografa: Bonnie Bacevich
- Cast: Richard Riehle (Detective Bing Shooster), Jim O'Heir (Dr. Friel), Amy French (Gina), Jennifer Christopher (Susan)
Trama
[modifica | modifica wikitesto]Un detective poco professionale e particolarmente ossessionato dal sesso, inizia a decadere quando scopre che il pene sta rientrando nel suo corpo e cerca in tutti i modi di impedirlo.
Produzione
[modifica | modifica wikitesto]Settimo cortometraggio di Aster, The Turtle's Head è stato prodotto da lui stesso con Ahsen Nadeem, come per il cortometraggio precedente Basically.
C'est La Vie (2016)
[modifica | modifica wikitesto]- Regista: Ari Aster
- Sceneggiatore: Ari Aster
- Produttore: Ahsen Nadeem
- Musicista: Brendan Eder
- Direttore della fotografia: Pawel Pogorzelski
- Montaggio: Ari Aster
- Scenografia: Gianpaolo Gonzalez
- Cast: Bradley Fisher (Chester Crummings), Dean Sharpe ('Sing It, Jack!'), Lalia Susini (ragazzina), Reid Chavis (tossicodipendente), Enrique Estrada (giardiniere), Ari Aster (cameo)
Trama
[modifica | modifica wikitesto]Un senzatetto avverte lo spettatore sulle circostanze della vita nelle vie di Los Angeles.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 (EN) Scott Macaulay, Complicated Grief: Ari Aster on Hereditary‘s Family Nightmare, in Filmmaker, 11 giugno 2018. URL consultato il 1º settembre 2018.
- 1 2 3 4 5 (EN) Emmanuel Akitobi, 'The Strange Thing About The Johnsons' Director Ari Aster Talks To Shadow & Act About His Provocative & Controversial Short Film, su indiewire.com, 28 novembre 2011. URL consultato il 18 febbraio 2017.
- ↑ (EN) Interview: Ari Aster, su filmcomment.com, 1º maggio 2018. URL consultato il 1º settembre 2018.
- 1 2 3 (EN) The Strange Thing About The Johnsons[collegamento interrotto], su slamdance.festivalgenius.com, Slamdance Film Festival. URL consultato il 23 agosto 2020.
- 1 2 (EN) Ivan Kander, The Strange Thing About the Johnsons, su shortoftheweek.com, 10 agosto 2012. URL consultato il 18 febbraio 2017.
- 1 2 (EN) Eric Kohn, ‘Hereditary’: The Year’s Scariest Movie Required Years to Make and Painful Experiences No One Will Discuss, su indiewire.com, 8 giugno 2018. URL consultato il 23 agosto 2020.
- 1 2 (EN) Malcolm Harris, What’s So Strange About the Johnsons?, in HuffPost, 19 dicembre 2011. URL consultato il 18 febbraio 2017.
- ↑ (EN) Interviews, su IndieWire, 29 settembre 2026. URL consultato il 29 settembre 2026.
- ↑ (EN) What's So Strange About the Johnsons?, su HuffPost. URL consultato il 29 settembre 2026 (archiviato dall'url originale l'8 ottobre 2017).
- ↑ nientepopcorn, TDF Really Works (2011) - Trama, Citazioni, Cast e Trailer. URL consultato il 13 novembre 2020.
- ↑ (EN) Daniel Kurl, Before ‘Hereditary’ and ‘Midsommar,’ Ari Aster Directed These Six Short Films With Similar Themes, su Bloody Disgusting!, 3 luglio 2019. URL consultato il 13 novembre 2020.
- ↑ (EN) Padraig Cotter, Munchausen Ending Explained: What Ari Aster’s Short Film Means, su Screen Rant, Valnet Inc., 16 luglio 2020. URL consultato il 2 novembre 2020.
- ↑ (EN) Munchausen, su Kickstarter, Kickstarter, PBC. URL consultato il 2 novembre 2020.
- ↑ (EN) Meredith Borders, Fantastic Fest Announces The Shorts!, su fantasticfest.com, Fantastic Fest, 4 settembre 2013. URL consultato il 2 novembre 2020 (archiviato dall'url originale il 1º luglio 2020).
- ↑
(EN) Vice, Munchausen, su YouTube, Google LLC, 21 febbraio 2015. URL consultato il 3 novembre 2020.
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Ari Aster | Short Films, su YouTube, Google LLC.
- (EN) Ari Aster’s Short Films, su Letterbox, Letterboxd Limited.
IMDb
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Herman's Cure-All Tonic, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) The Strange Thing About the Johnsons, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) TDF Really Works, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) Beau, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) Munchausen, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) Basically, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) The Turtle's Head, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) C'est La Vie, su IMDb, IMDb.com.