Sumitrānandan Pant

Sumitrānandan Pant (Kausani, 20 maggio 1900 – Prayagraj, 28 dicembre 1977) è stato un poeta e scrittore indiano. Fu uno dei massimi esponenti della poesia in lingua hindī del XX secolo ed era noto per il romanticismo dei suoi componimenti, i quali si ispiravano alla natura, agli esseri umani e alla bellezza interiore.[1]
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Suo padre era il proprietario di una locale piantagione di tè locale ed era anche un proprietario terriero, quindi Pant non ebbe mai difficoltà economiche durante la sua crescita. Negli anni coltivò sempre un amore per la bellezza e i sapori dell'India rurale, evidente in tutte le sue opere principali.
Pant si iscrisse al Queens College di Banaras nel 1918. Lì iniziò a leggere le opere di Sarojini Naidu e Rabindranath Tagore, così come quelle dei poeti romantici inglesi. Queste figure avrebbero avuto una forte influenza sulla sua poetica. Nel 1919 si trasferì a Prayagraj, città nota anche come Allahabad, per studiare al Muir College. Come gesto di ribellione all'imperialismo britannico, frequentò l'istituto solo per due anni. In seguito si concentrò maggiormente sulla poesia, pubblicando la raccolta Pallav nel 1926. Quest'opera lo consacrò come un punto di riferimento della rinascita letteraria della cultura hindi, iniziata con Jaishankar Prasad. Nell'introduzione alla raccolta, Pant espresse insoddisfazione per il fatto che i parlanti hindī "pensassero in una lingua e si esprimessero in un'altra" (in riferimento alla loro abitudine di usare l'lingua inglese per comunicare).[1] Riteneva inoltre che la lingua braj bhasha fosse obsoleta e cercò di contribuire a introdurre una nuova lingua nazionale.
Nel 1931 si trasferì a Kalakankar, nel distretto di Pratapgarh, nello Stato dell'Uttar Pradesh. Per nove anni visse una vita ritirata, a contatto con la natura. Nello stesso periodo, si innamorò delle opere e del pensiero di Karl Marx e di Gandhi, dedicando loro molti dei versi delle poesie che compose in quegli anni.[2] Pant tornò ad Almora nel 1941, dove frequentò corsi di recitazione presso l'Uday Shankar Cultural Centre. Lesse anche "La vita divina" di Sri Aurobindo, che lo influenzò profondamente. Tre anni dopo si trasferì a Chennai e successivamente a Pondicherry, frequentando l'ashram di Aurobindo. Nel 1946 tornò ad Allahabad, dove viveva la maggior parte degli scrittori e poeti indiani più influenti dell'epoca.
Morì il 28 dicembre 1977 a Prayagraj, nell'Uttar Pradesh. La casa della sua infanzia, sita nella località di Kausani (nel distretto di Bageshwar), fu adibita a museo: vi si conservano tutt'oggi alcuni oggetti di uso quotidiano di Sumitrānandan Pant, nonché le bozze di alcune sue opere, alcuni dei premi e degli attestati ricevuti dal poeta e alcune lettere da lui ricevute.
Stile letterario
[modifica | modifica wikitesto]È considerato uno dei principali poeti della scuola Chhayavaadi della letteratura hindi.[2] Pant scrisse principalmente in hindi sanscritizzato. Realizzò complessivamente ventotto opere pubblicate, tra cui poesie, opere teatrali in versi e saggi.
Oltre alle poesie Chhayavaadi, Pant scrisse anche poesie di stampo progressista, nonché ispirate a tematiche socialiste, umaniste e poesie filosofiche (sotto l'influenza di Sri Aurobindo, dal cui stile volle in un secondo momento distaccarsi). Come scriveva uno studioso e traduttore di Pant, David Rubin, "All'inizio degli anni Quaranta stavano emergendo le nuove "scuole" psicologiche e sperimentali. Era tipico sia di Nirala che di Pant anticipare queste tendenze e, quando i nuovi approcci divennero di moda, [questi due poeti] si erano già focalizzati su nuove aree di sperimentazione."[1]
Riconoscimenti
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1960, Sumitrānandan Pant ricevette un premio dalla Sahitya Academy, organizzazione riconosciuta come Accademia Nazionale Indiana di Letteratura, per la sua opera Kala Aur Budhdha Chand.[2]
Nel 1961 venne insignito del Padma Bhushan dal governo indiano: si tratta della terza più alta onorificenza conferita dalla Repubblica dell'India, dopo il Bharat Ratna e il Padma Vibhushan.[3]
Nel 1968 divenne il primo poeta di lingua hindī a ricevere il Premio Jnanpith, considerato il più prestigioso riconoscimento letterario conferito in India. A valergli il premio fu una raccolta delle sue poesie più famose, intitolato Chidambara.[4]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 (EN) David Rubin, The Return of Sarasvati: Four Hindi Poets, Oxford University Press, 1993, pp. 105-106, ISBN 978-0195643695.
- 1 2 3 (HI) पर्वत प्रदेश में पावास (PDF), National Council of Educational Research and Training, p. 25, ISBN 81-7450-647-0. URL consultato il 26 novembre 2025 (archiviato dall'url originale il 21 ottobre 2020).
- ↑ (EN) Padma Awards (PDF), su Ministry of Home Affairs. URL consultato il 26 novembre 2025.
- ↑ (EN) Jnanpith Laureates Official listings, su Sito ufficiale del Premio Jnanpith. URL consultato il 26 novembre 2025 (archiviato dall'url originale il 13 ottobre 2007).
Voci correlate
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