Sistema aureo

Il sistema aureo è un sistema monetario nel quale la base monetaria è data da una quantità fissata d'oro.
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]Si possono distinguere tre casi:
- nel primo l'oro viene usato direttamente come moneta (circolazione aurea, esempio il sistema del dinaro d'oro);
- nel secondo viene usata cartamoneta totalmente convertibile in oro, dal momento che il valore in oro della moneta complessivamente emessa è pari alla quantità di oro conservata dalla banca centrale (circolazione cartacea convertibile totalmente in oro, esempio il sistema gold standard);
- infine, nel terzo caso, le banconote sono convertibili solo parzialmente, risultando il valore della quantità di banconote emessa un multiplo del valore dell'oro posseduto dallo Stato (circolazione cartacea convertibile parzialmente in oro).
Nel caso una moneta sia convertibile in un'altra moneta, a sua volta convertibile in oro, si parla di gold exchange standard.
Vantaggi
[modifica | modifica wikitesto]La conseguenza di fissare il valore della moneta sulla quantità d'oro è la presenza di cambi fissi tra monete. Il cambio tra monete dipende dal rapporto tra le quantità d'oro sottostante ciascuna moneta. Se per esempio un'unità della moneta A vale 0,1 grammi d'oro e un'unità della moneta B vale 1 grammo d'oro, per acquistare un'unità di moneta B occorrono 10 unità di moneta A. Il valore della moneta B è quindi pari a 10 unità di moneta A.
Un altro automatismo introdotto da questo standard riguarda l'inflazione. In un paese che abbia determinate risorse d'oro, un'espansione economica si deve accompagnare a una proporzionale deflazione, con il rischio di recessione. Questo è avvenuto, in effetti, in Gran Bretagna nel XIX secolo, dove il prezzo delle merci espresso in oro si è dimezzato nell'arco di cento anni, anche se, invece che portare a un indebolimento del paese, questo è avvenuto quando questa nazione era indiscutibilmente la maggiore potenza mondiale.
Il principale vantaggio nell'adozione del sistema consiste nella stabilità dei cambi. Il valore delle monete non dipende dalla domanda e offerta delle stesse, ma dalla quantità di oro sottostante. Quindi, salvo procedere a una svalutazione della moneta, generalmente sgradita a chi ha applicato il sistema aureo, in regime di sistema aureo le economie hanno potuto godere del vantaggio di cambi fissi, scelta questa che hanno fatto propria i paesi aderenti all'accordo di Bretton Woods e, dopo il superamento degli stessi, che è riapparsa in Europa con l'introduzione del sistema monetario europeo e soprattutto dell'Euro.
Svantaggi
[modifica | modifica wikitesto]Al vantaggio di disporre di cambi fissi, si contrappone l'importante problema di gestire i deficit commerciali, che si verificano quando un paese acquista da un altro beni e servizi in valore superiore al valore delle vendite.
Sono possibili due soluzioni:
- La prima prevede il regolamento del deficit in oro. Il paese dal quale l'oro fuoriesce deve ridurre proporzionalmente la quantità di moneta, con conseguenti effetti deflattivi (diminuzione dei prezzi e dei salari). Ne deriva una contrazione della domanda di beni e servizi e quindi delle importazioni, nonché un aumento delle esportazioni stimolate dal calo dei costi di produzione e quindi dei prezzi. Al contrario il paese che riceve in pagamento l'oro aumenterà la quantità di moneta, con effetti espansivi e inflazionistici. La maggiore domanda provocherà maggiori importazioni e l'aumento dei prezzi ridurrà le esportazioni.
- Le conseguenze deflattive su prezzi e salari rendono impopolare, in un regime democratico, questa soluzione, i cui effetti negativi in caso di deficit commerciale sono particolarmente gravosi per i ceti deboli della popolazione, che subiscono il calo dei salari e l'aumento dei prezzi dei beni importati.
- La seconda prevede invece che i deficit commerciali vengano compensati con flussi di capitali provenienti dai paesi in surplus, si spiega così l'adozione, con gli accordi di Bretton Woods del 1944, di questa soluzione.
Un altro svantaggio del sistema consiste nel costo di emissione della moneta. In un'economia occorre far crescere, parallelamente alla crescita dell'economia, la quantità di moneta che in essa circola. Poiché la base monetaria è formata da oro, emettere nuova moneta significa dedicare una parte della ricchezza prodotta per acquistare l'oro. Nel caso in cui tale acquisto di oro con risorse pubbliche non avvenisse, l'offerta di moneta sarebbe insufficiente a soddisfare le esigenze del mercato creditizio. I tassi di interesse salirebbero, con effetto depressivo su consumi e investimenti. L'adozione dell'oro come base monetaria ha quindi elevati costi per la collettività, che ne rendono poco accettabile l'applicazione.
Un altro svantaggio, correlato al precedente, consiste nelle possibili variazioni dell'offerta di moneta dipendenti non da scelte di chi emette moneta, ma dalla produzione di oro. La scoperta di nuove miniere ha significato aumenti improvvisi, spesso con effetti inflativi, della quantità di moneta in circolazione in una data economia. Al contrario quando non venivano scoperte nuove miniere o quando per i più diversi motivi l'oro non poteva giungere nei paesi che lo richiedevano, l'offerta di moneta non poteva aumentare adattandosi alle esigenze dell'economia reale, con effetti deflattivi.
Nella teoria economica, il sistema aureo fornisce un meccanismo automatico per controllare il disavanzo della bilancia degli scambi internazionali. Infatti, un paese che è in deficit impoverisce le proprie riserve d'oro, dovendo ridurre la circolazione di denaro e, quindi, la domanda e il livello dei prezzi; una riduzione dei prezzi è la premessa per una ripresa delle esportazioni.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Diffusione del gold standard
[modifica | modifica wikitesto]Il primo paese ad adottare stabilmente il gold standard fu il Regno Unito. Durante le guerre napoleoniche la Banca d'Inghilterra sospese la convertibilità delle proprie banconote in metalli preziosi, dando luogo a un regime di moneta cartacea inconvertibile. Terminato il conflitto, il governo britannico decise di ripristinare uno standard monetario metallico basato sull'oro, che già nel XVIII secolo aveva assunto un ruolo predominante nella circolazione monetaria. Con la riforma monetaria del 1816 e il ritorno alla convertibilità nel 1821, la sterlina fu definita in termini di una quantità fissa d'oro.
Il sistema si basava su tre principi fondamentali: la libera compravendita di oro da parte della Zecca a un prezzo prefissato, la convertibilità delle banconote in oro su richiesta e la libera importazione ed esportazione del metallo prezioso. In tale contesto, le riserve auree detenute dalla Banca d'Inghilterra costituivano la base dell'offerta monetaria e del credito.
I movimenti internazionali dell'oro influenzavano direttamente la quantità di moneta in circolazione. In condizioni normali ciò contribuiva alla stabilità dei prezzi, mentre consistenti afflussi o deflussi di metallo prezioso potevano generare rispettivamente pressioni inflazionistiche o restrizioni creditizie. Tra gli esempi più significativi vi furono gli afflussi d'oro seguiti alle scoperte di giacimenti in California e Australia tra il 1848 e il 1851.
Per gran parte del XIX secolo molti paesi mantennero sistemi monetari basati sull'argento o sul bimetallismo. Tuttavia, grazie alla posizione dominante del Regno Unito nel commercio internazionale, il gold standard acquisì progressivamente importanza anche al di fuori del mondo britannico. La prima grande potenza a seguire l'esempio britannico fu l'Impero tedesco, che adottò il gold standard nel 1871 dopo la vittoria nella guerra franco-prussiana. Le indennità di guerra versate dalla Francia contribuirono alla creazione del marco aureo e alla riorganizzazione del sistema monetario tedesco attorno alla Reichsbank. Negli Stati Uniti era formalmente in vigore un sistema bimetallico. Durante la guerra civile sia l'Unione sia la Confederazione emisero moneta inconvertibile; al termine del conflitto i cosiddetti greenback continuarono a circolare e il gold standard fu adottato ufficialmente solo con il Gold Standard Act del 1900.[1][2] Dopo la crisi del bimetallismo negli anni 1860, il sistema aureo si diffuse rapidamente. La Germania lo adottò nel 1871, seguita da Belgio e Svizzera (1873), Paesi Bassi (1875), Francia (1876), Austria (1879), Italia (1883), Russia (1893), Giappone (1897) e Stati Uniti (1900).
All'inizio del XX secolo il gold standard costituiva il principale sistema monetario internazionale e solo pochi paesi, tra cui la Cina e la Persia, ne rimanevano esclusi.[3]
Il sistema monetario internazionale (1900-1914)
[modifica | modifica wikitesto]Tra il 1900 e il 1914 le principali valute erano definite da una quantità fissa d'oro, il che determinava automaticamente rapporti di cambio stabili tra le diverse monete. Il dollaro statunitense corrispondeva a circa 1,5 grammi d'oro fino, la sterlina britannica a circa 7,3 grammi, mentre il franco francese, il franco svizzero, il franco belga e la lira italiana erano definiti da circa 0,29 grammi d'oro.
La stabilità dei cambi favorì l'espansione del commercio internazionale e dei movimenti di capitale, contribuendo alla crescente integrazione dell'economia mondiale nel periodo precedente alla prima guerra mondiale.
Declino e fine del sistema
[modifica | modifica wikitesto]Lo scoppio della prima guerra mondiale nel 1914 portò alla sospensione della convertibilità aurea nella maggior parte dei paesi. I governi aumentarono l'emissione di moneta e il ricorso al debito pubblico per finanziare lo sforzo bellico, compromettendo il funzionamento del sistema.
Nel dopoguerra furono compiuti diversi tentativi di ripristinare il gold standard, tra cui il ritorno alla convertibilità in Germania nel 1924 nell'ambito del Piano Dawes e nel Regno Unito nel 1925. Tuttavia gli squilibri economici internazionali e la Grande depressione del 1929 ne resero sempre più difficile il mantenimento. A partire dal 1931 i principali paesi sospesero progressivamente il sistema.
Dopo la seconda guerra mondiale il gold standard fu sostituito dal sistema gold exchange standard di Bretton Woods, basato su un regime di cambi fissi in cui il dollaro statunitense era convertibile in oro per le banche centrali estere. Tale sistema rimase in vigore fino al 1971, quando gli Stati Uniti sospesero la convertibilità del dollaro in oro, ponendo fine all'ultimo legame diretto tra le principali valute e il metallo prezioso.[4] Si passò quindi al sistema fluttuante dei cambi flessibili, creato dagli stessi USA.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) The Heyday of the Gold Standard, 1820-1930 (PDF), Volume II.
- ↑ (EN) 56th Congress Session I, The Statutes at large of the United States of America, Vol. XXXI, Washington, Government Printing Office, 1901, pp. 45-50.
- ↑ Youssef Cassis, Le capitali della finanza. Uomini e città protagonisti della storia economica, Francesco Brioschi Editore, p. 97, ISBN 978-88-95399-14-0.
- ↑ SISTEMA MONETARIO INTERNAZIONALE in "Enciclopedia Italiana", su www.treccani.it. URL consultato il 15 ottobre 2022.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- gold exchange standard, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- gold standard, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
- (EN) international gold standard / gold standard / gold-exchange standard, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
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