Roman Herzog
| Roman Herzog | |
|---|---|
| 7º Presidente federale della Germania | |
| Durata mandato | 1º luglio 1994 – 30 giugno 1999 |
| Capo del governo | Helmut Kohl Gerhard Schröder |
| Predecessore | Richard von Weizsäcker |
| Successore | Johannes Rau |
| Presidente della Corte costituzionale federale della Germania | |
| Durata mandato | 16 novembre 1987 – 30 giugno 1994 |
| Predecessore | Wolfgang Zeidler |
| Successore | Jutta Limbach |
| Vicepresidente della Corte costituzionale federale della Germania | |
| Durata mandato | 20 dicembre 1983 – 16 novembre 1987 |
| Predecessore | Wolfgang Zeidler |
| Successore | Ernst Mahrenholz |
| Giudice della Corte costituzionale federale della Germania per il Primo Senato | |
| Durata mandato | 20 dicembre 1983 – 30 giugno 1994 |
| Predecessore | Ernst Benda |
| Successore | Evelyn Haas |
| Tipo nomina | Designazione da parte del Bundestag |
| Ministro dell'interno del Baden-Württemberg | |
| Durata mandato | 4 giugno 1982 – 4 ottobre 1983 |
| Presidente | Lothar Späth |
| Predecessore | Guntram Palm |
| Successore | Heinz Eyrich |
| Ministro dell'istruzione e dello sport del Baden-Württemberg | |
| Durata mandato | 11 maggio 1978 – 4 giugno 1982 |
| Presidente | Hans Filbinger Lothar Späth |
| Predecessore | Wilhelm Hahn |
| Successore | Gerhard Mayer-Vorfelder |
| Membro del Landtag del Baden-Württemberg per Göppingen | |
| Durata mandato | 3 giugno 1980 – 4 ottobre 1983 |
| Predecessore | Fritz Frey |
| Successore | Josef Guglielmo Hauser |
| Dati generali | |
| Partito politico | Unione Cristiano-Democratica |
| Università | Università Ludwig Maximilian di Monaco |
| Professione | Avvocato, docente universitario |
| Firma | |
Roman Herzog (Landshut, 5 aprile 1934 – Jagsthausen, 10 gennaio 2017[1][2]) è stato un politico, avvocato e giudice costituzionale tedesco, 7º presidente federale della Germania dal 1º luglio 1994 al 30 giugno 1999, membro della Unione Cristiano-Democratica. Già ministro dell'istruzione dal 1978 al 1980, della cultura e ministro degli interni del Baden-Württemberg dal 1980 al 1983, dal 1983 al 1994 è stato giudice presso la Corte costituzionale federale tedesca e dal 1987 suo presidente.
In qualità di presidente federale, Herzog divenne noto, tra le altre cose, per il suo discorso a Berlino nel 1997, in cui chiese una "scossa attraverso la Germania" e una maggiore volontà di riformare la società e la politica. Nel 1996 introdusse il 27 gennaio come giorno della memoria per le vittime del nazionalsocialismo. Fu incaricato della redazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e fu presidente della Convenzione europea, organo incaricato di elaborare una Costituzione europea. Nel 2008 coniò inoltre il termine “democrazia dei pensionati”.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Roman Herzog nacque in Baviera in una famiglia protestante.[3] Suo padre era un uomo d'affari prima di diventare archivista della città di Landshut, e sua madre un'impiegata di banca.
Formazione e carriera
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1953 si diplomò con lode all'Hans-Carossa-Gymnasium di Landshut.[4] Nel 1957 si laureò in giurisprudenza a Monaco di Baviera e in seguito nel 1961 superò l'esame legale di Stato.[3] Nel 1958 ottenne il dottorato (Dr. jur.). Nel 1964 divenne assistente di ricerca di Theodor Maunz presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Monaco di Baviera. Durante questo periodo completò la sua tesi di abilitazione. Fino al 1965 insegnò come docente presso l'Università di Monaco di Baviera. Nel 1965 fu nominato all'Università libera di Berlino come professore a tempo pieno presso il Dipartimento di diritto e politica. Qui dal 1967 al 1968 fu decano e dal 1968 al 1969 vicedecano della Facoltà di Giurisprudenza.[5] Nel 1969 fece il suo ingresso all'Università tedesca di scienze amministrative di Spira presso la cattedra di teoria politica e politica; dal 1971 al 1972 ne divenne rettore.
Carriera politica
[modifica | modifica wikitesto]La carriera politica di Herzog iniziò nel 1973, come segretario di Stato e delegato del Land della Renania-Palatinato nel governo federale di Bonn. Servì come ministro di Stato per la cultura e lo sport nel governo statale del Baden-Württemberg guidato dal ministro-presidente Lothar Späth dal 1978. Nel 1980 venne eletto al Landtag del Baden-Württemberg e assunse l'incarico al Ministero dell'interno del Land., che diresse fino al 1983.[3][4]
Herzog fu a lungo attivo nella Chiesa evangelica in Germania. Fino al 1980, fu a capo della Camera per la responsabilità pubblica di questa chiesa, e, a partire dal 1982 membro del sinodo. Nel 1983 Herzog divenne giudice della Corte costituzionale federale tedesca (Bundesverfassungsgericht) a Karlsruhe, in sostituzione di Ernst Benda. Dal 1987 al 1994, fu presidente della Corte, questa volta sostituendo Wolfgang Zeidler. Nel settembre 1994, gli succedette nella funzione Jutta Limbach.
Presidente federale
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Il nome di Herzog come possibile candidato presidenziale iniziò a circolare già a partire dal 1993, quando il cancelliere Helmut Kohl lo sostenne per le elezioni presidenziali del 1994, dopo che la sua precedente scelta, il ministro della Giustizia della Sassonia Steffen Heitmann, era stato costretto a ritirarsi dalla corsa in seguito alle polemiche suscitate da alcune sue controverse dichiarazioni sul passato tedesco, sulle minoranze etniche, sul conflitto e sul ruolo delle donne. All’inizio del 1994, tuttavia, il leader del Partito Liberale Democratico (FDP) e i membri più giovani della coalizione di governo di Kohl espressero sostegno per Johannes Rau, il candidato dell’opposizione nominato dai socialdemocratici. I media tedeschi ipotizzarono anche altri potenziali candidati, tra cui Kurt Masur e Walther Leisler Kiep.
Herzog fu eletto presidente della Germania da parte dell'Assemblea federale (Bundesversammlung) il 23 maggio 1994. Nel decisivo terzo turno di votazione, vinse con il sostegno del Partito Liberale Democratico.
Herzog assunse l'incarico di presidente federale il 1º luglio 1994. Partecipò alle commemorazioni del 50º anniversario della rivolta di Varsavia durante l'occupazione nazista della Polonia nel 1994. In un discorso ampiamente lodato, rese omaggio ai combattenti e al popolo polacco e chiese "perdono per quello che è stato fatto a voi dai tedeschi".[6] Nel 1995, Herzog fu uno dei pochi dignitari stranieri a partecipare alle osservanze, in occasione del 50º anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, presenziando a un servizio ebraico presso il sito del campo piuttosto che alla cerimonia ufficiale di apertura a Cracovia promossa dal governo polacco. Nel gennaio 1996 Herzog dichiarò il 27 gennaio, anniversario della liberazione del Campo di concentramento di Auschwitz nel 1945, giorno ufficiale della memoria in Germania per le vittime del regime di Hitler. Alla fine del 1997, in un momento decisivo per il Paese, riconobbe ufficialmente l'uccisione e la sofferenza dei rom e dei sinti sotto il nazismo, affermando che tale persecuzione rappresentò lo stesso terrore riservato agli ebrei.
Nell’aprile 1997 Herzog fu al centro di una polemica nazionale quando, in un discorso tenuto presso l'Hotel Adlon di Berlino, affermò che la Germania fosse pericolosamente in ritardo nei cambiamenti sociali ed economici.[7] Rimproverò ai leader lo stallo legislativo e denunciò un diffuso abbattimento nazionale, una "sensazione di paralisi" e persino una "depressione mentale incredibile". Paragonando la situazione tedesca a quella delle economie più innovative di Asia e America, disse che la Germania era "minacciata di cadere indietro".
Nel novembre 1998, l'ufficio di Herzog venne trasferito formalmente a Berlino, diventando la presidenza della Repubblica il primo organo a passare da Bonn alla capitale redisegnata. Mantenne il suo incarico fino al 30 giugno 1999 e non corse per la rielezione.[7] Al termine del suo mandato di cinque anni come capo di Stato, gli succedette Johannes Rau.
Visite di Stato
[modifica | modifica wikitesto]| Anno | Mese | Stati |
|---|---|---|
| 1994 | luglio | |
| agosto | ||
| settembre | ||
| ottobre | ||
| dicembre | ||
| 1995 | gennaio | |
| settembre | ||
| ottobre | ||
| ìnovembre | ||
| 1996 | gennaio | |
| maggio | ||
| novembre | ||
| novembre | ||
| 1997 | maggio | |
| Juli | ||
| settembre | ||
| 1998 | febbraio | |
| marzo | ||
| aprile | ||
| luglio | ||
| settembre | ||
| novembre | ||
| dicembre | ||
| 1999 | Maggio |
Post-presidenza
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Dal dicembre 1999 all'ottobre 2000 Herzog presiedette la Convenzione europea che redasse la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Tra il gennaio e il marzo 2000, insieme all’ex presidente della Bundesbank Hans Tietmeyer e all’ex giudice federale Paul Kirchhof, guidò una commissione indipendente incaricata di indagare sullo scandalo finanziario che aveva colpito la CDU. Nel contesto del dibattito tedesco sull'etica della ricerca biotecnologica, e in particolare sull’uso di embrioni per la ricerca genetica e la diagnosi, Herzog sostenne nel 2001 che un divieto assoluto della ricerca sulle cellule staminali embrionali — capaci di svilupparsi in diversi tessuti del corpo — sarebbe eccessivo. A tal proposito dichiarò: “Io non sono disposto a spiegare a un bambino malato con fibrosi cistica, di fronte alla morte e alla lotta per il respiro, i motivi etici che ostacolano la scienza che lo potrebbe salvare”.
In risposta all’Agenda 2010 del cancelliere Gerhard Schröder, presentata nel 2003, l'allora leader dell’opposizione della CDU, Angela Merkel, incaricò una commissione guidata da Herzog di elaborare proposte alternative di riforma dell’assistenza sociale.[7] Il partito approvò successivamente il pacchetto di riforme elaborato dalla Commissione Herzog, le cui raccomandazioni includevano il disaccoppiamento dei contributi per l’assicurazione sanitaria e per l’assicurazione di assistenza dal reddito, sostituendoli con un contributo mensile uniforme.
Herzog è morto nelle prime ore del 10 gennaio 2017 all'età di 82 anni. I funerali di Stato si sono svolti nella cattedrale di Berlino il 24 gennaio 2017, ed è stato sepolto nel cimitero di Jagsthausen il 27 gennaio.[8][9]
Vita privata
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1958, sposò Christina Krauss, di due anni più giovane di lui. La coppia ebbe due figli: Markus, nato nel 1959, e Hans Georg, nato cinque anni più tardi.[7] Sua moglie morì nel 2000, l'anno successivo sposò Alexandra Freifrau von Berlichingen, nata nel 1941.[7]
Era un membro della Chiesa evangelica in Germania.
Onorificenze
[modifica | modifica wikitesto]Onorificenze tedesche
[modifica | modifica wikitesto]Onorificenze straniere
[modifica | modifica wikitesto]Pubblicazioni
[modifica | modifica wikitesto]- Grundrechtsbeschränkung nach dem Grundgesetz und Europäische Menschenrechtskonvention. Dissertation, 1958.
- Die Wesensmerkmale der Staatsorganisation in rechtlicher und entwicklungsgeschichtlicher Sicht. Habilitation, 1964.
- Kommentar zum Grundgesetz „Maunz-Dürig-Herzog“ (Mitherausgeber), seit 1964.
- Evangelisches Staatslexikon (Mitherausgeber), seit 1966.
- Allgemeine Staatslehre, 1971.
- Staaten der Frühzeit. Ursprünge und Herrschaftsformen. 1988.
- Staat und Recht im Wandel. 1994.
- Vision Europa. Antworten auf globale Herausforderungen. Hamburg 1996.
- Kann man aus der Geschichte lernen? Abera Verlag, Hamburg 1997.
- Strukturmängel der Verfassung? Erfahrungen mit dem Grundgesetz. Deutsche Verlags-Anstalt, Stuttgart / München 2000, ISBN 3-421-05348-0.
- Wider den Kampf der Kulturen: eine Friedensstrategie für das 21. Jahrhundert, herausgegeben von Theo Sommer. Fischer, Frankfurt am Main 2000, ISBN 3-10-030210-9.
- Jahre der Politik: die Erinnerungen. Siedler, München 2007, ISBN 3-88680-870-X.
- Europa neu erfinden, vom Überstaat zur Bürgerdemokratie. Siedler, München 2014, ISBN 978-3-8275-0046-5.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ È morto l'ex presidente tedesco Roman Herzog, in Euronews, 10 gennaio 2017. URL consultato il 2 agosto 2023.
- ↑ (DE) Trauer um Roman Herzog, in Die Welt, 1º ottobre 2017. URL consultato il 2 agosto 2023.
- 1 2 3 (DE) Roman Herzog, su bundespraesident.de. URL consultato l'11 ottobre 2026.
- 1 2 (DE) Roman Herzog, su munzinger.de. URL consultato l'11 ottobre 2026.
- ↑ (DE) Bundespräsident a. D. Prof. Dr. Roman Herzog, su romanherzoginstitut.de. URL consultato l'11 ottobre 2026.
- ↑ (DE) Roman Herzog, Ansprache von Bundespräsident Roman Herzog anläßlich des Gedenkens an den 50. Jahrestag des Warschauer Aufstandes in Warschau, su bundespraesident.de, 1º agosto 1994. URL consultato l'11 ottobre 2026.
- 1 2 3 4 5 (DE) Roman Herzog, su kas.de. URL consultato l'11 ottobre 2026.
- ↑ (DE) Christian Gleichauf e Iris Baars-Werner, Roman Herzog in Jagsthausen beigesetzt, in Stimme.de, 27 gennaio 2017. URL consultato l'11 ottobre 2026.
- ↑ (DE) Abschied von einem kritischen Geist, in SWR Fernsehen, 27 gennaio 2017. URL consultato il 28 gennaio 2017 (archiviato dall'url originale il 28 gennaio 2017).
- ↑ Elenco dei premiati dell'anno 1996., su v1.sahistory.org.za.
- ↑ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato., su quirinale.it.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Kai Diekmann, Ulrich Reitz, Wolfgang Stock: Roman Herzog – Der neue Bundespräsident im Gespräch. Lübbe, Bergisch Gladbach 1994, ISBN 3-404-61299-X.
- Manfred Bissinger, Hans-Ulrich Jörges: Der unbequeme Präsident. Roman Herzog im Gespräch mit Manfred Bissinger und Hans-Ulrich Jörges. Hoffman und Campe, Hamburg 1995, ISBN 3-455-11042-8.
- Stefan Reker: Roman Herzog. Edition q, Berlin 1995, ISBN 3-86124-287-7.
- Werner Filmer, Heribert Schwan: Roman Herzog – Die Biographie. Goldmann, München 1996, ISBN 3-570-01189-5.
- Ulrich Müller: Bildung als Megathema. Roman Herzogs Anstöße zur Bildungspolitik in seiner Amtszeit als Bundespräsident (1994–1999). Helmrich, Grevenbroich 2002, ISBN 3-9808344-1-7, che.de (PDF; 945 kB)
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Roman Herzog
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Herzog, Roman, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- (EN) Anthony G. Craine, Roman Herzog, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Opere di Roman Herzog, su Open Library, Internet Archive.
- (FR) Pubblicazioni di Roman Herzog, su Persée, Ministère de l'Enseignement supérieur, de la Recherche et de l'Innovation.
- (EN) Roman Herzog, su Goodreads.
- (EN) Roman Herzog, su IMDb, IMDb.com.
- (DE, EN) Biografia di Roman Herzog auf bundespraesident.de
- (DE) Peter Voß chiede a Roman Herzog. 3sat (45 Minuti)
- (DE) Comunicato stampa n. 33/2014 del 80º compleanno della Corte Costituzionale il 4 aprile 2014, su bundesverfassungsgericht.de.
- (DE) Ristrutturazione d'Europa? La riforma istituzionale, cambio di mansioni? Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive. – Discorso all'Università di Zurigo il 16 novembre 2011
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 27123610 · ISNI (EN) 0000 0001 0881 770X · SBN MILV012473 · BAV 495/145988 · LCCN (EN) n86147250 · GND (DE) 119155087 · BNE (ES) XX913351 (data) · BNF (FR) cb12254797x (data) · J9U (EN, HE) 987007262781205171 · NSK (HR) 981005760609409366 · CONOR.SI (SL) 132802915 |
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