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Scophthalmus maximus

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Rombo chiodato
Stato di conservazione
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
SottoregnoEumetazoa
RamoBilateria
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
SuperclasseGnathostomata
ClasseActinopterygii
SottoclasseNeopterygii
InfraclasseTeleostei
SuperordineAcanthopterygii
OrdinePleuronectiformes
FamigliaScophthalmidae
GenereScophthalmus
SpecieScophthalmus maximus
Nomenclatura binomiale
Scophthalmus maximus
(Linnaeus, 1758)
Sinonimi

Bothus maximus (Linnaeus, 1758)
Pleuronectes cyclops Donovan, 1806
Pleuronectes maximus
Linnaeus, 1758
Pleuronectes turbot Lacepède, 1802
Psetta maxima
(Linnaeus, 1758)
Psetta maxima maxima
(Linnaeus, 1758)
Rhombus aculeatus Gottsche, 1835
Rhombus magnus Minding, 1832
Rhombus maximus (Linnaeus, 1758)
Rhombus stellosus Bennett, 1835
Scophthalmus maximus
(Linnaeus, 1758)
Scophthalmus ponticus Ninni, 1932
[2][3]

Particolare della testa

Il rombo chiodato[4][5] (Scophthalmus maximus (Linnaeus, 1758)), è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Scophthalmidae[3] comune nel mar Mediterraneo e molto apprezzato per le sue carni[6]. Un sinonimo molto usato fino a tempi recenti è Psetta maxima[3].

Distribuzione e habitat

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Questa specie è diffusa sulle coste dell'Oceano Atlantico tra l'Islanda e la Norvegia meridionali e il Sahara Occidentale, nel mar Mediterraneo, nel mar Baltico eccetto il golfo di Botnia, nel mar Nero e nel mar d'Azov[1].

Vive su fondi sabbiosi o ghiaiosi, più di rado rocciosi o ciottolosi e raramente fangosi[7]. Si incontra tra 20 e 70 m di profondità. Penetra in acqua salmastra[2]. I giovani vivono in acque basse[7].

Come tutti i pesci piatti ha corpo molto appiattito ed è privo di pigmenti colorati sul lato cieco (in S. maximus il destro) mentre gli occhi sono entrambi sul lato oculare (il sinistro). La forma del corpo è all'incirca romboidale. La bocca è molto ampia e profonda, è armata di piccoli denti a forma di cuore appuntiti[6], la mandibola sporge leggermente. La linea laterale ha una forte curvatura nella parte anteriore[8]. Gli occhi sono piccoli e abbastanza lontani fra loro[7]. La pinna dorsale è molto lunga, inizia più avanti degli occhi e termina sul peduncolo caudale[6]; è composta di 57-72 raggi[8]. La pinna anale è opposta alla dorsale ma leggermente più breve[6], conta 43-56 raggi. La pinna caudale ha margine arrotondato[8]. La pelle è priva di scaglie[7] ma è cosparsa di tubercoli cutanei ossei di dimensione variabile e disposti irregolarmente, mancano quasi sempre sul lato cieco e non sono presenti negli individui inferiori a 7 cm[8].

La colorazione è mimetica. a fondo marrone o grigiastro, di solito cosparsa di macchiette scure su corpo e pinne, queste macchie sono più grandi e contrastate nei giovani[8].

Eccezionalmente la taglia può giungere a un metro per 25 kg di peso, la taglia media è di 50 cm per i maschi e di 70 cm nelle femmine[2].

La longevità massima nota è di 25 anni[2].

Comportamento

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È una specie piuttosto sedentaria e la maggior parte degli individui non si sposta oltre 30 km dal luogo di nascita. Vengono comunque effettuate brevi migrazioni, soprattutto verticali. I giovanili si accrescono in acque poco profonde e si spostano più al largo con la crescita. Inoltre gli adulti si spostano verso acque basse durante la riproduzione e nella stagione calda svernando in acque profonde[1].

Alimentazione

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È un predatore, la dieta è basata su altri pesci, tra i quali ghiozzi[2], ammoditidi e fasi giovanili di merluzzo e platessa[9]. Secondariamente si nutre di invertebrati bentonici come molluschi bivalvi[2], crostacei e vermi marini[9].

Avviene alla fine dell'inverno ed in primavera. Le uova sono pelagiche e vengono deposte in numero enorme, fino a 15 milioni; il loro diametro varia tra 0,9 e 1,2 mm e sono dotate di una gocciolina oleosa per favorire il galleggiamento. La schiusa avviene dopo circa una settimana e la larva misura 2,5-3 mm. Anche la larva è pelagica, fino a una lunghezza di circa 4 cm, la migrazione dell'occhio avviene a circa 23 mm[8]. La maturità sessuale viene raggiunta a circa 5 anni nei mari nordici mentre nel Mediterraneo può venir raggiunta a solo due anni di vita[1]. Sembra che i maschi siano molto più numerosi delle femmine e sono in genere anche assai più piccoli[8].

Tra i predatori noti alla scienza vi sono la foca grigia e il merluzzo[10].

Si cattura soprattutto con reti a strascico ma abbocca facilmente anche alle lenze innescate con esche animali, soprattutto sardine. Le carni sono pregiatissime e molto ricercate[6]. Viene pescato attivamente e l'area in cui la pesca è più sviluppata è il mare del Nord[8]. Viene anche allevato in piscicoltura[2].

Conservazione

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Il rombo chiodato è una specie molto pescata soprattutto nei mari nordici dove, pur rimanendo comune, le sue popolazioni sono declinate a causa della sovrapesca. Sebbene la riduzione degli stock non sia forte sono state implementate misure di protezione come limitazioni alla pesca e reintroduzione di giovanili allevati in cattività. La IUCN classifica S. maximus "a rischio minimo" con la raccomandazione di monitorare l'andamento delle popolazioni[1].

  1. 1 2 3 4 5 IUCN
  2. 1 2 3 4 5 6 7 FishBase
  3. 1 2 3 WoRMS
  4. ↑ Decreto Ministeriale n° 175216 del 16 aprile 2025 - Modalità di attribuzione delle denominazioni in lingua italiana delle specie ittiche di interesse commerciale, su masaf.gov.it. URL consultato il 5 aprile 2026.
  5. ↑ (G.U. della Repubblica Italiana 2ª Serie speciale - n. 25 del 30-03-2026 (Regolamento (UE) 2026/249 del 26 gennaio 2026))
  6. 1 2 3 4 5 Costa, 1991, pp. 269-270
  7. 1 2 3 4 Louisy, 2006, p. 343
  8. 1 2 3 4 5 6 7 8 Tortonese, 1975, pp. 487-489
  9. 1 2 Food items reported for Scophthalmus maximus - FishBase
  10. ↑ Organisms Preying on Scophthalmus maximus - FishBase
  • Francesco Costa, Atlante dei pesci dei mari italiani, Milano, Mursia, 1991, ISBN 8842510033.
  • Patrick Louisy, Guida all'identificazione dei pesci marini d'Europa e del Mediterraneo, a cura di Trainito, Egidio, Milano, Il Castello, 2006, ISBN 888039472X.
  • Tortonese E., Osteichthyes: pesci ossei, collana Fauna d'Italia, vol. 1, Bologna, Calderini, 1975, ISBN 9788870190977.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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