Ouverture 1812
| Ouverture 1812 | |
|---|---|
| Compositore | Pëtr Il'ič Čajkovskij |
| Tonalità | Mi bemolle maggiore |
| Tipo di composizione | Ouverture |
| Numero d'opera | Op. 49 |
| Epoca di composizione | autunno 1880 |
| Prima esecuzione | Mosca, 20 agosto 1882 |
| Pubblicazione | Jurgenson, Mosca, 1882 |
| Durata media | 15 minuti |
| Organico | vedi sez. |
| Ascolto | |
L'Ouverture 1812 è una composizione per orchestra di Pëtr Il'ič Čajkovskij, elaborata nel 1880 ed eseguita per la prima volta nel 1882. Il poema, di stampo fortemente patriottico, commemora la sconfitta di Napoleone Bonaparte durante la disastrosa campagna di Russia del 1812, evento che segnò la svolta delle guerre napoleoniche. L'opera, creata per festeggiare il settantesimo anniversario della vittoria russa, era tuttavia considerata negativamente dallo stesso Čajkovskij, che la riteneva troppo insincera.
Nella composizione, di grande sfoggio sonoro, l'autore utilizza gli strumenti dell'orchestra con maestria portandoli quasi al limite delle loro capacità acustiche. È una delle ouverture più conosciute a livello mondiale, nota per l'impiego del cannone come vero e proprio strumento musicale. Tale utilizzo, tuttavia, è di difficile realizzazione e viene quindi concretizzato solo in alcune occasioni, specialmente durante concerti all'aperto. Più spesso, per semplicità, vengono preferiti altri strumenti, specialmente grancasse.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Composizione e prima esecuzione
[modifica | modifica wikitesto]Nel XIX secolo il nazionalismo divenne un fenomeno sempre più diffuso nell'Impero russo e, dopo la pubblicazione del romanzo Guerra e pace di Lev Tolstoj nel 1869, vi fu un'ondata di creazione di monumenti e opere d'arte patriottiche, che s'intensificò dopo la vittoria militare nella guerra russo-turca del 1878.[1] A Mosca in particolare era prevista per il 1881 l'importante Esposizione delle Arti e dell'Industria, celebrazione dell'artigianato e del commercio russo,[2] così come l'inaugurazione della cattedrale di Cristo Salvatore, commissionata dallo zar Alessandro I nel 1812 per celebrare la sua vittoria su Napoleone Bonaparte e il fallimento della campagna di Russia.[3][4][5] Nel giugno 1880 l'editore Pëtr Jurgenson, con una lettera, comunicò a Čajkovskij — considerato uno dei compositori più affermati nella Russia del periodo — la richiesta di Nikolaj Rubinštejn, direttore della sezione musicale dell'esposizione, di una composizione celebrativa per l'inaugurazione, sondando in tal modo il suo interessamento nel comporre un brano musicale su commissione.[2][3][6]

Inizialmente il musicista non era convinto dell'offerta. Non amava lavorare su incarico prestabilito e, soprattutto, non trovava in un evento come l'Esposizione alcuno stimolo che lo interessasse a comporre un'opera.[3] Scrisse infatti alla sua storica mecenate Nadežda Filaretovna von Meck in una lettera del 28 settembre 1880: «Niente mi è più sgradevole della realizzazione di musica per tali occasioni, [...] ma non ho il coraggio di rifiutare».[7] Era infatti preoccupato dall'imminente debutto della sua opera lirica La Pulzella d'Orléans che aveva avuto problemi con la censura per motivi religiosi, rallentando e rendendo difficile la messa in scena.[8] Quando l'opera esordì in teatro nel successivo febbraio 1881 non riscosse in effetti un grande successo, nonostante la fama del suo autore.[2] Per necessità economiche Čajkovskij fu quindi costretto ad accettare la commissione,[2] rifiutando invece altre proposte di composizione che gli erano giunte, come quella per celebrare l'imminente venticinquesimo anniversario dell'incoronazione dello zar Alessandro II (figura che non apprezzava affatto).[1] Poiché il compositore affermò irritato che non avrebbe scritto una sola nota senza avere un'ordinazione specifica per un compenso di 100 rubli,[6] non fu possibile trovare un accordo coi committenti fino all'ottobre 1880;[2] prendendo infine spunto dal prossimo completamento della cattedrale di Cristo Salvatore, l'artista e gli organizzatori concordarono come tematica la celebrazione per la vittoria russa su Napoleone, della quale nel 1882 sarebbe ricorso il settantesimo anniversario.[3] Čajkovskij compose quindi l'ouverture in una sola settimana nello stesso mese di ottobre:[4] iniziò la stesura il 12 terminandola il 19, e completò l'orchestrazione il 19 novembre; il lavoro fu poi rivisto parzialmente tra il dicembre 1880 e il gennaio 1881.[3][9]

Nonostante la rapidità di composizione e il risultato finale di pregio, Čajkovskij non era affatto soddisfatto della sua nuova opera.[3][4] Parlò dei suoi dubbi nella lettera del 10 ottobre alla sua confidente Nadežda von Meck, affermando che «l'Ouverture sarà molto forte e rumorosa, ma l'ho scritta senza il calore dell'entusiasmo e quindi non avrà un grande valore artistico», dando quindi un giudizio estremamente lapidario e negativo sul proprio lavoro.[N 1][3][4] In contemporanea aveva composto la Serenata per archi,[4] opera che invece dimostrò di apprezzare molto ritenendola scritta con un intenso impulso interiore e quindi assai più genuina dell'Ouverture.[10]
L'opera avrebbe dovuto essere eseguita all'inaugurazione dell'Esposizione nello stesso 1881. Era pensata per essere realizzata all'aperto e in modo grandioso, nella piazza antistante la cattedrale.[4] L'assassinio dello zar Alessandro II in un attentato dinamitardo il successivo 13 marzo sconvolse tuttavia il Paese, e tutti i principali eventi mondani furono rinviati.[10] Il compositore avrebbe comunque voluto far debuttare la sua nuova opera durante una cerimonia apposita, sempre nel 1881, ma gli organizzatori dell'Esposizione si opposero, ritenendo che non sarebbe stato appropriato.[10] L'Ouverture poté quindi essere eseguita solo l'anno successivo, venendo realizzata per la prima volta il 20 agosto 1882 in un tendone allestito accanto alla cattedrale di Cristo Salvatore, non ancora terminata e i cui lavori sarebbero durati fino all'anno seguente; sul podio vi fu il direttore Ippolit Al'tani.[1][11]
Fama successiva
[modifica | modifica wikitesto]Paradossalmente, a scapito delle ambigue emozioni di Čajkovskij nei confronti dell'opera, l'Ouverture 1812 divenne presto uno dei suoi brani più apprezzati e maggiormente eseguiti.[12] La critica musicale ne diede una valutazione mista: se da una parte vi furono pareri negativi, come quello del compositore e critico Semën Kruglikov che ebbe a dire «mi era sembrato del chiasso notturno, [...] ma purtroppo ho cupamente constatato che era Čajkovskij», dall'altra non mancarono giudizi positivi, come quello anonimo che comparve nel settimanale Golos di San Pietroburgo che lodava la rappresentazione paragonando il compositore a Richard Wagner.[13]

Il successo di pubblico fu invece fin dal debutto enorme e indiscutibile.[14] Dato il suo tono trionfale, l'Ouverture divenne rapidamente una composizione popolare per le grandi occasioni, soprattutto feste, cerimonie e parate militari.[12] Fu, per esempio, rappresentata a Mosca durante la parata per il bicentenario della sconfitta di Napoleone celebrato nel 2012,[12] mentre non è raro che venga suonata negli Stati Uniti in occasione delle celebrazioni per l'indipendenza che si tengono ogni 4 luglio.[N 2][15] L'Ouverture è stata inoltre inclusa in numerose opere artistiche successive, come ad esempio il film di culto V per Vendetta (2005, regia di James McTeigue), dove il protagonista, il terrorista V, ne utilizza il finale come sottofondo per i suoi attacchi dinamitardi contro una fittizia dittatura inglese (in una versione appositamente registrata dalla London Symphony Orchestra).[16][17] Famosa è anche la trasmissione da un'autoradio nella scena iniziale del film La La Land (2016, regia di Damien Chazelle) di alcune battute dell'Ouverture diretta da Kálmán Berkes.[18] Si è così confermato il carattere commerciale dell'opera, aborrito dall'autore, ma che evidentemente è stata la principale causa della sua duratura popolarità.[19]
Organico
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L'orchestra voluta dal compositore, concepita fin da subito come molto grande e variegata,[4] è composta da: ottavino, due flauti, due oboi, corno inglese, due clarinetti in Si♭, due fagotti; quattro corni in Fa, due cornette in Si♭, due trombe in Mi♭, tre tromboni, basso tuba; tre timpani (Sol, Si♭, Mi♭), triangolo, tamburello, tamburo, piatti, grancassa, campane, cannone; archi.
Sono previsti anche un coro maschile o misto (ad lib.) e una banda militare (ad lib.). Sulla partitura, l'autore, con una nota, prevedeva l'impiego di "strumenti utilizzati in teatro per simulare il fuoco dei cannoni" e fu sua precisa richiesta a Jurgenson di avere campane "molto grandi".[20]
La maggiore peculiarità dell'Ouverture è certamente l'impiego del cannone, anche se ciò non rappresentava una totale novità nel panorama musicale. Vi sono infatti diversi antecedenti nell'utilizzo di dispositivi bellici in una composizione: Leopold Mozart scrisse nel 1756 la Jagdsinfonie (Sinfonia di caccia) dove erano previsti in partitura colpi di veri fucili da caccia; la stessa cosa fece Johann Strauss figlio nella polka Auf der Jagd! (A caccia!) del 1875 dove si possono ascoltare colpi di fucile. L'antecedente più illustre è però la La vittoria di Wellington scritta da Ludwig van Beethoven nel 1813, nella cui partitura il musicista inserì moschetti e macchine per simulare colpi di cannone.[21]
Struttura e analisi
[modifica | modifica wikitesto]Stile
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Alcuni critici hanno riscontrato nel tardo Čajkovskij influenze della musica di Hector Berlioz e Johannes Brahms (quest'ultimo conosciuto personalmente), soprattutto nell'impostazione assai narrativa delle opere musicali.[22] Nonostante il compositore avesse privatamente commentato di non gradire un'eccessiva impostazione descrittiva interna alle proprie opere, le sue sinfonie (la 4 scritta due anni prima, e quindi le successive 5 e 6)[N 3] presentavano invece proprio questa caratteristica, e l'Ouverture 1812 ancora maggiormente, perché faceva diretto riferimento a fatti storici assai noti al grande pubblico, senza la conoscenza dei quali sarebbe stato impossibile comprenderla.[22] Infatti la composizione, che è un'Ouverture da concerto, rientra a tutti gli effetti nell'ambito della musica a programma.
A livello di impostazione, l'Ouverture 1812 viene spesso paragonata a La vittoria di Wellington, composizione di Beethoven scritta nel 1813 per celebrare la vittoria del duca di Wellington sull'esercito napoleonico nella battaglia di Vitoria, evento che contribuì a far collassare il fronte spagnolo delle guerre napoleoniche e quindi a rompere l'egemonia del primo impero francese sul continente europeo.[23] Come Beethoven aveva introdotto nella composizione variazioni su inni patriottici preesistenti come Rule Britannia e God Save the King, alternandole a sprazzi trionfalistici per la sconfitta del Corso, così Čajkovskij utilizzò ampiamente nella partitura gli inni nazionali della Francia e della Russia.[23] Čajkovskij tuttavia non si limitò ad imitare esempi precedenti, alternando nell'Ouverture brani semplici e popolari ad altri decisamente più strutturati: già all'epoca si distingueva dagli altri compositori russi per una notevole liricità e soavità che esulavano dalla prevalente grandiosità caratteristica della consueta musica orchestrale russa,[24] pervasa dalla potenza e persino da una certa crudezza.[25] Questa distinzione contribuì a renderlo molto noto e apprezzato anche al di fuori della Russia, secondo il gusto musicale europeo dell'epoca.[26]
Analisi musicale
[modifica | modifica wikitesto]Come a testimoniare lo scarso entusiasmo di Čajkovskij nel comporla, l'opera riutilizza ampiamente altri brani, inserendo motivi e realizzando variazioni, e presenta relativamente poco materiale originale. Data la tematica della composizione, sono essenziali gli inni nazionali francesi e russi, all'epoca La Marsigliese e Dio salvi lo zar,[N 4] la cui continua alternanza e diversificazione nell'esecuzione nel corso del brano rappresentano la prevalenza nella guerra ora dei francesi, ora dei russi.[27] Altri elementi musicali degni di nota che compaiono nell'opera sono l'inno religioso Salvaci, o Signore[24] e un'autocitazione dello stesso Čajkovskij che riprende un duetto contenuto nella sua opera lirica Il Voevoda del 1868.[27]

L'Ouverture, d'impostazione molto narrativa, si apre proprio con l'inno Salvaci, o Signore che rimanda alla dichiarazione di guerra contro la Francia annunciata al popolo russo che si rifugia quindi in preghiera.[23] L'avvio della composizione, in Mi bemolle maggiore, è un Largo proposto dalle viole, dai violoncelli e dai contrabbassi; il tema è corale e presenta una tipica struttura armonica modale. Čajkovskij inizialmente aveva previsto per questo passaggio una parte affidata al coro che doveva interpretare per trenta battute le parole Dio proteggi il tuo popolo.[N 5][23] I fiati si alternano quindi agli archi nell'esecuzione dell'inno per lasciare poi all'oboe l'espressione di un'intensa melodia, indicata in partitura con piangendo e molto espressivo, tratta dalla canzone tradizionale U vorot (Alla porta) trascritta per pianoforte dal musicista nel 1869 e facente parte di un gruppo di sei canzoni russe.[20] Con un crescendo dell'intera orchestra, la stessa melodia viene riproposta dai fiati, giungendo teatralmente alla descrizione della battaglia, con l'intervento squillante dei corni e del rullo del tamburo militare.[28][29]

I violini, con un salto ascendente di un'ottava, danno avvio alla seconda parte indicata agogicamente con Allegro giusto; una rapida scala discendente porta quindi tutta l'orchestra, con il susseguirsi dell'intervento di altri strumenti, a una costruzione fugata via via più concitata esponendo il tema della Marsigliese[28] (non del tutto aderente all'inno reale, ma leggermente variato per farlo uniformare al ritmo dell'Ouverture).[30] Il brano prosegue con un canto solenne in onore del successo del conflitto.[4][27] Un tema di rimembranza popolare, già utilizzato dal compositore nella sua opera Il Voevoda, che rappresenta la marcia delle armate russe, viene esposto da violini e viole su accordi dei legni ed è segno che non tutto è perduto e che i russi non si sono arresi.[27]. La seguente alternanza di diversi momenti connota, in modo concitato, la descrizione della battaglia. Irrompe poi l'inno francese in rappresentanza delle prime vittorie di Napoleone sull'esercito russo,[4][29] successi che lo costrinsero a ritirarsi sempre più in profondità nel Paese, soprattutto a seguito della sanguinosa battaglia di Borodino con cui l'invasore conquistò la stessa Mosca.[27][31] All'inno francese si intervallano momenti più calmi; la progressione discendente con cui viene riproposta la Marsigliese apre a un'intensa contrapposizione con la ripresa dell'inno religioso introduttivo. I due temi, quello russo e quello francese, continuamente riproposti, costituiscono il fondamentale leitmotiv di tutta la composizione.[32]

Napoleone, incapace di sconfiggere definitivamente i nemici e colto impreparato dal brutale inverno russo, fu infine costretto ad abbandonare Mosca e a sostenere una disastrosa ritirata che gli sarebbe costata la maggior parte dell'esercito e, di conseguenza, la sconfitta finale nella guerra. Le sempre maggiori difficoltà dei francesi sono evidenziate musicalmente dal diminuendo della Marsigliese, che si fa sempre più debole e incerta, culminando in cinque colpi di cannone che segnano la definitiva cacciata dei francesi dalla Russia (battaglia della Beresina) e la vittoriosa avanzata russa verso il cuore dell'impero nemico.[4][27] Con un'indicazione di Allegro vivace si apre l'ultimo tratto dell'opera, il più famoso, che rappresenta il tripudio dei festeggiamenti per la vittoria russa: con il tema della fanfara unito all'annuncio delle campane che suonano a festa, viene ripreso l'inno ortodosso iniziale e intonato in fortissimo l'inno Dio salvi lo zar,[28] seguito poi dall'ultimo brano trionfale corredato da frequenti colpi di cannone, che contribuiscono a chiudere l'Ouverture in maniera solenne e spettacolare, con il pieno orchestrale e con tanto di rullo di tamburi.[4][27][31]
All'epoca della Russia sovietica gli inneggiamenti espliciti al potere zarista non erano accettabili per le autorità comuniste.[15] L'esecuzione dell'Ouverture così com'era fu proibita e allo stesso modo furono bloccate le incisioni discografiche. L'opera fu modificata e la parte relativa all'Inno riscritta con l'aiuto del compositore sovietico Vissarion Shebalin; per motivi strettamente politici, l'inno imperiale russo venne sostituito dal coro Gloria dell'opera Ivan Susanin di Mikhail Glinka. L'ironia di questa "modifica" probabilmente non sfuggì a Shebalin, musicista colto, poiché il titolo originale dell'opera di Glinka era Una vita per lo Zar e il brano scelto era Gloria al nostro Zar.[33]
Discografia (parziale)
[modifica | modifica wikitesto]Le registrazioni dell'Ouverture 1812 sono numerosissime. Sono disponibili almeno trenta diverse edizioni, tutte con i cannoni.[34] Le cannonate, previste dal compositore, sono solitamente eseguite con una grancassa da orchestra. I colpi di una vera arma da fuoco sono usati in diversi casi e appaiono per la prima volta in registrazioni degli anni cinquanta eseguite dall'Orchestra Sinfonica di Minneapolis diretta da Antal Doráti. Registrazioni simili sono state effettuate da altri gruppi, spesso utilizzando nuove tecnologie audio.
L'attuazione esatta dei colpi richiede esecutori militari ben addestrati e l'impiego di cannoni moderni o, meglio, ad avancarica, poiché le ricariche necessarie per eseguire sedici colpi in due minuti non possono garantire la sicurezza e la precisione richieste.[35]
- Leopold Stokowsky, Orchestra di Filadelfia, La voce del padrone, DB 1663/4, 1932.
- Antal Doráti, Orchestra Sinfonica di Minneapolis, Mercury Records MGL 120254, 1954. (utilizzato un cannone francese in bronzo del 1775 – courtesy of U.S. Military Academy at West Point – registrato un solo colpo e riprodotto sedici volte come da partitura).[36][37]
- Adrian Boult, Orchestra Filarmonica di Londra, Decca Records, ACL 10, 1958.[38]
- Kenneth Alwyn, London Symphony Orchestra and the Band of the Grenadier Guards, Decca SXL 2001, 1958.[39]
- Herbert von Karajan, Berliner Philharmoniker, Coro dei Cosacchi del Don – Sergej Žarov, Deutsche Grammophon, 1960.[40]
- Massimo Freccia, London Symphony Orchestra, RCA GL 32547, 1978.
- Erich Kunzel, Orchestra Sinfonica di Cincinnati, Telarc, 1979 (utilizzati tre diversi cannoni del XIX secolo ad avancarica, con differenti tipi di cariche, appartenenti al gruppo di rievocazione storica Fifth Virginia Regiment).[41][42]
- Charles Dutoit, Orchestre symphonique de Montréal, Decca, 1986 (utilizzati cannoni della base delle Forces armées canadiennes di Valcartier).[43]
- Claudio Abbado, Chicago Symphony Orchestra, Sony Music Entertainment, EAN:0886978367228, 1990.[44]
- Neeme Järvi, Orchestra Sinfonica di Göteborg, Deutsche Grammophon, 1990 (l'esecuzione si avvale delle campane della città di Göteborg e di cannoni svedesi del 1863 ad avancarica, calibro 67 mm, della Divisione Artiglieria di Göteborg).
- Yury Temirkhanov, Orchestra filarmonica di Leningrado, RCA, 1991 (utilizzati sedici cannoni ad avancarica, collocati fuori dalla sala da concerto, sincronizzati con l'orchestra).[45]
- Valery Gergiev, Kirov Orchestra e Coro, Philips, 1994.
- Valery Khalilov, Coro dell'Armata Rossa, Banda militare centrale del Ministero della difesa russo, 2011.[46]
- Antonio Pappano, Orchestra reale del Concertgebouw, concerto annuale sul Prinsengracht, AVROTROS, 2013 (utilizzati moschetti e pistole al posto dei cannoni).[47]
- Eitan Globerson, Accademia di Gerusalemme di Musica e Danza, 2016.[48]
Note
[modifica | modifica wikitesto]Annotazioni
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Il compositore era notoriamente molto severo nei propri confronti, e il giudizio ingeneroso sull'Ouverture è stato nel tempo smentito dai critici musicali e dalla vastissima popolarità riscossa dall'opera. Cfr. Brown 2012 e Venditti 2011.
- ↑ I colpi di cannone sono usati annualmente negli Stati Uniti il 4 luglio, nell'esecuzione dell'Ouverture 1812 da parte della Boston Pops Orchestra in occasione del loro concerto annuale sulle sponde del fiume Charles e presso l'Accademia delle forze di difesa australiane a Canberra.
- ↑ In una lettera del 17 febbraio 1878 alla baronessa von Meck il compositore descrive la sua idea di interpretazione programmatica riguardo alla sinfonia n. 4, utile per comprendere il suo pensiero: «Mi chiedete se la musica abbia un programma definito. In generale, se mi rivolgono questa domanda riguardo a una composizione sinfonica, rispondo di no. E, in verità, non è una domanda cui sia facile rispondere. Com'è mai possibile esprimere quelle sensazioni che proviamo allorché scriviamo un'opera strumentale che non ha in sé alcun soggetto definito? [...] La nostra Sinfonia ha un programma abbastanza definito perché si possa esprimere a parole» Cfr. Tchaikovsky 1970.
- ↑ La composizione riflette gli inni francese e russo del 1882 (anno di composizione), non del 1812. Dal 1799 al 1815, la Francia non aveva in effetti nessun inno nazionale ufficiale, mentre Napoleone personalmente prediligeva Le Chant du départ e La Marsigliese non fu ripristinata che nel 1870. Dio salvi lo zar fu adottato dalla Russia solo nel 1833. Si tratta probabilmente di un caso di licenza artistica, con cui l'autore ricorre a temi già noti al pubblico. Cfr. Belge 2013, p. 88.
- ↑ Nelle prime esecuzioni il coro venne effettivamente impiegato, ma successivamente venne tralasciato nelle esecuzioni concertistiche. A partire dalla metà del XX secolo alcuni direttori, tra cui Herbert von Karajan, hanno voluto reintrodurlo. Cfr. 1812 "Ouverture solennelle" in Mi bemolle maggiore, op. 49, su flaminioonline.it. URL consultato il 28 luglio 2026.
Fonti
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 Belge 2013, p. 85.
- 1 2 3 4 5 Belge 2013, p. 84.
- 1 2 3 4 5 6 7 Brown 2012, p. 216.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 Venditti 2011, cap. Una favola che continua, p. 2.
- ↑ Belge 2013, p. 86.
- 1 2 Casini 1993, p. 283.
- ↑ Tchaikovsky 1970, p. 390.
- ↑ Bellingardi 1990, p. 62.
- ↑ Venditti 2011, cap. Una favola che continua, p. 3.
- 1 2 3 Brown 2012, p. 218.
- ↑ Bellingardi 1990, p. 147
- 1 2 3 Belge 2013, p. 83.
- ↑ Belge 2013, pp. 89-90.
- ↑ Belge 2013, p. 89.
- 1 2 Belge 2013, p. 91.
- ↑ (EN) V for Vendetta (2006) soundtrack, su soundtrackinfo.com.
- ↑
London Symphony Orchestra, 1812 Overture - Finale (from "V For Vendetta"), su YouTube, Google LLC, 14 ottobre 2016. - ↑ La La Land. Colonne sonore, su imdb.com. URL consultato il 2 agosto 2026.
- ↑ Belge 2013, p. 90.
- 1 2 Casini 1993, p. 284.
- ↑ Guanti 1995, pp. 167-168.
- 1 2 Buchanan 2011, p. 154.
- 1 2 3 4 Belge 2013, p. 87.
- 1 2 Buchanan 2011, p. 155.
- ↑ Buchanan 2011, p. 156.
- ↑ Buchanan 2011, pp. 155-156.
- 1 2 3 4 5 6 7 Brown 2012, p. 217.
- 1 2 3 Bellingardi 1990, p. 148.
- 1 2 Belge 2013, p. 88.
- ↑ Bartel 2015, p. 301.
- 1 2 Belge 2013, p. 89.
- ↑ 1812 "Ouverture solennelle" in Mi bemolle maggiore, op. 49, su flaminioonline.it. URL consultato il 31 luglio 2026.
- ↑ Kostalevsky 2018, p. X.
- ↑ Nicastro 1990, p. 279.
- ↑ Mordden 1986, pp. 251-263.
- ↑ Wilma Cozart Fine, Classical Music Record Producer, Dies at 82, su nytimes.com. URL consultato il 3 agosto 2026.
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Berliner Philharmoniker, Tchaikovsky: 1812 Overture, Op. 49, su YouTube, Google LLC, 1° gennaio 1997. - ↑ L'Ouverture 1812 su etichetta Telarc, su avmagazine.it. URL consultato il 2 agosto 2026.
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Telarc, Erich Kunzel - 1812 Overture, Op. 49, TH 49 (Official Audio), su YouTube, Google LLC, 11 ottobre 2023. - ↑
Orchestre symphonique de Montréal, Tchaikovsky: 1812 Overture, Op. 49, TH 49, su YouTube, Google LLC, 18 dicembre 2024. - ↑
Chicago Symphony Orchestra, 1812 Overture, Op. 49, TH 49: Largo - Andante - Allegro giusto, su YouTube, Google LLC, 20 maggio 2014. - ↑
Orchestra filarmonica di Leningrado, 1812 Overture, Op. 49, TH 49, su YouTube, Google LLC, 2 ottobre 2012. - ↑
Coro dell'Armata Rossa, Tchaikovsky Overture "1812" (Pyotr Tchaikovsky) / Увертюра 1812 год (Пётр Чайковский), su YouTube, Google LLC, 25 settembre 2011. - ↑
AVROTROS, Tchaikovsky: Ouverture 1812 - Prinsengrachtconcert 2013, su YouTube, Google LLC, 28 agosto 2013. - ↑
Tchaikovsky - 1812 Overture, su YouTube, Google LLC, 9 settembre 2016.
Bibliografia
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- (DE) Boris Belge, Kanonendonner und Glockenklänge: Petr Čajkovskijs Festouvertüre 1812, in Osteuropa, vol. 63, n. 1, 2013, pp. 83-92, OCLC 9990422428.
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- David Brown, Čajkovskij, traduzione di Alessandra Burani e Luca Fontana, Milano, Il Saggiatore, 2012 [2006], ISBN 9788842814979, OCLC 878821214.
- (EN) Charles L. Buchanan, Tchaikovsky and the Orchestra, in Tchaikovsky, Psychology, and Nationality: A View from the Archives, 19th-Century Music, collana Russian Anthology, vol. 35, n. 2, 2011, pp. 154-156, DOI:10.1525/ncm.2011.35.2.144, OCLC 5887518882.
- Claudio Casini, Maria Delogu, Čajkovskij, Milano, Rusconi, 1993, ISBN 9788818210170, OCLC 30117978.
- Giovanni Guanti, Invito all'ascolto di Beethoven, Milano, Mursia, 1995, ISBN 9788842516477, OCLC 33875490.
- (EN) Marina Kostalevsky, The Tchaikovsky Papers: Unlocking the Family Archive, traduzione di Stephen Pearl, New Haven, Yale University Press, 2018, ISBN 9780300191363, OCLC 1031028457.
- (EN) Ethan Mordden, A Guide to Orchestral Music. The Handbook for Non-Musicians, New York, Oxford University Press, 1986 [1980], ISBN 9780195040418, OCLC 13805403.
- Aldo Nicastro, Pëtr Il'ič Čajkovskij, Pordenone, Edizione Studio Tesi, 1990, ISBN 978-8876922473, OCLC 24085761.
- (EN) Modest Tchaikovsky, The Life And Letters of Peter Ilich Tchaikovsky, New York, Haskell House Publishers Ltd, 1970 [1906], OCLC 477411735.
- Rodolfo Venditti, Una favola che continua, in Piccola guida alla grande musica: Petr Ilic Ciaikowksij, Casale Monferrato, Edizioni Sonda, 2011 [1995], ISBN 9788871064895.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sull'Ouverture 1812
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Spartiti o libretti di Ouverture 1812, su International Music Score Library Project, Project Petrucci LLC.
- (EN) Ouverture 1812, su AllMusic, All Media Network.
- (EN) Ouverture 1812, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
- Ouverture 1812, op. 49 (1880) - Orchestra di Cleveland, dir. Artur Rodziński (reg. 14 aprile 1941).
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 178230196 · LCCN (EN) n82010302 · GND (DE) 300034148 · BNF (FR) cb13910193f (data) · J9U (EN, HE) 987007504330305171 |
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