Narges Mohammadi

Premio Nobel per la pace 2023Narges Mohammadi (in persiano نرگس محمدی; Zanjan, 21 aprile 1972) è un'attivista iraniana, vice-presidente del Centro dei Difensori dei Diritti Umani, arrestata più volte e imprigionata dalle autorità iraniane dal maggio 2016[1][2][3] e condannata a Teheran in totale a più di 30 anni di reclusione[1] e 154 frustate per aver fondato e gestito "un movimento per i diritti umani che si batte per l'abolizione della pena di morte" e per l'opposizione alle leggi della Repubblica Islamica.[4][5] Rilasciata nel 2020, è stata rispedita in prigione nel 2021, dove da allora ha denunciato gli abusi e l'isolamento di donne detenute. Il tribunale ha stabilito che debba scontare un minimo di 13 anni di carcere. Il 6 ottobre 2023, mentre era in carcere, è stata insignita del Premio Nobel per la pace "per la sua battaglia contro l'oppressione delle donne in Iran e per promuovere diritti umani e libertà per tutti".[6]
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]È laureata in fisica e prima di dedicarsi all'attivismo politico era ingegnere. Mohammadi è stata una sostenitrice della disobbedienza civile femminista di massa contro l'hijab in Iran.
Sostenitrice della campagna contro la pena di morte, è stata arrestata tredici volte, ricevendo 5 condanne. La prima condanna, di un anno di carcere, è arrivata nel 1998, per aver criticato il governo. Nel 2009 ha ricevuto il Premio Internazionale Alexander Langer.[7] Nell'aprile 2010 è stata convocata presso la Corte rivoluzionaria islamica per la sua adesione al Centro dei Difensori dei Diritti Umani. È stata rilasciata con una cauzione di 50 000 dollari, e nuovamente arrestata qualche giorno dopo e detenuta nella prigione di Evin.[8][4]
Arrestata poi nel luglio 2011, il 31 luglio 2012 è uscita di prigione.[9] Di nuovo in carcere nel 2015,[10] con una condanna a 10 anni per "aver cospirato contro la repubblica islamica", e 2016,[11] il 16 novembre 2021[12] è stata arrestata mentre partecipava a una cerimonia commemorativa nella città di Karaj, in ricordo di Ebrahim Ketabdar, ucciso dalle forze dell'ordine durante le proteste di novembre 2019.[5] Nel 2016 era stata condannata a ulteriori 16 anni.[4] Ha condotto scioperi della fame fino ad essere ricoverata, e nel 2020 ha rischiato di morire per COVID-19. Precedentemente, nel 2018, ha subìto un'isterectomia (eseguita in ritardo a causa dell'opposizione delle autorità carcerarie) ma poco tempo dopo è stata nuovamente incarcerata sviluppando un'infezione post-operatoria.[13] Nel dicembre 2019 ha intrapreso uno sciopero della fame per protestare contro gli omicidi dei manifestanti, e per quindi è stata picchiata e ferita con un vetro dal direttore del carcere di Evin e dalle guardie,[14] e poi è stata trasferita nel carcere di Zanjan.[1]
Il 15 gennaio 2022 è stata condannata a otto anni e due mesi di reclusione, due anni di esilio e 74 frustate. A Narges, secondo Amnesty International, sono state negate in prigione le cure mediche per le sue patologie croniche, nonostante soffra di una malattia polmonare, cardiaca e di una forma di epilessia, e diversi altri problemi di salute.[5][15][16][17]

L'Unione europea ha condannato la persecuzione contro Mohammadi, dichiarando: "[…] l'UE invita l'Iran a rispettare gli obblighi derivanti dal diritto internazionale e a rilasciare urgentemente la signora Mohammadi, tenendo conto anche del deterioramento delle sue condizioni di salute".[18]
In una lettera alla BBC[19] ha descritto nel dicembre 2022 il clima all'interno del carcere di Evin dove è reclusa specialmente dopo le proteste per la morte di Mahsa Amini come caratterizzato da frequenti violenze sessuali: "Un'attivista è stata legata mani e piedi a un gancio sul tettino del veicolo che l'ha portata in carcere ed è poi stata violentata dagli agenti di sicurezza" (rielaborazione di Fanpage.it).[20] Ha denunciato in un libro anche l'uso dell'isolamento carcerario prolungato come "tortura bianca". Ha criticato anche il programma di hijab e castità, contenuto in una legge approvata nel settembre 2023.
Nell'ottobre 2023, mentre era in carcere, è stata insignita del Premio Nobel per la Pace 2023 "per la sua lotta contro l'oppressione delle donne in Iran e per la sua lotta per promuovere i diritti umani e la libertà per tutti". Il Ministero degli Affari Esteri dell'Iran condannò la decisione. In seguito alle pressioni internazionali le sue condizioni di detenzione sono apparse lievemente migliorate, ma nell'agosto 2024 i legali hanno denunciato una nuova aggressione fisica delle guardie.[21]
Ha continuato a soffrire di numerosi problemi di salute che ne hanno messo in pericolo la vita, tanto che è stata sottoposta il 19 novembre 2024 a un complesso intervento chirurgico alla gamba destra.[22][23] In particolare, la sua salute era nuovamente peggiorata ed il 19 novembre 2024 Mohammadi è stata sottoposta a un complesso intervento chirurgico in ospedale che ha visto la rimozione di parte di un osso della gamba destra e il posizionamento di un impianto osseo per timori di cancro, rivelatosi un tumore benigno, ed è stata immediatamente riportata in prigione. Ai primi di dicembre 2024 Mohammadi è stata rilasciata per tre settimane per motivi medici dovuti all'operazione[22][23], periodo di sospensione della pena concesso dalla procura di Teheran poi prolungato nel mese di gennaio.[24] A Mohammadi è stata concessa poi temporaneamente la detenzione domiciliare.
Nel giugno 2025 ha lanciato un appello contro il programma nucleare iraniano e contro i bombardamenti israeliani.[25] A dicembre ha subito un nuovo arresto per aver partecipato ad una manifestazione, dopo essere stata aggredita da un gruppo di uomini appartenenti alle forze di sicurezza.[26][27] La sua opposizione all'azione israeliana e alla guerra d'Iran le ha causato critiche dall'opposizione di area monarchica e filo-occidentale per il poco appoggio, secondo loro, alle proteste in Iran dal 2025-2026, che hanno portato a una dura repressione, e per la sua presunta accondiscendenza al regime.[28]
Il 28 gennaio 2026, la Narges Mohammadi Human Rights Foundation, insieme a molti altri intellettuali iraniani, tra cui Amirsalar Davoudi, Hatam Ghaderi, Abolfazl Ghadyani, Mehdi Mahmoudian, Abdollah Momeni, Mohammad Najafi, Jafar Panahi, Mohammad Rasoulof, Nasrin Sotoudeh e Sedigheh Vasmaghi, ha pubblicato una dichiarazione su Instagram: vi si affermava che i massacri iraniani del 2026 sono stati un crimine contro l'umanità, accusando la guida suprema dell'Iran Ali Khamenei di esserne il principale responsabile.[29]
Nel febbraio 2026 un tribunale iraniano l'ha condannata ad altri 7 anni di carcere[30] con l'accusa di "attacchi all’unità nazionale, presa di posizione contro la Costituzione, coordinamento con la propaganda nemica, promozione della resa, deviazione di gruppi politici e creazione di meccanismi sovversivi segreti". La condanna prevede anche il divieto di lasciare il paese per due anni e un periodo di esilio di altrettanti anni nella città di Khusf, nel Khorasan Meridionale.[31]
Dopo la nuova condanna è stata trasferita al carcere della città di Zanjan, dove nell'aprile 2026 ha sofferto di un nuovo infarto: solo il 1° maggio 2026 è stata trasferita all'ospedale cittadino, che i familiari giudicano del tutto inadeguato ad affrontare i suoi gravi problemi cardio-circolatori.[32] La pena è stata nuovamente sospesa poco dopo.[33]
Vita privata
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1999 ha sposato il collega giornalista riformista Taghi Rahmani, che non molto tempo dopo è stato arrestato per la seconda volta.[8][7] Rahmani si è trasferito in Francia nel 2012 dopo aver scontato un totale di 14 anni di pena detentiva, ma Mohammadi è rimasta per continuare il suo lavoro sui diritti umani.[34] Mohammadi e Rahmani hanno due figli gemelli, Ali e Kian nati nel 2006.[34]
Era appassionata di escursionismo e quando era studentessa a Qazvin ha fondato un club che intendeva salire le principali cime del paese.[35][7]
Premi e riconoscimenti
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2009 ha ricevuto il Premio Alexander Langer della fondazione Alexander Langer Stiftung, finanziato dalla Cassa di Risparmio di Bolzano.[7]
Nel 2018 ha ricevuto il Premio Andrei Sakharov dell'American Physical Society per «le sue campagne per la pace, la giustizia, l'abolizione della pena di morte, i diritti umani e la libertà del popolo iraniano, nonostante le persecuzioni che l'hanno obbligata a sospendere la sua carriera scientifica e subire una lunga detenzione».[36]
Nel 2022 è stata inserita nella lista della BBC delle 100 donne più importanti.[19]
Nel 2023 è stata insignita del Premio Nobel per la Pace.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 NARGES MOHAMMADI: attivista iraniana, ha dedicato la vita alla battaglia per i diritti umani nel Paese, su it.gariwo.net. URL consultato il 12 maggio 2026 (archiviato il 29 marzo 2023).
- ↑ Laura Aprati, Iran: l'attivista Narges Mohammadi scrive dal carcere di Evin dove le donne vengono violentate, su Rai News.it, 24 dicembre 2022. URL consultato il 12 maggio 2026 (archiviato il 28 febbraio 2024).
- ↑ Carmen, Narges Mohammadi, su Unadonnalgiorno, 21 aprile 2026. URL consultato il 12 maggio 2026 (archiviato il 18 gennaio 2026).
- 1 2 3 (EN) Saeed Kamali Dehghan, UN condemns 16-year jail sentence for Iranian activist Narges Mohammadi, in The Guardian, 24 maggio 2016. URL consultato l'11 gennaio 2019 (archiviato dall'url originale il 18 settembre 2019).
- 1 2 3 IRAN: NUOVA CONDANNA PER NARGES MOHAMMADI, su Amnesty International Italia, dicembre 2024. URL consultato il 25 luglio 2025.
- ↑ (EN) Press release, su nobelprize.org. URL consultato il 6 ottobre 2023.
- 1 2 3 4 (EN) NARGES MOHAMMADI, FROM IRAN, RECEPIENT OF THE INTERNATIONAL ALEXANDER LANGER AWARD 2009, su Fondazione Alexander Langer, 18 giugno 2009. URL consultato il 25 luglio 2025.
- 1 2 (EN) Muhammad Sahimi, Nationalist, Religious, and Resolute: Narges Mohammadi, su pbs.org, PBS, 10 maggio 2012. URL consultato il 31 ottobre 2012 (archiviato dall'url originale il 29 giugno 2012).
- ↑ Iran: List of human rights defenders behind bars, su Worldwide Movement for Human Rights. URL consultato il 13 giugno 2017.
- ↑ 10 anni di carcere alla giornalista Narges Mohammadi, su nena-news.it.
- ↑ Torna in carcere l'attivista Narges Mohammadi, su nena-news.it.
- ↑ Iran, arrestata di nuovo l'attivista Narges Mohammadi, su avvenire.it.
- ↑ (EN) Prominent Iran rights defender suffering from dangerous infection in prison, in Radio Farda, 1º giugno 2019. URL consultato il 25 luglio 2025.
- ↑ (EN) An Iranian Women’s Rights Advocate’s Life Hanging in the Balance, su Alliance of Iranian Women, 2 gennaio 2020. URL consultato il 25 luglio 2025.
- ↑ IRAN - Narges Mohammadi condannata a otto anni di reclusione e 70 frustate, su nessunotocchicaino.it.
- ↑ (EN) She Lost Her Career, Family and Freedom. She’s Still Fighting to Change Iran., su The New York Times. URL consultato il 12 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 2 agosto 2023).
- ↑ (EN) Saeed Kamali Dehghan, Iranian activist Narges Mohammadi jailed for 11 years, su The Guardian, 28 settembre 2011. URL consultato il 12 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 3 ottobre 2015).
- ↑ (EN) Iran statement spokeperson sentencing Narges Mohammadi, su eeas.europa.eu.
- 1 2 Iran protests: Activist Narges Mohammadi details 'abuse' of detained women, su bbc.com.
- ↑ "Donne legate mani e piedi a un gancio poi stuprate". La denuncia deIl’attivista iraniana Mohammadi, su fanpage.it.
- ↑ Iranian Nobel Laureate Badly Beaten in Prison, Her Lawyer and Family Say, su nytimes.com.
- 1 2 Scarcerata in Iran Narges Mohammadi premio Nobel per la pace. Il legale: "Motivi medici", in Huffington Post, 4 dicembre 2024. URL consultato il 4 dicembre 2024.
- 1 2 (EN) Narges Mohammadi: Iran temporarily releases Nobel Peace Prize winner, in BBC. URL consultato il 4 dicembre 2024.
- ↑ La nobel Narges Mohammadi a Open: «Lotto per le donne ancora in carcere. Cecilia Sala? Ha evidenziato i pericoli dei giornalisti in Iran», su open.online.
- ↑ L'appello di Narges Mohammadi: "Non distruggete Teheran", su quotidiano.net.
- ↑ (EN) Iranian Nobel Prize Laureate Narges Mohammadi Arrested, su RadioFreeEurope/RadioLiberty, 13 dicembre 2025. URL consultato il 12 maggio 2026 (archiviato il 13 dicembre 2025).
- ↑ (EN) Detained Iranian Nobel Laureate Mohammadi Says She Was Beaten During Arrest, su RadioFreeEurope/RadioLiberty, 15 dicembre 2025. URL consultato il 12 maggio 2026 (archiviato il 19 gennaio 2026).
- ↑ https://x.com/YaarGhadimi/status/2108095639074599221
- ↑ Attivisti in Iran affermano che Khamenei è responsabile di "crimini contro l'umanità", su iranintl.com.
- ↑ La premio Nobel per la Pace Narges Mohammadi è stata condannata ad altri sette anni di carcere in Iran, su Il Post, 8 febbraio 2026. URL consultato il 9 febbraio 2026.
- ↑ Nobel per la pace Mohammadi: nuova condanna a 7 anni e mezzo di carcere in Iran, su Il Fatto Quotidiano, 8 febbraio 2026. URL consultato il 9 febbraio 2026.
- ↑ (EN) Ghoncheh Habibiazad and Henri Astier, Concern for jailed Iranian Nobel laureate as brother fears she is dying, su BBC, 3 maggio 2026. URL consultato il 12 maggio 2026 (archiviato il 5 maggio 2026).
- ↑ https://www.open.online/2026/09/29/iran-narges-mohammadi-intervista-nobel-pace/
- 1 2 (EN) Saeed Kamali Dehghan, Iranian human rights activist Narges Mohammadi arrested, in The Guardian, 26 aprile 2012. URL consultato il 31 ottobre 2012 (archiviato dall'url originale il 15 giugno 2012).
- ↑ (EN) Nationalist, Religious, and Resolute: Narges Mohammadi, su PBS, 10 maggio 2012. URL consultato il 25 luglio 2025.
- ↑ (EN) Andrei Sakharov Prize, su American Physical Society. URL consultato il 25 luglio 2025.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Narges Mohammadi
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Mohammadi, Narges, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- (EN) Narges Mohammadi, su nobelprize.org.
- (EN) Opere di Narges Mohammadi, su Open Library, Internet Archive.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 2217167025440253390003 · ISNI (EN) 0000 0000 4426 5327 · SBN VEAV553802 · LCCN (EN) no2003113371 · GND (DE) 1274106532 · BNF (FR) cb18147128m (data) · J9U (EN, HE) 987012469373205171 · NDL (EN, JA) 033510899 |
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