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Mateo Cerezo

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Firma di Mateo Cerezo sulla Maddalena penitente, 1666.

Mateo Cerezo Delgado (Burgos, 1637 – Madrid, 1666) è stato un pittore spagnolo del periodo barocco, noto per le sue opere a tema religioso e le sue nature morte.

Fu battezzato a Burgos il 19 aprile 1637 nella parrocchia di Santiago de la Capilla, adiacente alla cattedrale della città; era figlio di Mateo Cerezo Muñoz, modesto[1] pittore locale, e Isabel Delgado Alonso, figlia a sua volta del famoso doratore Pedro Delgado.[2] Si trasferì a Madrid all'età di 15 anni, dove entrò nella bottega di Juan Carreño de Miranda,[2] del quale divenne uno degli allievi più promettenti e con cui, probabilmente, collaborò a partire dal 1645 per alcune sue importanti commissioni. Artista di grande sensibilità, il suo stile rivela una profonda conoscenza di van Dyck e Tiziano, dai quali è visibilmente influenzato in alcune figure femminili.[1] La sua promettente carriera fu interrotta dalla morte prematura, avvenuta nel 1666 a 29 anni.[1]

Lo storico dell'arte Antonio Palomino, nella sua Le vite dei principali pittori e scultori spagnoli (1724), lodò l'eccellenza delle sue «piccole nature morte», giudicandole insuperabili, se non adirittura ineguagliabili.[1][3]

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