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La legge (film)

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La legge
Una scena del film
Titolo originaleLa loi
Paese di produzioneItalia, Francia
Anno1958
Durata126 min
Dati tecniciB/N
Generecommedia, drammatico
RegiaJules Dassin
SoggettoLa legge di Roger Vailland
SceneggiaturaJules Dassin, Diego Fabbri
ProduttoreJacques Bar, Maleno Malenotti
Casa di produzioneCité Film, Ge.Si Cinematografica, Groupe des Quatres
Distribuzione in italianoTitanus
FotografiaOtello Martelli
MontaggioRoger Dwyre, Danielle Grimberg
MusicheRoman Vlad
ScenografiaMario Chiari, Sergente Romano, Jacques D'Ovidio
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La legge (La loi) è un film del 1958 diretto da Jules Dassin, tratto dall'omonimo romanzo La legge di Roger Vailland.

Il primo giorno di riprese fu il 3 giugno 1958 a Rodi Garganico (FG).[1]

Dopo la fine della lavorazione del film Pierre Brasseur disse che Gina Lollobrigida era una ragazza copertina e una scocciatrice e lei replicò affermando che l'attore francese era spesso ubriaco e volgare nei suoi confronti.[2]

In un paesino della Corsica si intrecciano le storie di diversi personaggi. Don Cesare è una sorta di signorotto locale, appassionato di arte antica vive in una casa padronale con Giulia, sua serva ed ex amante, e le figlie di questa: Marta, Elvira e Marietta. Al suo servizio c'è anche Tonio, al quale egli ha fatto sposare Marta. Marietta, la figlia più piccola di Giulia, è apprezzata da Don Cesare per il suo carattere ribelle e indipendente. Lei ama Enrico, l'agronomo arrivato da poco dal continente, ma prima di sposarlo vorrebbe diventare ricca. Il commissario di polizia Attilio, sposato con due figlie, ha una relazione clandestina con Giuseppina, amica della moglie Anna. Donna Lucrezia, moglie infelice del giudice, ha iniziato da poco una relazione con il giovane Francesco Brigante, studente di legge. Matteo Brigante, padre di Francesco, crede di poter avere tutto e tutti imponendo la sua "legge" soprattutto su Tonio con l'aiuto di Brandolaccio, l'unica a non cedere è Marietta.

Alla festa patronale Enrico assiste alla crudele umiliazione di Tonio vittima del gioco della "legge" di Matteo Brigante e Brandolaccio, Marietta riesce a rubare un portafoglio pieno di soldi ad un turista svizzero e un suo amico sottrae proprio a Matteo il suo coltello mentre Donna Lucrezia si fa aiutare da Giuseppina per dare un messaggio al giovane Francesco. Il giorno seguente Marietta sorprende Enrico dichiarandosi innamorata ma vuole diventare sua moglie e non la sua amante, Francesco e Lucrezia si incontrano di nascosto e decidono di partire assieme.

Matteo tenta di sedurre Marietta ma la ragazza non cede e lo sfregia con il suo coltello nascondendo poi il portafoglio vuoto dello svizzero nella sua giacca. L'uomo torna in paese ma prima avvisa Brandolaccio che nessun paesano deve fare commenti sulla sua ferita. Sulla spiaggia l'uomo scopre un messaggio per il figlio portato da Giuseppina e la costringe a rivelare l'identità della donna e i loro piani, l'indomani prenderanno la corriera per Bastia per non tornare più al paese. Alla partenza della corriera Matteo intimidisce il figlio che alla fine decide di non partire più e Lucrezia si ritrova sola. Nel frattempo Enrico si confida con Marietta, si ritiene povero e non vuole affrontare la vita matrimoniale senza soldi e la ragazza felice gli fa vedere i soldi che ha preso allo svizzero ma il giovane le chiede di restituirli ma lei prima deve tornare da Don Cesare che ha avuto un malore.

Don Cesare sofferente informa la ragazza che le lascerà in eredità la casa e la convince a restituire i soldi rubati. Poco dopo si presentano il giudice, il commissario e Brigante in manette, l'uomo è stato arrestato con l'accusa di furto ma lui a sua volta ha accusato Marietta. Don Cesare restituisce i soldi dicendo che sono stati trovati da un suo contadino nella palude e fa in modo che Matteo venga umiliato nel gioco della legge gestito da Marietta e Tonio. Ha parole dure anche per il commissario mentre regala un vaso antico al giudice, l'unico che merita rispetto.

La sera Donna Lucrezia torna e trova Matteo ad attenderla, l'uomo la porta a casa sua con l'intento di sedurla ma la donna, che inizialmente sembra cedere, si lancia dal balcone. Quasi nello stesso momento anche Don Cesare muore. Il giorno dopo Francesco parte, e anche i vecchi amici voltano le spalle a Matteo Brigante che non potrà più fare "la legge" mentre Marietta prende possesso della casa dove andrà a vivere con Enrico che sposerà a breve.

Le riprese si sono svolte nel Gargano: per la gran parte a Carpino, mentre alcune scene sono state riprese a Rodi Garganico, Ischitella, Peschici e San Menaio.[3] La località "Baia di Manacore" esiste veramente a breve distanza da Peschici.[4] È uno dei primi film girati sul promontorio del Gargano. Se nel romanzo e nella versione francese la storia è ambientata nel Gargano, nella versione italiana l'ambientazione della storia viene spostata in Corsica.

Distribuzione

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Il film è stato distribuito in

Differenze con il romanzo

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Nomi dei personaggi

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Brandolaccio (accolito di Matteo Brigante) nel romanzo si chiama Pizzaccio. Marta (sorella di Marietta) nel romanzo si chiama Maria. Polo (capobanda dei delinquenti) nel romanzo si chiama Pippo. Nel film la madre di Marietta non viene mai chiamata per nome, nel romanzo si chiama Giulia.

Il film è ambientato in un paesino imprecisato della Corsica; il romanzo è ambientato a Porto Manacore, un immaginario paesino del Gargano, tra il Mare Adriatico e il Lago di Varano. Altri posti più volte citati nel romanzo sono Manacore e Calalunga. I reperti collezionati da Don Cesare, dei quali nel film non è precisata la provenienza, nel romanzo sono provenienti da Uria, un'antica colonia greca che la tradizione garganica racconta che sia stata sommersa dal Lago di Varano.

Caratterizzazione dei personaggi

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L'agronomo interpretato da Mastroianni nel romanzo non ha alcun rilievo. Vuole comunque prendere Marietta al suo servizio (richiesta da cui ha poi origine la fuga di Marietta). Marietta non ha un animo fondamentalmente nobile come appare nel film, ma è dedita ai furti e fa coppia con Pippo, il capobanda dei delinquenti. Nel romanzo ha diciassette anni; all'epoca delle riprese, invece, Lollobrigida aveva trent'anni. Francesco Brigante è molto più impacciato con le donne di quanto appaia nel film, di aspetto è leggermente sovrappeso e la sua storia con Donna Lucrezia - oltre che per l'intervento del padre - fallisce per la sua inettitudine. Tonio ha un ruolo di maggior spessore e, sebbene subisca "la legge" anche nel romanzo, in paese è un uomo rispettato.

Differenze nelle scene

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Nel romanzo non c'è il furto della motocicletta. Il furto del portafoglio dello svizzero non avviene dalla macchina durante la festa in piazza, ma in spiaggia mentre la famiglia sta facendo campeggio. L'episodio non è narrato, perché avvenuto in precedenza. Nel romanzo, quando Brigante nella cantina tira fuori il portafoglio dello svizzero, non viene visto da Tonio ma dall'oste, che lo andrà a denunciare venendo in seguito arrestato a sua volta quando l'accusa di furto contro Brigante decade. Donna Lucrezia non si suicida ma, dopo essere tornata in paese, passa da un amante all'altro. Nel romanzo Marietta e l'agronomo non si incontrano né sulla spiaggia, né nel capanno (dove invece Marietta si incontra con Pippo), né tantomeno si fidanzano. Nel romanzo Giuseppina, l'amante del commissario, gli "fa la legge" mentre nuotano in mare, davanti a tutti i bagnanti.

  1. ↑ Il Davinotti. Curiosità sul film "La legge", su davinotti.com.
  2. ↑ Ibidem, su davinotti.com.
  3. ↑ Dassin regista di ferro ha bloccato un paese, in Corriere d'Informazione, 19-20 agosto 1958, p. 9.
  4. ↑ Baia di Manacore, Peschici sul Gargano, Peschici Puglia, su peschici.it.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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