Guerra birmano-siamese (1765-1767)
| Guerra birmano-siamese del 1765-1767 parte delle guerre birmano-siamesi | |||
|---|---|---|---|
| Data | 23 agosto 1765 - 7 aprile 1767 | ||
| Luogo | Tenassarim, Siam | ||
| Causa | Disputa sul controllo della costa e del commercio di Tenasserim; supporto siamese ai ribelli mon del regno Restaurato di Hanthawaddy | ||
| Esito | Vittoria birmana. Caduta del regno di Ayutthaya | ||
| Modifiche territoriali | Cattura temporanea birmana della maggior parte della città maggiori del regno di Ayutthaya; nel 1770, solo Tenassarim rimane sotto il controllo birmano | ||
| Schieramenti | |||
| Comandanti | |||
| |||
| Effettivi | |||
| |||
| Perdite | |||
| Voci di guerre presenti su Wikipedia | |||
La guerra birmano-siamese (in thailandese สงครามคราวเสียกรุงศรีอยุธยาครั้งที่สอง?) si combatté dal 1765 al 1767, contrapponendo per la seconda volta la dinastia Konbaung e il regno di Ayutthaya; la guerra mise fine al regno thailandese, durato 416 anni.[3]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]La Birmania, sotto la dinastia Konbaung, emerse come potenza nella metà del XVIII secolo. Il fondatore della dinastia, re Alaungpaya, invase il regno di Ayutthaya seguito da 40 000 soldati tra la fine del 1759 e l'inizio del 1760; tuttavia, la stagione delle piogge e un'improvvisa malattia costrinsero Alaungpaya alla ritirata.[4] Il sovrano morì a maggio 1760 durante il ritorno in Birmania. La guerra birmano-siamese del 1759 guidata da Alaungpaya e il figlio Myedu diede le conoscenze necessarie per la successiva invasione del 1765.[4] Myedu salì al trono birmano con il nome di Hsinbyushin alla fine del 1763, determinato a portare a termine la conquista del regno di Ayutthaya.[4]
Chiang Mai venne conquistata dai birmani nel 1763; Hsinbyushin inviò 20 000 uomini[5] al comando di Ne Myo Thihapate per reprimere le ribellioni lanna e procedere poi all'invasione di Ayutthaya; altri 20 000 soldati diretti da Maha Nawrahta vennero mandati a Tavoy per attaccare il Regno da un altro fronte.[5] Il regno di Ayutthaya, incentrato sulla capitale omonima, era relativamente impreparato contro i militari birmani. A causa della lunga assenza da minacce esterne, il sistema di difesa era inutilizzato dalla fine del XVII secolo; la carenza di manodopera contribuì a peggiorare la situazione siamese.[6] Thihapate conquistò i regni laotiani di Luang Prabang e Vientiane nel marzo 1765:[7] i birmani presero il controllo del lato settentrionale del regno di Ayutthaya, avendo accesso a risorse e manodopera aggiuntive.
Maha Nawrahta, dalla base a Tavoy, all'inizio del 1765 invase e conquistò le città provinciali del Siam occidentale; Thihapate, con i contingenti birmani e lanna, scese nella regione settentrionale nel mese di agosto.[8] Ayutthaya adottò una strategia difensiva centralizzata, appellandosi alle forze provinciali per la difesa e la protezione della capitale, lasciando le altre città indifese. In queste città provinciali, i birmani reclutarono anche soldati siamesi per unirsi ai loro ranghi. Ad ottobre, Nawrahta invase il Chao Phraya siamese: il mercante britannico William Powney, su richiesta della corte reale, si impegnò nella battaglia di dicembre; nonostante gli sforzi, le forze birmane prevalsero.[9][10]
Le due colonne conversero su Ayutthaya tra gennaio e febbraio 1766, mettendo piede nella periferia della città.[5] Re Ekathat cercò di difensersi, ma fallì. L'assedio birmano di Ayutthaya durò quattordici mesi, da febbraio 1766 ad aprile 1767. La città siamese fece leva sulle mura cittadine, fortificate da architetti francesi durante il regno di Narai, e sull'arrivo della stagione delle piogge. Memore della precedente invasione, Hsinbyushin perdurò per costringere Ayutthaya alla resa. Verso la fine del 1766, la situazione per gli abitanti siamesi divenne drammatica, con cibo e risorse esaurite: molti cittadini si arresero ai birmani.[8]
In un ultimo tentativo disperato, un militare siamese di discendenza cinese Teochew di nome Phraya Tak radunò le sue forze sino-siamesi per sfondare la linea birmana verso il Siam orientale all'inizio di gennaio 1767.[5] Contemporaneamente si sviluppava la guerra sino-birmana: l'invasione cinese di ottobre 1766 spinse Hsinbyushin a terminare la conquista di Ayutthaya per concentrare le forze sul fronte cinese. Nawrahta intensificò quindi l'assedio costruendo ventisette forti attorno alla città;[8] il comandante morì di malattia nel mese di marzo 1767, lasciando Thihapate al comando della totalità delle forze birmane.
Thihapate provò una nuova tattica: aggirare le mura di Ayutthaya scavando dei tunnel sotterranei. Ad aprile i birmani, attraverso i tunnel, diedero fuoco alle fondamenta della cinta muraria, provocandone il crollo della porzione nord-orientale e permettendo così l'ingresso nella città. Ayutthaya, capitale siamese per oltre quattro secoli, cadde nelle mani birmane il 7 aprile.[11] Seguirono violenti massacri da parte dei birmani, incendi dei palazzi reali siamesi, dei templi e delle strutture tradizionali, oltre al saccheggio dei tesori.[5] Re Ekathat fu ucciso, si pensa per un colpo di pistola o per fame; oltre 30 000 siamesi, tra cui membri della dinastia caduta, furono portati in Birmania.[12] Thihapate occupò le rovine della città per due mesi fino alla partenza di giugno, lasciandovi un piccolo contingente guidato da Mon Thugyi a Phosamton, mentre il resto del regno si disgregò in una serie di regimi regionali in competizione tra loro.[11]
La Birmania dirottò la maggior parte delle truppe sul fronte cinese, offrendo al Siam un'occasione per risogere. Phraya Tak, alla guida del suo contingente sino-siamese, riconquistò l'area di Ayutthaya-Thonburi a novembre 1767. Ayutthaya era troppo disastrata per servire da capitale, così Tak, incoronato come re Taksin il mese successivo, trasferì la sede reale a Thonburi.[11][13] Alla conclusione della guerra con i cinesi, Hsinbyushin riprese la campagna per attaccare il regno di Thonburi nel 1775-1776. L'invasione birmana del 1785-1786 sarebbe stata l'ultima grande invasione birmana del Siam. Quest'ultimo perse Tenasserim nel 1765 in cambio del controllo di Lanna, sotto il dominio birmano, nel 1775.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Dhiravat na Pombejra, Alangkapuni: An English Captain at the Siege of Ayutthaya (PDF), in Journal of the Siam Society. URL consultato il 23 giugno 2026.
- 1 2 La cronaca reale afferma che «I birmani persero circa tremila o quattromila soldati, sia per malattia che per infermità. La popolazione di Ayutthaya perse circa duecentomila persone, sia per armi che per malattie». Cfr. (TH) จรรยา ประชิตโรมรัน, การเสียกรุงศรีอยุธยาครั้งที่ ๒ พ.ศ. ๒๓๑๐ [La seconda caduta di Ayutthaya nel 1767], Samnakphim Čhulālonkǭn Mahāwitthayālai, 1993, ISBN 978-97-40301-09-7.
- ↑ Harvey, pp. 250-253.
- 1 2 3 (EN) Arthur Purves Phayre, History of Burma, Including Burma Proper, Pegu, Taunga Tenasserim, and Arakan, from the Earliest Time to the End of the First War with British India, Londra, Trübner & Co, 1883.
- 1 2 3 4 5 (EN) Nai Thien, Intercourse between Burma and Siam as recorded in Hmannan Yazawindawgyi (PDF), Bangkok, Siam Society, 29 febbraio 1912.
- ↑ (EN) Trudy Ring, Robert M. Salkin e Sharon La Boda, Asia and Oceania, collana International Dictionary of Historic Places, vol. 5, Taylor & Francis, 1994, ISBN 978-18-84964-05-3.
- ↑ (EN) Sanda Simms, The Kingdoms of Laos, Londra, Taylor & Francis, 1999, ISBN 978-13-15029-19-1.
- 1 2 3 (EN) Letwe Nawrahta, A Contemporary Myanmar Record, Long Lost, of How Ayutthaya Was Conquered (PDF), in Journal of the Siam Society, vol. 99, Siam Society, 2011.
- ↑ (EN) Dhiravat na Pombejra, Alangkapuni: An English Captain at the Siege of Ayutthaya, in Journal of the Siam Society, vol. 105, Siam Society, 2017.
- ↑ (EN) B. Ruangsilp, Dutch East India merchants at the court of Ayutthaya : Dutch perceptions of the Thai Kingdom, c. 1604-1765, 7 marzo 2007.
- 1 2 3 (EN) David K. Wyatt, Thailand: A Short History, 2ª ed., Chiang Mai, Silkworm Books, 2003, ISBN 974957544X.
- ↑ (EN) Low Sze Wee e Patrick D. Flores, Charting Thoughts: Essays on Art in Southeast Asia, Singapore, National Gallery, 2017, DOI:10.2307/j.ctv13xpr6k.
- ↑ (EN) Antonio Rappa, The King and the Making of Modern Thailand, Routledge, 2019, ISBN 978-03-67141-83-7.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) G. E. Harvey, History of Burma: From the Earliest Times to 10 March 1824, Londra, Longman, 1925.
