Falso storico
Un falso storico è un documento, un'opera o altro che, pur apparendo autentico, è in realtà stato realizzato perlopiù a scopo di frode utilizzando informazioni inesatte o inventate[1] oppure impiegando tecniche, materiali e stili appartenenti a epoche precedenti rispetto a quella della sua effettiva creazione.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, riconoscere un falso storico non è un processo immediato né intuitivo. È essenziale considerare il contesto storico, le tendenze artistiche del periodo e gli eventi che hanno coinvolto il bene in questione[1].
Architettura
[modifica | modifica wikitesto]Un apporto fondamentale nella definizione di "falso storico" è da attribuirsi allo storico e critico d'arte Cesare Brandi. Nella raccolta di saggi "Teoria del Restauro", egli sostiene l'importanza di ristabilire l'unità potenziale dell'opera integrando però in maniera facilmente in individuabile e identificabile[2].
Venezia, il campanile di San Marco
[modifica | modifica wikitesto]Il Campanile di San Marco, nella forma che oggi conosciamo, è in realtà un esempio emblematico di falso storico architettonico. Il campanile originale fu costruito tra il IX e il X secolo e nel tempo divenne un simbolo dell’identità veneziana. Per secoli fu protagonista di eventi che ne misero a dura prova la struttura e la stabilità fino al 14 luglio 1902, poco dopo le 9 del mattino, quando la storica torre campanaria crollò improvvisamente[3].
La "Gazzetta di Venezia" dell’epoca descrisse l’evento:
È prodigioso che la dove poteva succedere una spaventosa ecatombe, dove il sangue poteva scorrere a torrenti, non una sola vittima si abbia a lamentare, non una sola goccia di sangue[4]»
Fin dai primi istanti nell'animo dei Veneziani si sviluppò un sentimento comune, favorevole ad una ricostruzione fedele alla formula "com'era, dov'era" proposta dal sindaco Filippo Grimani[5].
Oggi il Campanile di San Marco rappresenta uno dei più noti esempi di ricostruzione mimetica in ambito architettonico italiano: un monumento apparentemente antico, in realtà interamente moderno.
Milano, la torre del Filarete
[modifica | modifica wikitesto]Il Castello Sforzesco, uno dei simboli di Milano sin dagli anni Sessanta del XIV secolo, rappresenta un esempio di falso storico nell'architettura italiana. In seguito all'esplosione che coinvolse la Torre del Filarete nel 1521, il Castello cambiò più e più volte destinazione d'uso, rischiando la demolizione da parte del popolo milanese in segno di rivalsa per dimenticare i secoli di giogo austriaco[6].
La cultura storica prevalse e i lavori di ricostruzione vennero affidati all'architetto Luca Beltrami. In seguito ad una approfondita ricerca documentale, il Castello venne restaurato ad immagine e somiglianza dell'originale, cancellando i segni del tempo[6].
Firenze, la facciata del Duomo di Santa Maria del Fiore
[modifica | modifica wikitesto]La facciata di Santa Maria del Fiore fu uno degli elementi più tormentati nella storia della costruzione della cattedrale fiorentina e la sua forma finale rientra a pieno titolo nella definizione di falso storico.
Fin dal XVIII vennero realizzate diverse facciate posticce e, solo nel 1867, l'architetto Emilio De Fabris vinse un concorso per realizzare l'apparato decorativo basilicale caratterizzato dall'utilizzo di marmi policromi, volutamente ispirato allo stile fiorentino del Trecento.
La basilica venne inaugurata 12 maggio 1887 e il mondo si divise tra entusiastiche approvazioni e aspre critiche. Un forte sostenitore della prima fazione fu il politico italiano Marco Tabarrini che celebrò l’opera di De Fabris, dicendo:
Firenze, il Ponte di Santa Trinita
[modifica | modifica wikitesto]Un altro edificio di Firenze, tra i più amati dal popolo fiorentino, può essere definito come falso storico. Il ponte di Santa Trinita, commissionato da Cosimo de Medici allo scultore e architetto Bartolomeo Ammannati[8], venne minato dalle truppe tedesche in ritirata nell'agosto del 1944.
Pochi giorni dopo iniziarono i lavori di salvataggio dei materiali del ponte dando vita a due fronti contrapposti: i sostenitori di una ricostruzione à l’identique e coloro che guardavano alla ricostruzione ex-novo come un tentativo falso e tendenzioso di modificare la storia[8].
Nel 1946 le parti giunsero ad un accordo, il ponte sarebbe stato ricostruito utilizzando i suoi elementi originari sostituendo però la struttura interna in muratura con un’anima in cemento armato inserita in un guscio di pietraforte e calce idraulica.
L'inaugurazione, avvenuta nel 1957, non riuscì comunque a sopire le critiche. Cesare Brandi, ammirando il ponte ricostruito, polemizzò:
Cassino, l'Abbazia di Monte Cassino
[modifica | modifica wikitesto]Nell'inverno del 1944 le forze alleate ricevettero l'ordine di distruggere tutte le strutture ritenute strategiche per i tedeschi, tra cui l’Abbazia di Montecassino. L'edificio venne ridotto a un cumulo di rovine e polvere.
Fu proprio l'atto di ricostruzione, fortemente voluto dall'abate Ildefonso Rea, a far diventare l'abbazia un falso storico architettonico[11].
Nonostante le inevitabili contrapposte fazioni, nel 1946 la struttura benedettina venne ripristinata “com’era e dov’era” secondo il progetto seicentesco di Cosimo Fanzago (1591-1678). La ricostruzione venne affidata all'ingegner Giuseppe Breccia Fratadocchi. Dieci anni dopo, il collegio laicale e il seminario diocesano riaprirono le porte e ripreso l’attività didattica e nel 1964 Papa Paolo VI consacrò la basilica e i lavori vennero dichiarati ufficialmente conclusi[11].
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Un famoso falso documentario fu la cosiddetta donazione di Costantino. Un altro esempio che a suo tempo destò notevole scalpore fu la finta scoperta nel 1789 di un gruppo di documenti autografi di William Shakespeare, in realtà opera di William Henry Ireland, contenenti, tra le altre cose, un dramma inedito e alcune lettere alla moglie Anne Hathaway (gli Ireland Shakespeare forgeries).
Nell'Italia ottocentesca furono famose le Carte di Arborea, falsi documenti medievali redatti da un frate, che trassero in inganno diversi storici di fama come Pietro Martini. I cosiddetti Protocolli dei Savi di Sion dei primi anni del XX secolo nella Russia imperiale, attribuiti a una fantomatica cospirazione ebraica e massonica, sono un altro falso documentario famoso.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Falsificazione, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- ↑ Cesare Brandi, Teoria del restauro, collana Piccola Biblioteca Einaudi Arte, teatro, cinema, musica, Rist, G. Einaudi, 2000, ISBN 978-88-06-15565-0.
- ↑ Antonio Fradeletto, Il campanile di San Marco riedificato; studi, ricerche, relazioni, a cura di Comune di Venezia, Venezia, Comune di Venezia, 1912.
- ↑ Gazzetta di Venezia, Il crollo del campanile di San Marco (PDF), su catalogo.beniculturali.it, 1910. URL consultato l'11/07/2025.
- ↑ Il Campanile di San Marco: il crollo e la ricostruzione, 14 luglio 1902 - 25 aprile 1912: Palazzo ducale, Sala dello Scrutinio: Venezia, 14 luglio - 31 dicembre 1992, Silvana editoriale, 1992, ISBN 978-88-366-0399-2.
- 1 2 Il Castello nel Novecento - Castello Sforzesco - Comune di Milano, su Castello Sforzesco. URL consultato il 28 giugno 2025.
- ↑ Pietro Valeriani da Piperno, Pietro Valeriani da Piperno e il Duomo di Firenze, a cura di Edmondo Angelini, Editore Comune di Priverno, 1998.
- 1 2 Gianluca Belli, Marzo 1958: la ricostruzione del ponte a Santa Trinita, in Portale Storia di Firenze, Marzo 2013.
- ↑ Paolo Paoletti, il ponte a Santa Trinita. Com’era e dov’era. Dalla distruzione nel 1944 al ritrovamento della testa della Primavera nel 1961, 1ª ed., Firenze, Becocci Firenze, 1987.
- ↑ Gianluca Belli, Marzo 1958: la ricostruzione del ponte a Santa Trinita, su storiadifirenze.org. URL consultato l'11/07/2025.
- 1 2 Tommaso Breccia Fratadocchi, La ricostruzione dell'abbazia di Montecassino, Gangemi Editore, 2014, ISBN 978-88-492-2911-0.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Cesare Brandi, Teoria del restauro, Einaudi, 2000, ISBN 978-88-06-15565-0.
- Gazzetta di Venezia, 07-1902, pp 56-57.
- Antonio Fradeletto, Il campanile di San Marco: studi, ricerche, relazioni, Venezia, Comune di Venezia, 1912.
- Maurizio Fenzo, Il campanile di San Marco. Il crollo e la ricostruzione: 14 luglio 1902-25 aprile1912, Venezia, 1192.
- Pietro Valeriani, Pietro Valeriani da Piperno e il Duomo di Firenze: mostra storico-fotografica, a cura di Edmondo Angelini, 21 febbraio 1998.
- Alberto Belluzzi e Gianluca Belli, Il ponte a Santa Trinita, Polistampa, 2003, ISBN 978-88-8304-634-6.
- Gianluca Belli, Marzo 1958: la ricostruzione del ponte a Santa Trinita, in Portale Storia di Firenze, marzo 2013.
- Paolo Paoletti e Mario Carniani, Il Ponte a Santa Trinita: com'era e dov'era: dalla distruzione nel 1944 al ritrovamento della testa della Primavera nel 1961, Firenze, Becocci, 1987.
- Tommaso Breccia Fratadocchi, La ricostruzione dell'abbazia di Montecassino, Gangemi Editore, 2014, ISBN 978-88-492-2911-0.
- Ivan Brambilla, Ritorno al presente: la Germania e l'architettura scomparsa nell'epoca della sua riproducibilità tecnica, in Antonio Lavarello e Davide Servente (a cura di), Architettura & Tempo, ICAR65 Percorsi multidisciplinari di ricerca Vol. III, Collana Percorsi di Architettura, Genova University Press, Genova 2020, pp 178-193, ISBN 978-88-3618-020-2.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- La lezione di Cesare Brandi: Teoria e critica del restauro, su restaurars.altervista.org.
- Falsi storici. Dal campanile di San Marco al Ponte di Santa Trinita, dove scovarli in Italia, su artribune.com.
- Crollo del Campanile di San Marco, su veneziadoc.net.
- Marzo 1958: la ricostruzione del ponte a Santa Trinita, su storiadifirenze.org.