Diritti degli animali nella Germania nazista
Nella Germania nazionalsocialista furono fatti molteplici sforzi per assicurare la tutela dei diritti degli animali.[1][2] Tali sforzi incontrarono il favore di buona parte della popolazione[2] e la salvaguardia degli animali era supportata dai maggiori vertici del governo nazionalsocialista. L'attuale sistema di leggi in Germania, concernente i diritti degli animali e la loro tutela, è costituito da modifiche delle leggi vigenti durante il Terzo Reich.[3][4]
Contesto storico
[modifica | modifica wikitesto]Sul finire del XIX secolo, la mancanza di eticità della macellazione kosher e della vivisezione erano le principali tematiche inerenti alla protezione degli animali in Germania. Presero posizione molti intellettuali importanti, come Arthur Schopenhauer[5] e Richard Wagner.[6] Questo dibattito continuò anche sotto il Nazionalsocialismo [7] dove molti vertici del governo presero ferma posizione, tra i quali: Hermann Göring, convinto animalista (nonostante fosse un cacciatore[8][9]) e sostenitore del conservazionismo[10], e Heinrich Himmler, che presentò vari decreti legge al fine di vietare la caccia,[11] e addirittura Adolf Hitler, il quale si circondava sempre di cani.[12]
Benessere degli animali durante il governo nazionalsocialista
[modifica | modifica wikitesto]La modernità animalista del Nazionalsocialismo si manifestò con una serie di leggi, istituzioni e sensibilizzazioni pubbliche volte a valorizzare i diritti degli animali.
Secondo lo storiografo Boria Sax, l'opinione del Nazionalsocialismo sugli animali rifiutava la prospettiva antropocentrica: la tutela degli animali era fine a sé stessa e non agli interessi umani.[13] Altri studiosi come Elizabeth Hardouin-Fugier negano invece questa cosa.[14]
Nel 1927, un rappresentante del NSDAP al Reichstag chiese provvedimenti contro la crudeltà sugli animali e contro la macellazione kosher.[7] Nel 1932, il NSDAP propose un primo divieto della vivisezione. All'inizio del 1933, rappresentanti del Partito Nazionalsocialista al Parlamento prussiano ordirono una conferenza per promulgare il divieto. Il 21 aprile 1933, poco dopo l'arrivo al potere del NSDAP, il parlamento iniziò ad emendare leggi per la regolazione dell'uccisione degli animali.[7]
Lo stesso Führer si espresse favorevolmente in un discorso:
Nel 1934, il Reich ospitò una conferenza internazionale sulla protezione degli animali a Berlino.[16] Il 28 giugno 1935, la Germania nazista emanò una legge che creava una categoria separata, al paragrafo 175, per la zooerastia punendo i reati di questo tipo con pene detentive fino a 2 anni.[17] Il 18 marzo 1936, fu pubblicato un decreto sul rimboschimento e sulla tutela degli animali selvatici; il 27 marzo venne promulgata una regolamentazione della macellazione dei pesci e degli altri animali a sangue freddo.[13] Il 9 settembre 1937, venne pubblicato un decreto dal ministro degli interni Wilhelm Frick nel quale venivano specificate le direttive per il trasporto degli animali.[13] Nel 1938, la tutela degli animali venne accettata come argomento da insegnare nelle scuole pubbliche e nelle università tedesche.[16]
Göring vietò anche la cattura commerciale di animali e impose severe restrizioni alla caccia e proibì la bollitura di aragoste e granchi. In un episodio, mandò un pescatore in un campo di concentramento per aver tagliato una rana usata come esca [18][19]
Per quanto riguarda invece le iniziative non istituzionali, come avvenne per diversi movimenti indipendenti o associazioni non autorizzate dal governo, anche per le associazioni vegetariane non fu fatta eccezione e furono rapidamente messe fuori legge e le loro pubblicazioni vietate.[12]
Vivisezione
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Il principale oppositore alla sperimentazione sugli animali fu il gerarca Hermann Göring, che il 16 agosto 1933 promulgò una legge che abolì a tutti gli effetti la vivisezione, rendendo illegale la sua pratica. Tuttavia, la legge fu rivista con un decreto tre settimane dopo, nel settembre del 1933, con disposizioni più permissive, che consentivano al Ministero degli Interni del Reich di rilasciare permessi ad alcune università e istituti di ricerca per condurre esperimenti sugli animali in condizioni di anestesia e necessità scientifica.[20]
Göring affermò che sarebbero stati gli esperti a determinare quali esperimenti sugli animali sarebbero stati consentiti o interrotti, secondo il loro grado di necessità[21]. Inoltre, nel novembre del 1933, un decreto del ministro degli interni escluse le organizzazioni animaliste dal lavorare nelle commissioni per la protezione degli animali delle università. Alla fine, il ministero degli interni inviò permessi in bianco agli istituti universitari per condurre esperimenti sugli animali ed evitò una supervisione più stretta degli esperimenti.[20]
Nel 1936, la "Tierärztekammer" (Camera dei veterinari) di Darmstadt presentò una denuncia formale contro la mancata applicazione delle leggi sulla protezione degli animali nei confronti di coloro che conducevano esperimenti illegali sugli animali, affermando che ciò "potrebbe paralizzare completamente l'effetto della legge".[22]
In pratica, la sperimentazione animale prosperò nella Germania nazista.[23] Il governo nazista non solo evitava la supervisione degli esperimenti sugli animali, ma spesso richiedeva test sugli animali e preferiva usare animali anziché esseri umani quando si conducevano esperimenti biologici. La Repubblica di Weimar emanò una legge secondo la quale qualsiasi esperimento condotto sugli esseri umani doveva essere prima condotto sugli animali. La Germania nazista non abrogò questa legge e, quando i ricercatori nazisti chiesero di condurre esperimenti sugli esseri umani, dichiararono nella loro richiesta di aver precedentemente condotto gli esperimenti richiesti sugli animali.[24][25]
Molti studi sui danni del fumo furono condotti in Germania in quel periodo. Gli scienziati tedeschi collocavano dei ratti in celle in cui veniva introdotto fumo di sigaretta i ratti ansimavano, cadevano l'uno sull'altro e infine morivano soffocati.[26] Vennero condotti altri esperimenti in cui era stato dimostrato che il catrame emesso nel fumo di sigaretta causava cancro nei topi ad un tasso elevato. I ricercatori esposero i topi all'amianto per dimostrare che può causare il cancro ai polmoni.[4] Nel 1939, il medico delle SS Sigmund Rascher condusse una serie di esperimenti sugli animali con la diretta collaborazione di Himmler. I suoi esperimenti si concentrarono principalmente sulla ricerca sul cancro.
Nell' Università di Friburgo, fu condotto un esperimento sui gatti con impianti di elettrodi cerebrali. Nel 1942 il batteriologo tedesco premio Nobel Gerhard Domagk condusse esperimenti infettivi sugli animali quando esaminò l'effetto dei sulfamidici sulla gangrena negli animali.[27] Anche il dermatologo tedesco Hans Theodor Schreus condusse esperimenti simili nel 1941 infettò i muscoli esposti dei topi, poi li schiacciò per favorire lo sviluppo dell'infezione.[28]
Dal 1933, il medico nazista Carl Clauberg condusse esperimenti sugli animali nell'ambito della ricerca sulla riproduzione. Nella sua ricerca dimostrò come la fertilità degli animali possa essere neutralizzata e poi ripristinata.[29] Il neurologo nazista Georg Schaltenbrand studiò la sclerosi multipla tra il 1935 e il 1942. Come parte della sua ricerca, iniettò nella colonna vertebrale delle grandi scimmie del fluido proveniente dalla colonna vertebrale di esseri umani affetti da sclerosi. Le scimmie si ammalarono, ma Schaltenbrand non era sicuro che si trattasse di sclerosi multipla. Nel tentativo di scoprirlo, iniettò il liquido delle scimmie nella colonna vertebrale di 14 persone con disabilità mentali e fisiche.[30] Le autorità tedesche ordinarono al chimico tedesco Gerhard Schrader di eseguire esperimenti sugli animali nel campo della ricerca sugli gas nervini, e in questi esperimenti tutti gli animali morirono.
L'eserito tedesco ordinò esperimenti più approfonditi sulla ricerca dei gas nervini sui babbuini e su altre specie di scimmie. Questi vomitavano, defecavano in modo incontrollato, perdevano il controllo dei movimenti del corpo e si contorcevano fino a morire. Dopo questi esperimenti, l'esercito tedesco iniziò a condurre esperimenti identici sui prigionieri di guerra, che morirono nello stesso modo.[31]
Con il diminuire delle scorte alimentari, i nazisti iniziarono a soffrire di una crescente carenza di animali da laboratorio per scopi sperimentali presero persino in considerazione l'idea di rapire le scimmie di Gibilterra per scopi sperimentali, ma questo piano fu infine abbandonato perché comportava rischi elevati. I conigli allevati in un allevamento per scopi sperimentali sotto la gestione del genetista tedesco Hans Nachtsheim furono rubati dagli abitanti di Berlino per scopi alimentari verso la fine della seconda guerra mondiale.[32] Nachtsheim usò il Pentetrazolo per indurre l'epilessia in questi conigli. Prima di allora, condusse questi esperimenti su bambini e adulti ricoverati in ospedali psichiatrici, ma smise di sperimentare su queste cavie perché pensava che la loro malattia psichiatrica potesse influenzare la validità dei risultati scientifici.[31]
Il 12 giugno 1944, il capo dell'Accademia militare di medicina di Berlino, il virologo Eugen Haagen, inviò una lettera al generale di brigata Walter Schreiber in cui si lamentava del fatto che i suoi topi da laboratorio si stavano esaurendo e chiedeva una nuova fornitura[33]. Nell'allevamento di animali della Luftwaffe vennero allevati 200 000 conigli a scopo sperimentale.[34]
Trattamento degli animali degli ebrei
[modifica | modifica wikitesto]Ancora prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, all'epoca della Notte dei Cristalli nel 1938, la folla nazista aveva abusato non solo degli ebrei, ma anche dei loro animali domestici. Esistono numerose descrizioni di ebrei e dei loro cani gettati dalle finestre e uccisi.[35]
Nelle sue riflessioni sul linguaggio del Terzo Reich, il sopravvissuto tedesco all'Olocausto Victor Klemperer ha condiviso un aneddoto sugli animali domestici degli ebrei:
"In seguito ci portarono via i nostri animali domestici, gatti, cani, persino canarini, e li uccisero, non solo in casi isolati e per pura cattiveria individuale, ma ufficialmente e sistematicamente; questo è uno di quegli atti di crudeltà che non verranno menzionati in nessun processo di Norimberga e per il quale, se dipendesse da me, erigerei un patibolo altissimo, anche a costo della mia salvezza eterna."[36]
Il 15 maggio 1942, i nazisti emisero un ordine che imponeva a tutti gli ebrei di portare i propri animali domestici presso i punti di raccolta dove sarebbero stati uccisi. In alternativa, l'ordine consentiva agli ebrei di far uccidere i propri animali domestici da un veterinario e di fornire alle autorità un certificato del veterinario. L'ordine proibiva agli ebrei di salvare i propri animali domestici affidandoli a non ebrei.[37][38][39]
Nel ghetto di Łódź, un avviso del 20 luglio 1940 ordinava che tutti i cani del ghetto fossero portati entro le 9:00 del 22 luglio al cortile della Kriminalpolizei al guinzaglio e, se possibile, con la museruola.[40] Un successivo avviso del 14 agosto 1940 dichiarava che, tutti gli animali portati per il controllo quel giorno erano stati uccisia causa di una presunta "epidemia di rabbia in corso"[41] e che d'ora in poi era vietato tenere cani e che gli animali rimanenti dovevano essere consegnati sotto minaccia di punizione.[42]
Nel ghetto di Kovno, cani e gatti venivano radunati in una delle sinagoghe, dove venivano fucilati, e i loro corpi venivano lasciati a decomporsi per diversi mesi al fine di degradare la sinagoga e impedirne l'uso.[43]
Trattamento degli animali utilizzati nella guerra
[modifica | modifica wikitesto]Nell'ambito dello sforzo bellico, la Germania nazista fece uso di cavalli, asini, muli, buoi e cani. Il Ministro dell'Agricoltura, Richard Walther Darré, ordinò che tutti gli animali che potevano essere utilizzati nello sforzo bellico fossero inviati ad addestrarsi in modo che diventassero animali da guerra.[44] I nazisti usarono 200 000 cani per scopi militari (rispetto ai 6.000 cani usati dai tedeschi nella prima guerra mondiale). I cani furono usati anche nei campi di concentramento e nei campi di sterminio.[45] L'uso di animali nello sforzo bellico richiedeva enormi cure e manutenzione. Dei 10 000 veterinari che lavoravano in Germania, 6 000 furono chiamati a servire nello sforzo bellico. Questa massiccia mobilitazione impedì un'adeguata assistenza veterinaria agli animali detenuti dalla popolazione civile.[46]
Le SS avevano un dipartimento speciale per la cattura e l'addestramento dei cani e un altro istituto per la produzione di cibo per cani. Un prigioniero del campo di concentramento di Dachau testimoniò che "i cani facevano parte della famiglia degli uomini delle SS". Ma le cure dei cani da parte dei nazisti non erano riservate a tutti i cani. Nel Terzo Reich, come gli esseri umani, i cani erano divisi in due gruppi principali: quelli al servizio del Terzo Reich e quelli considerati nemici. Ad esempio, nella Rotterdam occupata, quando un cane abbaiava a una pattuglia nazista, l'ufficiale nazista sparava immediatamente al cane e arrestava il suo proprietario.[46]
L'esercito tedesco faceva molto affidamento sui cavalli per i trasporti durante la guerra e possedeva 2,75 milioni di cavalli e muli.[47] Nel 1945, delle 304 unità combattenti tedesche, solo 13 erano motorizzate, e le restanti dipendevano da cavalli e bovini per il trasporto di equipaggiamento e armi pesanti.[48] Le perdite di cavalli nell'esercito tedesco furono immense.[49] Sebbene i tedeschi usassero molti cavalli, non se ne prendevano cura adeguatamente il foraggio era scarso e i cavalli soffrivano il freddo e non erano equipaggiati in modo appropriato. Il duro lavoro e la mancanza di cibo causarono una mortalità significativa tra i cavalli.[50] Alcuni ufficiali nazisti torturavano i cavalli fino alla morte.[51]Secondo le testimonianze dei soldati finlandesi: "I tedeschi non sapevano come prendersi cura dei cavalli o erano troppo pigri per farlo. Avevano cavalli di piccola taglia che portavano carichi pesanti sulla schiena giorno e notte senza mai toglierli". In molti casi, i cavalli venivano macellati dai soldati tedeschi per mangiarli.
Quando all'esercito tedesco fu ordinato di abbandonare la penisola di Crimea l'8 maggio 1944, Hitler ordinò il massacro dei 30.000 cavalli dell'esercito tedesco prima dell'abbandono delle truppe, affinché non cadessero come bottino nelle mani dei russi.[52][53]
La Royal Air Force paracadutò cesti contenenti 20.000 piccioni nei paesi occupati dai tedeschi allo scopo di trasmettere informazioni nel Regno Unito. I nazisti, consapevoli di questo utilizzo dei piccioni, ne uccisero migliaia in volo.[54]
Durante la guerra, i soldati tedeschi a volte si dedicarono al saccheggio di bestiame e pollame dalle popolazioni[55]. La 18ª Panzer-Division riportò numerosi casi di stragi di animali da parte dei soldati tedeschi. I soldati tedeschi bruciarono case, distrussero attrezzature agricole, uccisero gli animali locali e avvelenarono i pozzi d'acqua gettandovi cadaveri animali[56].
All'inizio della Seconda Guerra Mondiale, gli zoo e i serragli itineranti in Germania ricevettero l'ordine di uccidere tutti i predatori presenti, probabilmente come precauzione contro i bombardamenti aerei e come parte delle misure di austerità imposte dalla guerra. La maggior parte di essi obbedì.[57] Durante la guerra l'esercito tedesco distrusse diversi zoo in Polonia. Bombardarono lo zoo di Varsavia due giorni prima della resa della Polonia nel 1939, uccidendo molti degli animali presenti.[58][59] Gli animali sopravvissuti furono trasportati in Germania, ma quelli ritenuti superflui furono uccisi. Anche il Vecchio Zoo di Poznań fu bombardato, uccidendo molti animali.[58][60]
Caccia nella Germania nazista
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Hermann Göring era un appassionato cacciatore fin dall'infanzia.[61] Gli piaceva cacciare soprattutto cervi ed esibiva i suoi trofei di caccia. A volte dichiarava di voler uccidere il "cervo più forte d'Europa".[61] Nel maggio 1933, Göring fu nominato Maestro di caccia del Reich (Reichsjägermeister).[62] In questa veste produsse e finanziò una mostra internazionale di caccia a Berlino nel 1937, città che Hitler visitò il 6 novembre dello stesso anno.[63]
All'inizio del 1933, Hitler diede a Göring un fondo speciale attraverso il quale avrebbe potuto coltivare le sue passioni. Con questo fondo costruì la sua tenuta di caccia Carinhall, nella riserva di Schorfheide.[64] Nelle ultime settimane di guerra, trascorse il suo tempo a Carinhall e ordinò ai suoi uomini di sparare ai bisonti nella riserva.[61] Nel campo di concentramento di Buchenwald, i nazisti istituirono un parco di falconeria e una sala di caccia in onore di Göring. In quel luogo sorgeva una riserva di caccia dove venivano tenuti alci, asini, cinghiali, mufloni, fagiani, volpi e altri animali.[65]
Il 3 luglio 1934 fu promulgata la "Reichsjagdgesetz" (Legge sulla caccia del Reich), che limitava la caccia. Questa legge istituì anche la "Deutsche Jägerschaft" (Società tedesca di caccia) con la missione di educare la comunità dei cacciatori alla caccia etica.
Il 1° luglio 1935 fu approvata la "Reichsnaturschutzgesetz" (Legge del Reich sulla conservazione della natura) per proteggere la natura. Secondo un articolo pubblicato su "Kaltio", una delle principali riviste culturali finlandesi, la Germania nazista fu il primo stato al mondo a mettere il lupo sotto protezione.[66]
Molti di coloro che dedicavano le loro ore lavorative alla soppressione delle persone, preferivano trascorrere il tempo libero a cacciare animali. Hitler stesso disse in una conversazione del 7 settembre 1942 che la caccia per gli ufficiali tedeschi era come un gioiello per le donne.[67] In un incontro tenuto da Martin Bormann, segretario di Hitler, con i governatori nazisti all'inizio del 1942, i Gauleiter erano così ansiosi di raccontare le loro storie di caccia che Bormann non fu in grado di condurre una discussione sulle questioni serie.[68] Il 21 luglio 1941, l'ufficiale delle SS e membro dell'Einsatzkommando, Felix Landau, annotò nel suo diario: "Gli uomini hanno avuto un giorno libero e alcuni di loro sono andati a caccia."[69] A volte anche gli ebrei venivano abbattuti tra le prede.[70][71]L'Höcker Album mostra immagini del personale nazista di Auschwitz impegnato nella caccia nel tempo libero.[72]
Il naturalista americano Aldo Leopold visitò la Germania nel 1935 e disse: "Ogni ettaro di terreno forestale in Germania, sia di proprietà statale che privata, viene coltivato per la selvaggina."[73]
Il regime nazista incoraggiò la caccia alle balene. Sotto il governo di Hitler, la Germania divenne per la prima volta nella sua storia una nazione impegnata nella caccia alle balene su larga scala, e la quota della Germania nella caccia alle balene in Antartide è aumentata dal 2% nel 1934 al 19% nel 1937.[74][75]Hitler affermò nel 1942 che l'industria baleniera avrebbe potuto fornire più prodotti all'economia tedesca e che era importante continuare a svilupparla.[76]
La caccia era comune tra i leader del regime nazista, i Gauleiter, i membri delle squadre di sterminio naziste e il personale dei campi di sterminio.[68]
- Tra i ministri del gabinetto di Hitler:
- Hermann Göring[61]
- Heinrich Himmler[77][78][79]
- Joachim von Ribbentrop[77]
- Wilhelm Keitel,[80]
- Hans Frank[81][82]
- Tra i Gauleiter e altri alti funzionari politici nazisti:
- Arthur Greiser[83]
- Erich Koch[84][79]
- Karl Kaufmann[68][79]
- Max Amann[85]
- Tra i generali delle SS e delle Waffen-SS:
- Reinhard Heydrich[86][87]
- Oswald Pohl[88][79]
- Odilo Globočnik[79]
- Gottlob Berger[89][79]
- Sepp Dietrich[90]
- Werner Lorenz[91]
- Karl Wolff[77][79]
- Erich von dem Bach-Zelewski[79]
- Otto Rasch[92]
- Tra i principali comandanti dell'esercito:
- Erwin Rommel[93]
- Heinz Guderian[94][95]
- Eduard Dietl[96]
- Adolf Galland[97]
- Tra il personale nazista ad Auschwitz:
- Rudolf Höss[98]
- Richard Baer[99][100]
- Eduard Wirths[101]
- Horst Schumann[102]
- Victor Capesius[103]
Influenze sulle culture postume
[modifica | modifica wikitesto]La legislazione nazista in tema di animali è comunque oggetto di accesa controversia: se taluni usano tale circostanza per condannare gli odierni movimenti animalisti compiendo, tramite reductio ad Hitlerum, un'associazione tra questi e il fatto che analoghi diritti fossero stati sanciti dai nazisti, altri considerano il paragone non pertinente.[104] Vi è anche chi nasconde e nega la storicità dell'attività nazista in favore degli animali[3]. Tuttavia le leggi vigenti durante gli anni del regime nazista in termini di diritti degli animali sono alla base dell'attuale sistema di leggi della Germania odierna[3][105].
Note
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- 1 2 3 Bruce Braun, Noel Castree, Remaking Reality: Nature at the Millenium, Routledge, 1998, p. 92, ISBN 0-415-14493-0.
- 1 2 (EN) Robert Proctor, The Nazi War on Cancer, Princeton University Press, 1999, p. 5, ISBN 0-691-07051-2. - (IT) versione tradotta: La guerra di Hitler al cancro, Robert N. Proctor, Cortina Raffaello editore, 2000
- ↑ "Quando studiavo a Göttingen il professor Blumenbach ci parlò molto seriamente, nel corso di fisiologia, degli orrori delle vivisezioni e ci fece notare come esse fossero una cosa crudele e orribile. [...] Invece oggi ogni medicastro si crede autorizzato a effettuare nella sua stanza delle torture gli atti più crudeli nei confronti delle bestie [...] Nessuno è autorizzato a effettuare vivisezioni. [...] Si ha pietà di un peccatore, di un malfattore, ma non di un innocente e fedele animale che spesso procura il pane al suo padrone e non riceve che misero foraggio. «Aver pietà»! Non già pietà, ma giustizia si deve all'animale!?" (da L'arte di insultare)
- ↑ Richard Wagner, Sulla vivisezione
- 1 2 3 Arnold Arluke, Clinton Sanders, Regarding Animals[, Temple University Press, 1996, ISBN 1-56639-441-4.
- ↑ Fotografia di Goering a caccia di cervi, su herbertcroly.wordpress.com.
- ↑ Foto di Goering a caccia di cinghiali (JPG), su media-cache-ec0.pinimg.com.
- ↑ Seymour Rossel, The Holocaust: The World and the Jews, 1933-1945, Behrman House, Inc, 1992, p. 79, ISBN 0-87441-526-8.
- ↑ Martin Kitchen, A History of Modern Germany, 1800-2000, Blackwell Publishing, 2006, p. 278, ISBN 1-4051-0040-0.
- 1 2 Erica Joy Mannucci, La cena di Pitagora, Roma, Carocci editore, 2008, pp. 120-122.
- 1 2 3 Boria Sax, Animals in the Third Reich: Pets, Scapegoats, and the Holocaust, Continuum International Publishing Group, 2000, ISBN 0-8264-1289-0.
- ↑ E. Hardouin-Fugier, E. Reus e D. Olivier, Luc Ferry ou le rétablissement de l’ordre, ou l’humanisme contre égalité, Edizioni Tahin Party, trad. parziale: Elisabeth Hardouin-Fugier, La protezione legislativa degli animali sotto il nazismo
- ↑ Sahotra Sarkar, Biodiversity and Environmental Philosophy: An Introduction, Cambridge University Press, 2005, p. 36
- 1 2 Arnold Arluke, Clinton Sanders, Regarding Animals, Temple University Press, 1996, ISBN 1-56639-441-4.
- ↑ Il Paragrafo 175 e la campagna nazista contro l’omosessualità | Enciclopedia dell’Olocausto, su Holocaust Encyclopedia. URL consultato il 4 ottobre 2026.
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Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Richard A. Posner, Public Intellectuals: A Study of Decline, Harvard University Press, 2001, ISBN 0-674-00633-X.
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Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Nazi Germany and animal rights, Germania nazista e diritti degli animali.