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Corso di filosofia positiva

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Corso di filosofia positiva
Titolo originaleCours de philosophie positive
AutoreAuguste Comte
Periodo1830-1842
Generesaggio
Sottogenerefilosofico
Lingua originalefrancese

Il Corso di filosofia positiva[1], conosciuto anche come Sistema di Filosofia Positiva dal 1843[2], è un trattato del filosofo ed epistemologo francese Auguste Comte. Si tratta della rielaborazione in sei volumi dei materiali tratti dal suo corso sulla storia della scienza, sul metodo scientifico e sulla sociologia, tenuto una prima volta nel 1826, poi dal 1829 ed il 1831. La sua pubblicazione (pianificata inizialmente in cinque volumi, poi espansa a sei), per colpa di problemi editoriali dovuti alla Rivoluzione di Luglio, impiegò ben dodici anni.

Il Corso di filosofia positiva inizia con considerazioni generali metodologiche, per poi ricostruire la storia ed il metodo delle scienze nell'ordine stabilito dalla gerarchia enciclopedica di Comte: matematica, astronomia, fisica, chimica, biologia ed infine, negli ultimi tre volumi, sociologia[3].

In quest'opera Comte espone la legge dei tre stati (teologico, metafisico e positivo)[4] sullo sviluppo storico dello spirito umano e sviluppa la filosofia positivista da lui inventata. In quest'opera, utilizzato per la prima volta nella lezione n. 47 (vol. 4), viene coniato da Comte anche il termine di sociologia[5], scienza di cui lo stesso Comte è il fondatore[6]. Per Comte la sociologia, come ogni altra scienza, si divide in statica (teoria dell'ordine) e dinamica (teoria del progresso)[1].

Comte ha denominato quest'opera, nei suoi lavori successivi, lavoro fondamentale, riservando la denominazione lavoro principale al suo successivo Sistema di Politica Positiva (1851-54)[7].

Storia dell'opera

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Le concezioni proprie al trattato sono state elaborate da Auguste Comte nel 1826, in seguito a 80 ore di meditazione continua[8]. Prima della pubblicazione, era sua intenzione tenere pubblicamente un corso orale, che egli iniziò a tenere dal 2 aprile 1826 nel suo appartamento ma che dovette interrompere alla terza lezione[9]. Prima della brusca interruzione, dovuta anche a diversi turbamenti domestici, ascoltarono le lezioni uomini eminenti tra i quali il geometra Fourier, Humboldt, Broussais, Blainville[10]. Tutti questi uomini assistettero alla ripresa del corso, iniziato il 4 gennaio 1829 nella sua dimora di rue Saint-Jacques 159, tramite cui portò a termine le lezioni programmate[9]. Il corso venne poi ripetuto, ricevendo un successo notevole, all'Athénéè royal di Parigi a partire dal 9 dicembre di quello stesso anno.

Il primo volume, uscito inizialmente in dispense, venne pubblicato nel 1830 tramite l'editore Rouen, il quale fallì proprio in quell'anno a causa dei problemi economici legati alla crisi della rivoluzione di luglio. Le copie della prima edizione furono acquistate da Bachelier nel 1833, che divenne il nuovo editore della Filosofia positiva e presso cui venne pubblicato il secondo volume nel 1835[8]. I successivi volumi uscirono nel 1838 il terzo, il quarto nel 1839, il quinto nel 1841 e il sesto e ultimo nel 1842. In quest'ultimo volume venne anche inserito un avviso dell'editore, contro il volere di Comte stesso, legato ad un passo di cui l'editore aveva richiesto la soppressione. Comte intentò causa all'editore, ottenendo la piena riparazione con una sentenza del tribunale di commercio di Parigi del 29 dicembre 1842[10].

Il primo tomo espone il piano dell'opera e il suo scopo nelle prime due lezioni, per poi passare alle lezioni sulla matematica, dall'insieme della stessa sino al calcolo, la geometria e la meccanica. Nella prima lezione viene esposta la famosa legge dei tre stati (teologico, metafisico e positivo) e viene precisato il carattere fittizio della filosofia teologica così come quello puramente transitorio di quella metafisica[11].

Viene presentata la filosofia positiva come il punto d'arrivo dell'evoluzione umana, adatto a costituire il sistema d'idee destinato a prevalere nella specie umana e porre fine alla crisi rivoluzionaria che affligge oggi i popoli civilizzati. Qui è anche inclusa una critica metodologica alla psicologia introspettiva. La gerarchia delle scienze, per come è presentata in questo tomo, comprende in ordine matematica, astronomia, fisica, chimica, biologia e sociologia[12].

Lo scopo della scienza matematica è la misura indiretta delle grandezze, grazie alla quale è possibile determinare le grandezze le une per mezzo delle altre, sfruttando le relazioni costanti che intercorrono tra esse. La matematica è divisa in concreta, geometria e meccanica razionale, ed astratta, cioè il calcolo. Esiste il calcolo delle funzioni dirette, il cui scopo è la risoluzione di equazioni, ed esiste poi il calcolo delle funzioni indirette, il quale può essere studiato seguendo uno dei tre approcci tra quello di Leibniz, Newton o Lagrange. Esso si divide in due calcoli che, stando alla terminologia di Leibniz, sono il calcolo differenziale e il calcolo integrale[13].

L'oggetto della geometria consiste nella misurazione dell'estensione. Tutte le idee geometriche si riferiscono a dimensione, forma e posizione. Per quanto riguarda la meccanica razionale, Comte divide il suo studio nella statica, riguardante le condizioni di equilibrio, e la dinamica, che consiste nello studio del movimento[14].

Il secondo tomo contiene la filosofia astronomica e fisica. Sono contenute lezioni sull'astronomia geometrica e quella meccanica. Seguono le lezioni sulla fisica, dedicate a barologia, termologia, acustica, ottica ed elettrologia[15].

L'oggetto dell'astronomia è la ricerca dei fenomeni geometrici e meccanici esibiti dai corpi celesti. Vengono qui fatte importanti considerazioni circa il metodo dell'osservazione, diviso nell'osservazione vera e propria del fenomeno per come si presenta, nell'esperimento e nella comparazione (la prima è quella propria dell'astronomia). I fenomeni geometrici elementari dei corpi celesti si dividono nei suoi elementi essenziali, quelli che si riferiscono a ciascun corpo celeste considerandolo come stazionario, e quelli che lo considerano nei suoi movimenti. Storicamente, almeno nella sua parte geometrica, l'astronomia era positiva sin dalla scuola alessandrina, mentre la fisica lo divenne solo in seguito alle scoperte di Galileo Galilei sulla caduta dei pesi[16].

La fisica si occupa di studiare le leggi che regolano le proprietà generali dei corpi, al fine di prevedere tutti i fenomeni che un corpo, posto in determinate circostanze, presenterà. In barologia si studiano gli effetti statici e dinamici prodotti dalla gravità, c'è poi la termologia, lo studio del calore, divisa nella parte che studia le leggi dell'azione termologica e nella parte atta allo studio delle modificazioni presentate dalla costituzione fisica dei corpi in seguito alle variazioni di temperatura (laddove queste modificazioni non incidano sulla natura molecolare, campo proprio della chimica). L'acustica corrisponde alla teoria del suono, mentre l'ottica è dedicata alla teoria della luce e divisa in sezioni a seconda delle modificazioni cui la luce è sottoposta (può venire considerata diretta, riflessa, rifratta o diffratta) , oltre a queste quattro sezioni vanno aggiunte le due sezioni dedicate alla doppia rifrazione e alla polarizzazione. L'elettrologia, infine, si occupa dello studio dei fenomeni elettrici e magnetici[17].

Il terzo tomo comprende la filosofia chimica, lezioni sulla chimica inorganica e sulla chimica detta organica, e la filosofia biologica con la struttura e la composizione dei corpi viventi, la loro classificazione, la fisiologia vegetale e quella animale e la fisiologia intellettuale ed affettiva[18].

La chimica è la scienza che studia le leggi di composizione e scomposizione delle sostanze, concentrandosi sul punto di vista molecolare. Rispettando la sua classificazione, Comte definisce questa scienza come la meno avanzata della filosofia inorganica (occupandosi di studiare l'ordine di fenomeni più complesso della stessa), giudicando la chimica del suo tempo come a malapena divenuta una vera e propria scienza, poiché nella maggioranza dei casi non conduce a previsioni reali e certe. Date le proprietà di tutti i corpi semplici, l'obiettivo della chimica è trovare le proprietà dei composti che essi possono formare. La divisione tra chimica organica e inorganica si presenta, per Comte, come irrazionale: la chimica organica ha un carattere bastardo, metà chimico e metà fisiologico[19].

La biologia studia i fenomeni vitali e si preoccupa di ricondurre sempre il punto di vista anatomico (statico) con quello fisiologico (dinamico). Le concezioni biologiche di Comte sono mutuate soprattutto da Bichat e Blainville. Due nozioni fondamentali nella biologia sono quella di organismo e quella di ambiente, concepiti in una sostanziale armonia[20].

Un'importante considerazione tratta dal percorso fatto fino a questo punto permette a Comte di affermare che l'attuale sistema scientifico, per com'è stato presentato fino alla biologia, è evidentemente incompleto, abbandonando alla teologia e alla metafisica un intero ordine di idee non ancora studiato secondo il metodo positivo[21].

Il quarto tomo espone la necessità di rendere positive le concezioni sociologiche, fornendo una valutazione della politica teologica e della politica metafisica. Pone infine le basi della scienza sociale, stabilendone il metodo e considerandola dal punto di vista statico e dinamico. Viene chiarito come la filosofia positiva sia adatta a conciliare l'ordine e il progresso, due istanze solo apparentemente in conflitto che, se l'antichità concepiva come inconciliabili, possono essere concepite come egualmente necessarie proprio dalla filosofia positiva stessa, le due nozioni vengono anche paragonate alle nozioni biologiche di organizzazione e di vita per mostrare la loro indivisibilità[22].

La politica teologica si rivela inadatta in quanto retrograda. Non può presiedere alla riorganizzazione sociale perché si è già dimostrata incapace di reggere di fronte al progresso naturale della società. I tentativi di ricostituire il vecchio sistema non solo sono impossibili ma inoltre, se messi in atto, servirebbero solo a riportare la società al punto in cui si renderebbe di nuovo inevitabile la crisi rivoluzionaria che l'ha abbattuto. Viene esaminata anche la dottrina metafisica, che rappresenta il governo come il nemico naturale della società. La metafisica ha compiuto un ufficio fondamentale demolendo il regime teologico e feudale, ma, dopo aver compiuto ciò, il suo carattere anarchico è servito solamente a ostacolare la rigenerazione della società[23].

Solo una valutazione dell'insieme dello sviluppo della specie umana fino ai suoi giorni, ha permesso a Comte di fondare la sociologia. Nel tomo vengono anche analizzati i tentativi precedenti. Il primo è Aristotele, la cui Politica è un trattato avanzatissimo che è servito da base fondamentale per tutti gli studi futuri nel campo. Montesquieu è fondamentale perché, nella sua opera, ha la tendenza a considerare i fenomeni politici come soggetti a leggi naturali invariabili. Egli ha il merito di riuscire a concepire questa grande impresa però, concependola troppo presto, ha dovuto necessariamente fallire. Condorcet introdusse finalmente la concezione di progressione sociale dell'umanità[24].

Qui è contenuta anche una spiegazione del metodo positivo applicato alle questioni politiche e sociali. Comte parla della subordinazione dell'immaginazione all'osservazione, il passaggio dall'assoluto al relativo, il rifiuto dell'azione arbitraria sui fenomeni sociali, la distinzione tra statica e dinamica e poi i metodi propri in sociologia, dalla sperimentazione al metodo comparativo e il metodo storico[25].

Nel quinto tomo viene istituita la serie storica, con una spiegazione dell'evoluzione umana, fornendo una vera e propria teoria storica. Viene descritto lo stato teologico (feticista, politeista, monoteista) e quello metafisico[26].

Viene prima descritto il feticismo, poi la trasformazione dei feticci divinizzati negli agenti soprannaturali corrispondenti, prende poi forma, dunque, il politeismo: questa è la principale forma del sistema teologico. Solo nel medioevo, con il cattolicesimo, il potere morale poté essere distinto dal potere propriamente politico, la fase politeista è invece caratterizzata dalla confusione tra questi due poteri. La schiavitù propria del politeismo fu al tempo necessaria sostituendo l'antropofagia e l'uccisione dei prigionieri[27].

Il passaggio dal politeismo al monoteismo fu la più grande rivoluzione mai esistita nella storia del genere umano, fino a quella che si compie oggi. Essa fu determinata dalla combinazione tra l'influenza greca e l'influenza romana. Il potere morale fu finalmente separato da quello politico propriamente detto, rendendolo indipendente e permettendo la divisione fondamentale tra potere spirituale e potere temporale, grandissimo perfezionamento della teoria generale dell'organismo sociale. La decadenza del cattolicesimo è stata dettata soprattutto dalla sua necessaria incapacità ad incorporare il movimento intellettuale[28].

Viene poi descritta anche la transizione metafisica. Già il protestantesimo aveva preparato la dissoluzione, prima intellettuale e poi sociale, dell'antico regime. Il principio fondamentale della filosofia metafisica è il dogma assoluto del libero esame individuale. La filosofia negativa si propaga a tutti gli effetti nel settecento, sebbene i letterati francesi di questo secolo, protagonisti di tale operazione rivoluzionaria, non abbiano costruito realmente alcuna dottrina nuova, bensì sviluppato i fondamenti filosofici formulati nel secolo precedente. La filosofia metafisica non è che temporanea, proprio a causa del suo carattere eminentemente distruttivo, incapace com'è di organizzare alcunché. Se la filosofia metafisica è caratterizzata da tale radicale inettitudine mentre quella teologica è di fatto obsoleta, sarà la filosofia positiva a permettere di soddisfare ad un tempo i bisogni di ordine e di progresso[29].

Nel sesto tomo Comte stabilisce i caratteri nello stato positivo dell'umanità nonché i mezzi per raggiungerlo. È presente una prefazione personale che parla del lungo tempo che è stato necessario per completare l'opera e denuncia le persecuzioni subite dagli ambienti scientifici e accademici. Vengono distinti i tre ordini fondamentali propri alla civiltà moderna: l'ordine industriale o pratico, l'ordine estetico o poetico e l'ordine scientifico o filosofico[30].

L'elemento industriale si è sviluppato tramite la graduale preponderanza che il regime industriale ha acquisito sul regime militare in seguito all'abolizione della schiavitù primitiva delle classi lavoratrici, accompagnandosi ad un'evoluzione estetica adatta a sviluppare un'attività mentale maggiormente disinteressata. L'incorporazione diretta dell'elemento scientifico nel sistema della società moderna iniziò già con la concezione scolastica[31].

La crisi rivoluzionaria aperta dalla rivoluzione francese servì per segnalare l'avvento diretto della rigenerazione finale, preparata nei cinque secoli precedenti. Qui Bonaparte viene descritto in maniera nettamente negativa, come un uomo profondamente indietro rispetto al suo tempo. Questa trasformazione sociale è caratterizzata da un'implicita rinuncia a istituire regolarmente un qualsiasi ordine intellettuale e morale, lasciando questo compito alla filosofia positiva[32].

Rispetto al metodo positivo, Comte esprime la necessità di un'unità filosofica che, distinguendosi dalla specialità empirica che aveva finora caratterizzato la filosofia positiva primitiva, corrispondente ai bisogni dell'evoluzione preparatoria, riesce a compiersi proprio grazie alla penetrazione della stessa nel campo sociologico, essendo il punto di vista umano il solo pienamente universale. Viene poi descritta la gerarchia delle scienze, in progressione dallo studio dei fenomeni più semplici, grazie alla matematica, sino allo studio dei più complessi grazie alla sociologia. Rispetto allo studio dell'umanità, gli altri studi sono semplicemente preparatori[33].

Comte descrive infine l'impatto del positivismo nella vita futura, tramite la sua azione intellettuale, grazie alla capacità di coerenza mentale che prima non poteva esistere pienamente, la sua azione morale, la sua azione politica e la sua azione estetica, relegando le tendenze antiestetiche ad uno spirito positivo incompleto e legato alla sua fase matematica iniziale, mentre al contrario esso sarà da base all'organizzazione estetica, in seguito all'avvenuta sistemazione sociologica[34].

  1. 1 2 Auguste Comte: biografia, pensiero e opere | Studenti.it, su studenti.it.
  2. ↑ Comte indicò sempre la sua monumentale opera, dopo il 1843, con questo titolo. Cfr. Discorso sullo Spirito Positivo, copertina.
  3. ↑ Auguste Comte, Cours de philosophie positive, 6 voll., Bachelier, 1830-1842, Paris
  4. ↑ AUGUSTE COMTE, su filosofico.net.
  5. ↑ Nell'Enciclopedia Treccani troverai tutto quello che devi sapere su Sociologia. Entra subito su Treccani.it, il portale del sapere., su treccani.it.
  6. ↑ Auguste Comte il positivismo e la nascita della sociologia | Psiche, su psiche.altervista.org.
  7. ↑ Charles Jeannolle, Esposizione Sommaria della Vita ed Opera del Fondatore del Positivismo, CCXXXII, Società Editrice Positivista Italiana, Padova.
  8. 1 2 Pierre Laffitte, De la publication du cours de philosophie positive, in Revue occidentale, vol. 18, 1887.
  9. 1 2 Joseph Lonchampt, Précis de la vie et des écrits d'Auguste Comte, Paris, 1889.
  10. 1 2 Docteur Robinet, Notice sur l'oeuvre et la vie d'Auguste Comte, Paris, 1860.
  11. ↑ Auguste Comte, Cours de philosophie positive, vol. 1, Paris, 1830, p. 3.
  12. ↑ Auguste Comte, Course de philosophie positive, vol. 1, Paris, 1830, p. 96.
  13. ↑ Auguste Comte, Course de philosophie positive, vol. 1, Paris, 1830, p. 140.
  14. ↑ Auguste Comte, Course de philosophie positive, vol. 1, Paris, 1830, p. 352.
  15. ↑ Auguste Comte, Course de philosophie positive, vol. 2, Paris, 1835, p. 5.
  16. ↑ Auguste Comte, Course de philosophie positive, vol. 2, Paris, 1835, p. 13.
  17. ↑ Auguste Comte, Course de philosophie positive, vol. 2, Paris, 1835, p. 401.
  18. ↑ Auguste Comte, Course de philosophie positive, vol. 3, Paris, 1838, p. 75.
  19. ↑ Auguste Comte, Course de philosophie positive, vol. 3, Paris, 1838, p. 19.
  20. ↑ Auguste Comte, Course de philosophie positive, vol. 3, Paris, 1838, p. 301.
  21. ↑ Auguste Comte, Course de philosophie positive, vol. 3, Paris, 1838, p. 844.
  22. ↑ Auguste Comte, Course de philosophie positive, vol. 4, Paris, 1839, p. 9.
  23. ↑ Auguste Comte, Course de philosophie positive, vol. 4, Paris, 1839, p. 18.
  24. ↑ Auguste Comte, Course de philosophie positive, vol. 4, Paris, 1839, p. 240.
  25. ↑ Auguste Comte, Course de philosophie positive, vol. 4, Paris, 1839, p. 412.
  26. ↑ Auguste Comte, Course de philosophie positive, vol. 5, Paris, 1841, p. 9.
  27. ↑ Auguste Comte, Course de philosophie positive, vol. 5, Paris, 1841, p. 30.
  28. ↑ Auguste Comte, Course de philosophie positive, vol. 5, Paris, 1841, p. 285.
  29. ↑ Auguste Comte, Course de philosophie positive, vol. 5, Paris, 1841, p. 638.
  30. ↑ Auguste Comte, Course de philosophie positive, vol. 6, Paris, 1842, p. 18.
  31. ↑ Auguste Comte, Course de philosophie positive, vol. 6, Paris, 1842, p. 29.
  32. ↑ Auguste Comte, Course de philosophie positive, vol. 6, Paris, 1842, p. 386.
  33. ↑ Auguste Comte, Course de philosophie positive, vol. 6, Paris, 1842, p. 650.
  34. ↑ Auguste Comte, Course de philosophie positive, vol. 6, Paris, 1842, p. 862.

Collegamenti esterni

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